L'Italo-Americano

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25 GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | HERITAGE MEMORIA IDENTITÀ STORIA RADICI S i n c e r a m e n t e , l a prima volta che l ' h o s e n t i t o , h o q u a s i f a t t o u n salto dalla paura. Mi trovavo da qualche parte sotto il Gianicolo, a fare pro- prio quello che sto per dirvi di non fare, ovvero a rincor- rere i monumenti, quando il cielo intero sembrò tossire: un boato, piatto ed enorme, si propagò sui tetti. Mi guar- dai intorno; nessuno aveva battuto ciglio. Un anziano s e d u t o s u u n a p a n c h i n a piegò il giornale, si guardò il polso e riprese a leggere. Era mezzogiorno, naturalmente. Tutti tranne me sapevano che sarebbe arrivato. C'è un momento, ogni sin- golo giorno a Roma, che la maggior parte dei visitatori s i p e r d e c o m p l e t a m e n t e . Non si paga il biglietto d'in- gresso, non è tra le attrazioni imperdibili e non ci sono folle in coda, eppure, se vi capita di trovarvi sul Giani- c o l o , q u e l b a l c o n e v e r d e s o p r a T r a s t e v e r e , p o c h i minuti prima di mezzogior- no, assisterete a qualcosa che Roma fa, con una sola lunga interruzione, dal 1847. Esat- tamente a mezzogiorno, un cannone spara. Spara contro nulla, badate b e n e . C ' è f u m o , c ' è q u e l b o a t o c h e r i m b a l z a s u l l e cupole e disperde i piccioni ma, gloriosamente, nessuna palla di cannone. È un colpo a salve, e il suo unico scopo è quello che ha da quasi due secoli: dire a Roma che è esattamente mezzogior- no. In una città che porta il peso di tremila anni con una noncuranza così sconcertan- te, ecco un gesto al tempo stesso inutile ed essenziale, un punto fermo scritto con la polvere da sparo contro il cielo romano. La storia inizia il primo dicembre 1847 e, come tante storie romane, comincia con un papa. Roma allora era ancora la capitale dello Stato Pontificio e aveva un proble- ma affascinante: le campane. Una città con innumerevoli chiese è una città con innu- merevoli campane, e ogni parrocchia suonava mezzo- giorno più o meno quando le pareva, cosicché il mezzo- g i o r n o a r r i v a v a c o m e u n evento graduale e approssi- mativo, bello a suo modo ma inutile se si aveva effettiva- mente bisogno dell'ora esat- ta. Pio IX voleva ordine: un segnale unico e inequivocabi- le che ogni campanile e ogni cittadino potesse usare per scandire l'ora. E così nacque il cannone. Il meccanismo originale era una piccola meraviglia dell'ingegno ottocentesco: l'ora ufficiale era tenuta dagli a s t r o n o m i d e l C o l l e g i o R o m a n o e p o c h i m i n u t i p r i m a d i m e z z o g i o r n o u n inserviente issava una sfera nera su un'alta asta sul tetto della vicina chiesa di Sant'I- gnazio di Loyola. Giù a Castel Sant'Angelo, un artigliere o s s e r v a v a l a s f e r a c o n u n cannocchiale, in attesa. Allo scoccare di mezzogiorno, la palla cadeva e il cannone tuo- nava. Incredibile: tutto quel- lo sforzo, solo perché tutti si mettessero d'accordo sull'o- rario della pausa pranzo! P e r i p r i m i d e c e n n i , i l colpo di cannone veniva spa- r a t o d a l l e m u r a d i C a s t e l Sant'Angelo, sulle rive del T e v e r e . P o i , p e r c i r c a u n anno, si spostò fino a Monte Mario e infine, il 24 gennaio 1904, trovò la sua dimora definitiva: la sommità del Gianicolo, sotto la grande statua equestre di Giuseppe Garibaldi, dove l'eroe dei due mondi ancora oggi guarda la città per cui ha combattuto. A quel tempo, l'unificazione era ormai passata e Roma era la capitale di una giovane Ita- lia, eppure il cannone conti- nuava a sparare, il suo signi- ficato si era trasformato da servizio papale a servizio civico. Questo, se me lo chie- dete, è il modo in cui nasco- no le migliori tradizioni: non si fermano mai. Ma le tradizioni, natural- mente, sono cose fragili, e nel 1939, con il mondo che scivolava verso la guerra, il cannone tacque per ragioni di ordine pubblico, sostituito da una sirena, un suono più f r e d d o p e r u n ' e p o c a p i ù fredda. E lì rimase il canno- ne del Gianicolo, silenzioso a mezzogiorno, per vent'anni, ma poi, nel 1959, Roma ne rivolle la voce. Spinto dai g i o r n a l i e d a l l ' a f f e t t o d e i r o m a n i c h e s e n t i v a n o l a mancanza del loro fragore quotidiano, il cannone fu rimesso in funzione il 21 a p r i l e , e q u i c o n f e s s o d i avere un debole per il senso romano dell'occasione, per- ché il 21 aprile è il Natale di Roma, il leggendario com- pleanno della città. Quell'an- n o R o m a c o m p i v a 2 7 1 2 anni, e per celebrarlo, il colle tornò a parlare. Quello che spara oggi è un obice risalente alla Seconda Guerra Mondiale, e l'intera operazione si svolge con una cerimonia del tutto spropor- zionata al suo valore pratico, ed è proprio per questo che la adoro. Poco prima di mez- zogiorno, due artiglieri in uniforme portano fuori il cannone dal suo piccolo rifu- gio, senza fretta, come se avessero tutto il tempo del mondo. È caricato con circa un chilo di polvere da sparo, sufficiente per una magnifi- ca quantità di fumo e frago- re, e niente di più. Il colpo a salve viene sparato, il suono si propaga su Trastevere, e gli uomini riportano tran- quillamente il cannone den- tro, fino all'indomani, quan- do faranno la stessa cosa, e il giorno dopo, e quello dopo ancora. Nessuno ne ha davvero bisogno oggigiorno, tutti p o r t i a m o l ' o r a e s a t t a i n t a s c a , s i n c r o n i z z a t a c o n satelliti che il povero Pio IX n o n a v r e b b e m a i p o t u t o immaginare. Ma forse è pro- prio questo il punto: il can- none del Gianicolo rappre- senta il rispetto di un rituale, n o n l a m i s u r a z i o n e d e l tempo. Quindi ecco il mio piccolo suggerimento per la prossi- ma volta che vi troverete a Roma. Saltate un monumen- to, solo per una volta; vi pro- metto che vi perdonerà. Sali- te sul Gianicolo prima di Mezzogiorno, mettetevi vici- no a Garibaldi, tenete d'oc- chio i due uomini e il loro cannone e aspettate. Quan- do arriverà il boom, e lo farà, esattamente in tempo, cer- cate di non sobbalzare come ho fatto io. E sappiate che avete appena condiviso una delle abitudini più antiche, più ostinate, più romane: lasciarsi dire da un cannone, come dice a questa città da quasi duecento anni, che è mezzogiorno. Il colpo di cannone che ancora oggi scandisce il tempo a Roma Il cannone del Gianicolo spara il tradizionale colpo di mezzogiorno davanti ai visitatori. Nel riquadro, una ricostruzione del sistema ottocentesco utilizzato per comunicare l'ora ufficiale agli artiglieri (Photo: Shutterstock; inset image gener- ated using Adobe Illustrator AI)

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