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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Cannaregio, la vita quotidiana delle famiglie in uno dei sestieri più amati, vissuti e autentici di Venezia L 'area storico-architettoni- c a d e l l a M a d o n n a dell'Orto, le statue dei M o r i , i l c o m p l e s s o d e l l a Misericordia. L'antico ghetto ebraico il cui omonimo e ampio campo è uno degli spazi più fre- q u e n t a t i d a i p i c c i n i , s e n z a dimenticarsi dei vicini parchi Savorgnan e Groggia. Il centro sportivo S. Alvise dove si tengo- no corsi di danza, scherma, pal- lacanestro e minibasket, nonché sede di una delle due piscine comunali di tutta Venezia. Lì nel mezzo, la tradizione della voga alla veneta e i volti nuovi dei kayak su e giù per i canali. In una Venezia sempre più "occupata" dal turismo, il sestie- re di Cannaregio rappresenta un'autentica oasi per la cittadi- nanza che continua a impegnarsi per preservarne la vivibilità e l'i- dentità. Cannaregio però è anche Strada Nuova, l'arteria commer- ciale per eccellenza percorsa ogni giorno da migliaia di turisti diretti verso i due luoghi iconici di Venezia: il Ponte di Rialto e P i a z z a S a n M a r c o . A n t i c o e moderno convivono nel sestiere di Cannaregio, eppure un tempo non era certo un'area ambita dalla popolazione, anzi. Il suo nome infatti, potrebbe derivare dall'idioma "canneti regi", con il termine - regio - riferito alla pro- p r i e t à d e l l a R e p u b b l i c a Serenissima. Era infatti una zona ricca di paludi, canneti, orti e attività legate alla pesca. È solo tra il XII e il XIV secolo che cominciò a svilupparsi, diventan- do progressivamente abitabile, pur continuando a rappresentare una sorta di periferia rispetto al più altolocato centro storico. Il XVI secolo poi, vide anche la nascita del primo ghetto ebraico d'Europa, un tempo chiuso da portoni la notte, e oggi meta imperdibile di qualsiasi visita. Venezia, 2026. Il terzo mil- lennio ha visto l'esplosione del web e dell'affittanza turistica. Oggi, chiunque possieda una seconda casa è sempre più incli- ne a destinarla al più lucrativo mercato dell'ospitalità, spesso a discapito di chi vorrebbe mettere radici in laguna, acquistando l'immobile per vivere stabilmen- te in città. Chi è già qui invece, intende restarci ed è pronto a lot- tare. Nel corso degli ultimi anni, in particolare, i comitati popolari hanno contribuito a rivitalizzare il sestiere, creando nuovi spazi di aggregazione e consolidando il senso di appartenenza di una comunità determinata a difende- re il proprio futuro. Un caso su t u t t i , i l C i r c o l o v i r t u o s o C a ' R a p a c e , s i t u a t o n e l l ' a r e a d i LUCA FERRARI Sant'Alvise davanti all'omoni- mo rio. Qui si svolgono attività di doposcuola, feste di com- pleanno e anche esposizioni arti- stiche. Tra le ultime protagoni- ste, la mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia". La scuola elementare Diedo è a rischio chiusura ed è ora in attesa di una sentenza per capire se la proprietà sia legitti- mata a vendere l'immobile o meno. La scuola Diedo è un edi- ficio emblematico della città di V e n e z i a . U n a c i n t a m u r a r i a nasconde un enorme giardino dove crescono (anche) alberi di m e l o g r a n o , m o l t o a m a t o d a i bambini e da quegli ex-alunni, oggi diventati uomini e donne, che non accettano di vedere la propria scuola diventare l'enne- simo hotel o quant'altro. Una scuola questa, tra le pochissime d e l l ' i n t e r a a r e a l a g u n a r e " a modulo", con 2 o massimo 3 pomeriggi a tempo pieno, punto di riferimento per intere genera- zioni. Dalla parte dei bambini sono scesi anche molti celebri personaggi del mondo della cul- tura, dello sport e dello spettaco- l o t r a c u i l ' a t t o r e F r a n c e s c o Arca, il giornalista e scrittore Luigi Garlando, il DJ di fama internazionale Spiller, la cam- pionessa mondiale di karate Sara C a r d i n e a n c o r a m o l t i a l t r i . Anche i patronati del sestiere di Cannaregio stanno tornando a farsi vedere, e soprattutto "senti- re". Sono stati proprio i genitori di Cannaregio a riattivare quello di Sant'Alvise e oggi, per quat- tro pomeriggi alla settimana più la mattina del sabato, i bambini possono approfittare di un altro nuovo-vecchio spazio che non sia l'ennesimo campiello, cimen- tandosi in particolare con due delle discipline più amate dai veneziani, il basket e il calcio, ma non solo. Poco distante da quest'ultimo c ' è l ' a r e a d e l l ' e x - o s p e d a l e pediatrico Umberto I. Arrivando dalle Fondamenta Nove/Murano, prima che il vaporetto viri per entrare nel canale di Cannaregio, si vede un enorme pallone che potrebbe far pensare a un campo da tennis al coperto. Nulla di tutto ciò. Quella è la palestra Gigi Marsico, struttura dove si allenano le giovani leve cestisti- c h e d e l l ' A l v i s i a n a B a s k e t Tavolata in Baia del Re a Cannaregio (Ph Luca Ferrari) Sant'Alvise è un angolo di Cannaregio dove si può trovare una Venezia autentica (Ph Luca Ferrari) Venezia, nonché sede delle parti- te di campionato delle varie cate- gorie, dagli scoiattoli alla prima squadra. L'ampio spazio verde a d i a c e n t e p o i , è s e m p r e p i ù popolato di attività e negli edifi- ci interni ha trovato casa la scuo- la musicale Il Suono Improvviso. Restando in tema sonoro, nel- l'ampio parco tra immensi alberi secolari, da qualche anno ogni e s t a t e p r e n d e v i t a i l f e s t i v a l Venezia Suona, un appuntamen- to sempre più amato dai cannare- giotti alla stregua delle più lon- geve sagre estive di San Piero di C a s t e l l o o d i q u e l l a d i S a n Giacomo dell'Orio (sestiere di San Polo). Difficile, se non impossibile, p a r l a r e d i C a n n a r e g i o s e n z a menzionare la Vogalonga, una delle più celebri manifestazioni remiere non competitive. Ogni anno richiama un numero incre- dibile di equipaggi provenienti da ogni parte del mondo, ma è m o l t o p a r t e c i p a t a a n c h e d a i vogatori e vogatrici locali. Dopo aver attraversato la laguna, le imbarcazioni raggiungono il canale di Cannaregio dove si svolge uno dei momenti più sug- gestivi della manifestazione: il passaggio sotto il Ponte dei Tre Archi e il Ponte delle Guglie. In questo tratto gli equipaggi ven- gono accolti dagli applausi calo- rosi e incessanti del pubblico assiepato lungo le due fonda- menta. Già, i Tre Archi, punto d'in- contro che collega la fondamenta di Cannaregio all'area di San Giobbe, altra zona popolata dai veneziani. Il ponte è un autentico avamposto per romantici, un punto privilegiato per godersi albe e tramonti, nonché l'unico ponte a tre arcate presente a Venezia. Da lì si può accedere alla Baia del Re. Un tempo zona malfamata, oggi placida zona residenziale priva di locali o di qualsiasi altra attività commer- ciale a parte un piccolo salone di p a r r u c c h i e r e e u n a p a l e s t r a . Grazie alla tecnologia, i turisti stanno iniziando a frequentarla anche se la loro permanenza è moderata. In particolare nelle sere d'estate, lungo la fondamen- ta Sacca San Girolamo, giovani e non si godono le ultime luci diurne direttamente affacciati sulla laguna. Complice la pre- senza di qualche (sempre più rara) panchina, c'è chi si prende cibo da asporto per goderselo in un clima di rispettoso relax, mentre i veneziani, talvolta, improvvisano ruspanti tavolate, specie in occasioni di festività come il Redentore ma non solo. In questo placido connubio tra dimensione locale e globale, non è raro vedere bambini del posto giocare con i loro coetanei arri- vati da ogni angolo del mondo: chi calciando un pallone, chi disegnando sui masegni o chi semplicemente correndo. Lì, all'estremità settentrionale del- l'isola, Venezia sembra ritrovare quell'anima che l'ha contraddi- stinta nei secoli: un mosaico umano che condivide la quoti- dianità della vita.
