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19 GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L 'avrete quasi sicu- r a m e n t e v i s t a , a n c h e s e n o n avete mai messo piede nel Paese: un cielo di un blu che non si trova in natura e un mare sot- tostante dello stesso colore; poi pini marittimi che si pro- tendono da un lato; un borgo i m b i a n c a t o a c a l c e c h e s i arrampica su una collina; una giovane donna in abito tradi- zionale che vi sorride. In alto, in lettere maiuscole alte e decise, una sola parola: ITA- LIA. In basso, in un angolo, piccole ma insistenti, altre quattro lettere: ENIT. Questa è l'Italia dei manifesti turistici e, per quasi un secolo, ha svolto un lavoro straordina- rio: insegnare al resto del mondo come immaginare un intero Paese. Quelle quattro lettere stan- n o p e r E n t e N a z i o n a l e Italiano per il Turismo, fondato nel 1919 e uno dei più antichi enti di questo tipo al mondo. Il suo compito era semplice ed enorme: persua- dere gli stranieri a venire a vedere l'Italia e a spendere i loro soldi per farlo. Va detto che il manifesto turistico non fu un'invenzione italiana, poi- ché le compagnie ferroviarie l o s t a m p a v a n o g i à p r i m a dell'inizio del secolo, attiran- do i viaggiatori verso i laghi e la Riviera ben prima dell'esi- stenza dell'ENIT. Ma a parti- re dagli anni '20, il nuovo car- tellone pubblicitario assunse una forma di carattere nazio- nale e, lavorando a stretto contatto con le Ferrovie d e l l o S t a t o , n e f e c e i l biglietto da visita dell'Italia nel mondo per i successivi cinquant'anni. Economico da riprodurre, facile da affiggere in una stazione ferroviaria di Parigi, Londra o New York, un buon manifesto poteva vendere un sogno a un estra- neo nel tempo necessario a passarci davanti. Senza dubbio, l'Italia aveva gli artisti per realizzare quei sogni, soprattutto negli anni '20 e '30, quando il lavoro fu affidato ad alcuni dei migliori d e s i g n e r d i m a n i f e s t i d ' E u r o p a . M a r c e l l o Dudovich portò un'eleganza pittorica che, nel corso degli anni, si trasformò nella raffi- nata geometria dell'Art Déco, mentre i futuristi, tra cui Fortunato Depero, spinse- ro nella direzione opposta, verso la velocità, blocchi di colore audaci e lettere che si comportavano come macchi- ne. Designer come Marcello N i z z o l i e G i u s e p p e Riccobaldi conferirono ai manifesti la loro moderna e raffinata sicurezza, e persino il grande maestro francese A. M. Cassandre diede il suo contributo all'Italia. L'estetica cambiò nel corso del decen- nio, passando dalla fluida gra- zia Art Nouveau dei primi manifesti ferroviari a uno stile più duro, luminoso e architet- tonico: monumenti raffigurati come se fossero stati costruiti il giorno prima, treni espressi che sfrecciavano diagonal- mente fuori dal bordo della pagina, enormi lettere maiu- scole sovrapposte come mura. Era anche, inevitabilmente, l'epoca del regime, che com- prendeva il valore di un'im- magine nazionale lusinghiera ed era lieto di vedere l'Italia venduta all'estero come bella e ordinata; i manifesti porta- vano con sé quella patina di perfezione, a prescindere da tutto il resto. Chiunque li avesse dise- gnati, i manifesti continuava- no a riproporre la stessa man- ciata di immagini, che diven- nero immediatamente ricono- scibili: Roma significava il Colosseo e una colonna spez- zata contro una luce dorata. Venezia significava una gon- dola e il luccichio della laguna al crepuscolo. Il Sud significa- v a C a p r i e l a C o s t i e r a Amalfitana, con le sue acque cobalto e i limoneti terrazzati. Il Nord significava le Dolomiti e le località sciistiche alla moda, la neve fresca sotto il sole alpino. C'erano i costumi tradizionali, le feste di paese, le reti da pesca e gli ombrello- ni, e i treni notturni che ti portavano ovunque. E sotto ognuna di queste immagini si celava la stessa silenziosa pro- messa, l'unica cosa che un nordeuropeo che tremava di freddo a febbraio desiderava di più: il sole, e tanto. Mettete insieme queste immagini ed ecco la cartolina c h e a n c o r a o g g i r i m a n e impressa nella mente di quasi t u t t i q u a n d o p e n s a n o all'Italia, un'immagine che non ha mai smesso di evolver- si, nemmeno durante e subito dopo la guerra; anzi, ha rag- giunto il suo apice proprio mentre il paese cambiava più r a p i d a m e n t e . N e g l i a n n i Cinquanta e Sessanta, gli anni del boom economico, un d e s i g n e r d i n o m e M a r i o Puppo divenne il grande divulgatore del manifesto turistico italiano, producendo un'immagine dopo l'altra dai colori luminosi e cinemato- grafici, con Filippo Romoli e altri che lavoravano sulla stessa ricca vena creativa. La loro Italia era un paradiso Technicolor di spiagge, cam- panili e abitanti sorridenti in abiti tradizionali. Ed ecco l'i- ronia di quel periodo: era proprio il momento in cui l'Italia si stava lasciando alle spalle quel mondo, riversan- dosi dalle campagne verso le fabbriche e le città, barattan- do il passato contadino con scooter e frigoriferi. I manife- sti continuavano a vendere agli stranieri la vecchia Italia baciata dal sole, mentre gli italiani stessi se ne allontana- vano in fretta. Era l'epoca della Dolce Vita e del turismo di massa, e l'immagine appe- sa al muro si è consolidata, in quegli anni, in quella che non siamo mai riusciti a sostituire del tutto. Ora, la storia di come i manifesti dell'ENIT abbiano influenzato la nostra perce- zione del Paese è tanto più interessante da raccontare, perché improvvisamente la si può vedere delineata: l'ENIT ha trascorso gli ultimi anni a digitalizzare il proprio archivio storico, una vasta collezione di manifesti, foto- grafie, diapositive e filmati che risalgono al 1919, e a metterne gran parte online, dove chiunque può consul- tarla e dove il consiglio di amministrazione ha allestito m o s t r e v i r t u a l i c o m e "Promoting Beauty", rea- lizzata per il suo centenario. Scorrendo le immagini, si ha la sensazione di assistere alla c o s t r u z i o n e d i u n s o g n o n a z i o n a l e d e c e n n i o d o p o decennio, immagine dopo immagine, artista dopo arti- sta. Si può osservare il cielo diventare più blu, i caratteri più audaci, la donna in costu- me che viene affiancata e poi s o s t i t u i t a d a l l a d o n n a i n costume da bagno. Ciò che colpisce è quanto poco quella visione sia invec- chiata, perché i viaggiatori che oggi scendono dal treno a Napoli o a Venezia, con la m a c c h i n a f o t o g r a f i c a i n mano, sono solitamente alla ricerca proprio di ciò che quei manifesti promettevano: il mare blu, le antiche rovine, i limoneti, la luce. È ancora l'Italia che una manciata di artisti di talento ha immorta- lato per la prima volta su carta cento anni fa, e, un secolo dopo, è l'Italia che ci aspettiamo di trovare. Come i manifesti turistici hanno creato l ' i m m a g i n e c h e i t u r i s t i h a n n o a n c o r a dell'Italia For US and Canadian Residents – Full Representation in the Italian Legal and Financial Systems, both at the Federal Level and Across All 20 Regions of Italy Our Rome-based Italian Family Law Practice Includes: - Estate Probate - Inheritance - Real Estate - Family Succession - Trusts - Bank Accounts - Power of Attorney - Taxes - Dual Citizenship 100% Fluency in English. US-based Senior Business Manager. No cost/ no obligation telephone consultations. Fixed cost "total fee" engagement pricing. Please visit our website at www.ItalyLawyerforAmericans.com for a full profile of our firm and the services we offer, or call 267.500.1807 to speak with our US-based Business Manager between 900am-500pm ET. Relocation-to-Italy: Legal, Financial, Logistical Support Full coordination between local realtors, title-notary- deed services, banks, local contractors (electricians, plumbers, carpenters, etc.) Manifesti e cartoline turistiche d'epoca raccontano l'Italia attraverso laghi, città d'arte e località costiere, contribuendo a fissarne l'immagine nell'immag- inario internazionale (Immagine composita creata con Adobe Illustrator AI; immagini originali: Wikimedia Commons) LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA
