L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-23-2026

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13 GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | S e s i g u i d a v e r s o s u d - o v e s t d a Cuneo e si sale nella Val Varai- t a , s e g u e n d o i l fiume oltre le ultime fattorie f i n o a q u a n d o l a v a l l e s i restringe e la strada sembra dirigersi dritta verso le mon- tagne, si raggiunge Chiana- le, situata proprio all'inizio d i t u t t o , c o m e u n p u n t o f e r m o . È q u a s i l ' u l t i m o lembo d'Italia prima che le vette cedano il passo alla F r a n c i a : u n a f r a z i o n e d e l comune di Pontechianale, arroccata a circa 1800 metri di altitudine, con il Colle dell'Agnello, uno dei passi asfaltati più alti delle Alpi a quasi 2700 metri, appena oltre. L'acqua è ciò che ha dato il nome al borgo, non a caso, dato che "Chianale", Cianal in lingua locale, significa più o meno "il canale", un riferi- m e n t o a l t o r r e n t e d e l l a Varaita che scorre impetuoso nel mezzo del paese. Il fiume divide letteralmente Chiana- le in due, e le due metà sono ricomposte da un incantevo- l e p o n t e d i p i e t r a a n t i c o , diventato il simbolo del vil- laggio, presente su ogni car- tolina e fotografia. Per un luogo così piccolo e remoto, Chianale vanta una storia piuttosto ricca: conte- sa durante il Medioevo, pas- sando dai vescovi torinesi ai signori locali, nel 1343 entrò a far parte di quella deliziosa e singolare anomalia alpina che è la Repubblica degli E s c a r t o n i , u n a p i c c o l a federazione che si autogo- vernò con una libertà che gran parte d'Europa poteva solo invidiare, fino all'annes- sione della zona da parte dei Savoia nel 1713. Un altro aspetto peculiare: nel turbo- lento XVI secolo, Chianale fu per un certo periodo l'uni- co luogo della valle in cui la libertà religiosa era tollerata, una piccola oasi di apertura mentale in un'epoca di chiu- sura. Oggi la maggior parte dei visitatori ci va semplicemen- te per la sua bellezza, e one- stamente, ciò che si trova ripaga ampiamente il viag- gio. Chianale è conosciuto come il "borgo di pietra" e si è guadagnato un posto tra i Borghi più Belli d'Italia, l'e- lenco ufficiale dei borghi più b e l l i d ' I t a l i a . Q u i t u t t o è ardesia e legno: muri in pie- tra grigia, pesanti tetti in ardesia, travi in legno e bal- coni che nei mesi più caldi si trasformano in un tripudio di fiori. Fermatevi alla chie- sa di Sant'Antonio, risa- lente al XIV secolo, vicino alla fontana, e alla più impo- n e n t e c h i e s a d i S a n Lorenzo, costruita tra il XVII e il XVIII secolo. Se avete mezz'ora a disposizio- ne, il piccolo Museo del Costume e dell'Artigia- nato Tessile, ospitato in quella che un tempo era la Missione dei Cappuccini, è un vero gioiello che mantie- n e v i v a l a m e m o r i a d e g l i abiti e dell'artigianato della valle. Ma soprattutto, Chianale è profondamente radicata nella c u l t u r a o c c i t a n a , influenzata da una lingua e d a u n p a t r i m o n i o c h e s i estendono in alcune zone della Francia meridionale, dell'Italia nord-occidentale e dei Pirenei. In questa parte del Piemonte si parla ancora l'occitano, e la sua influenza si percepisce nella musica e nella lingua, così come nelle tradizioni e nelle feste locali. C o n f e r i s c e a C h i a n a l e u n carattere distintivo rispetto a gran parte del resto d'Ita- lia, con legami culturali che si estendono con naturalezza s i a a l l a P r o v e n z a c h e a Roma. Quando siete a Chianale, dovreste mangiare come le montagne in quota impon- gono, ovvero con abbondan- za e senza rimpianti. Il piat- t o d a n o n p e r d e r e s o n o i r a v i o l i , p i c c o l i e s o f f i c i gnocchi di patate e formag- gio immersi nel burro fuso, il tipo di cibo ideale quando si lavora duramente all'aria aperta e si desidera rimane- re al caldo e sazi; c'è anche una polenta sostanziosa di patate e grano saraceno, ser- vita calda e abbondante con formaggio locale. Un'ultima cosa, per gli amanti delle passeggiate tra i nostri letto- ri: nei dintorni del paese si trova il Bosco dell'Alevè, considerato il più grande bosco di p i n i c e m b r i di tutta Europa. E quando finalmente rag- giungerete quel ponte di pie- tra e vi fermerete a riprende- re fiato, ricordate: potreste essere arrivati proprio alla fine d'Italia, ma oh! C'è così tanta bellezza da ammirare. M olto prima che qualcu- no pensas- se di unge- re un palo, esisteva un sogno: nei secoli di fame del Medioevo, i con- tadini di tutta Europa si rac- contavano di un paese chia- m a t o C u c c a g n a , u n p a r a d i s o d i a b b o n d a n z a d o v e s c o r r e v a n o f i u m i d i vino, le case erano costruite di formaggio, i maiali arro- stiti vagavano già spolpati e l ' u n i c a c o s a p u n i t a d a l l a legge era il lavoro. Era il paradiso dei poveri, la fanta- sia di non soffrire mai più la fame, un'idea troppo bella per rimanere confinata al regno delle storie. L ' I t a l i a c e r c ò i n f i n e d i realizzare quella fantasia, almeno per un giorno. Nella Napoli dell'inizio dell'età m o d e r n a , i n p a r t i c o l a r e durante il Seicento e il Sette- cento, l'idea di Cuccagna a s s u n s e u n a f o r m a f i s i c a spettacolare quando, duran- te le feste pubbliche, le auto- rità erigevano montagne, castelli e elaborate strutture ricoperte di pane, formag- gio, carne e altre provviste, a volte con animali vivi incor- porati nell'allestimento. A un segnale, la folla si accal- cava per reclamare il cibo. Da quello spettacolo nacque i l g i o c o c h e c o n o s c i a m o ancora oggi, l'albero della c u c c a g n a : u n a l t o p a l o unto di strutto o sapone, la cui cima è carica di prosciut- ti, formaggi e altri premi, e alla base, una folla di scala- tori che scivola giù con la stessa rapidità con cui erano saliti. Si diffuse in ogni festa di paese d'Italia, a volte eret- to in piazza, a volte steso o r i z z o n t a l m e n t e s u u n fiume, in modo che i perden- ti cadessero in acqua. E attraversò persino l'o- ceano con le persone che lo amavano. Ogni maggio, a Filadelfia, il palo unto si erge di nuovo al South 9th Street Italian Market Festi- v a l , u n a c o l o n n a d i n o v e metri lucida di strutto, la cui cima è ornata di provolone e denaro. Squadre di scalatori s i d i s p o n g o n o a f o r m a r e piramidi umane, i più grossi a l l a b a s e , i p i ù p i c c o l i e testardi in cima, e si tirano su a vicenda proprio come facevano i loro bisnonni nel vecchio continente. La terra dell'abbondanza è ancora lassù: basta solo scalarla! Partecipanti tentano di raggiungere i premi in cima all'albero della cuccagna, il tradizionale palo reso scivoloso con grasso o sapone durante le feste popolari (Image generated using Adobe Illustrator AI) Chianale, il borgo in pietra dove finisce l'Italia L ' A l b e r o d e l l a C u c c a g n a : u n palo unto verso il paradiso La chiesa parrocchiale e le tradizionali case in pietra di Chianale, piccolo borgo alpino della Valle Varaita, in Piemonte (Photo: Rostislav Glinsky/Dreamstime) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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