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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2026 S e è vero, anche se i n d i m o s t r a b i l e , che la mitologia a f f o n d a l e s u e radici in una certa realtà, ciò che sto per raccon- tare si riferisce proprio a qualcosa che vede le sue ori- gini addirittura nella figura mitologica di Ercole. Si narra c h e E r a c l e ( q u e s t o i l s u o nome nella mitologia greca) il semidio, figlio di Zeus (per i latini Giove) e della regina mortale Alcmena che diven- ne famoso per la sua forza sovrumana e per le dodici fatiche affrontate, per ritem- prarsi, si immergesse nelle a c q u e c a l d e , l e T e r m e , d i Termini Imerese. Occorre andare molto indietro nel tempo e ricordare che i Car- taginesi distrussero Imera nel 409 a.C. e che due anni dopo, nel 407 a. C., l'inse- diamento fu ricostruito a ovest, alla distanza di dodici Km, dove oggi si trova Ter- m i n i I m e r e s e . I l n o m e d i allora era Thermai Himeraìai (in latino Termae Himerae) grazie alle vicine sorgenti di acque calde, tuttora utilizza- te. Le Terme, oggi, si trovano nello stesso luogo in cui le posero i romani e di cui pos- sono vedersi, ad oggi, alcuni resti. Ancora prima della loro distruzione a opera dei Car- taginesi, il poeta Pindaro (518 – 438 a.C.) ne scrisse nella XII olimpica in onore di Ergoteles di Imera, atleta e vincitore delle lunghe distan- ze. Sarebbero state le Ninfe, racconta il mito, che avreb- bero fatto sgorgare le acque per compiacere Atena, dea della sapienza, delle arti e della strategia militare. E fu proprio in quelle acque che Ercole si sarebbe immerso d o p o a v e r l o t t a t o c o n t r o Erice, il mitico re degli Elimi il quale lo aveva sfidato ma venne da lui ucciso. Questo mito fu di ispirazione alla zecca dell'antica Imera, per coniare – tra il VI e il V seco- lo a.C. - le monete che porta- vano sulla parte anteriore la testa di Ercole e su quella posteriore le immagini di tre Ninfe. Inoltre, per omaggiare le celebri terme di Termini furono coniate, dalla stessa z e c c a , d e i t e t r a d r a m m i e delle litre imeresi riprodu- centi sulla faccia anteriore la ninfa Imera oppure una qua- driga, in quella posteriore la figura sacrificale della stessa oppure tre ninfe, sempre in omaggio alle acque termali della città. Secondo lo storico greco Diodoro Siculo (90 a.C. – 27 a.C.), autore di una monu- mentale storia universale, la città sarebbe stata fondata dai Cartaginesi insieme a coloni libici mentre Cicerone affermava che si trattava dei superstiti di Imera; è molto più probabile che, magari in un secondo momento, nella città siano confluiti gli esuli imeresi. Infatti, quando Dio- nigi il tiranno di Siracusa nel 397 a.C. attaccò l'eparchia (equivalente della diocesi cattolica latina), ebbe l'ap- poggio dei Termitani. Dopo il 361 a.C. a dominare la città erano i Cartaginesi e nel 260 a.C. durante cioè la prima g u e r r a p u n i c a , i R o m a n i subirono una grave sconfitta finché, nel 253 a.C. riusciro- no a conquistarla. Per questo motivo i Termitani rimasero fedeli a Roma e nel 146 a.C., dopo che Cartagine fu con- quistata, Scipione Emiliano restituì le opere d'arte che erano state sottratte a Imera. Arriviamo al Medioevo dove troviamo le stesse linee fon- d a m e n t a l i d e l l ' i m p i a n t o urbano originario. Ciò che oggi è il piazzale del Duomo, probabilmente era il Foro; il cardo, via del Belvedere e il decumanus, le vie che porta- no dal Duomo a San Giovan- ni. Caduto l'Impero Romano d' Occidente iniziò la deca- denza anche della cittadina e nel corso dei secoli successivi subì parecchie trasformazio- n i , s e g u e n d o l e d i n a s t i e nobiliari che si succedettero nel governo della città. Subì anche una certa decadenza che la portò, da grande cen- tro di scambi commerciali soprattutto del grano con i maggiori porti del Mediter- raneo, alla chiusura del Cari- catore dello stesso. Fortuna- t a m e n t e p o t é r i p r e n d e r s i grazie alle attività artigianali e a d a l t r e d i t r a n s i z i o n e , ( p r o t o i n d u s t r i a l i ) c h e s i erano sviluppate in Europa e in altre parti del mondo a p a r t i r e d a l X V I I s e c o l o , prima cioè della rivoluzione industriale. Alla fine del Set- tecento l'Accademia Ereina di Palermo la consacrò sede della sezione Ereina Imerese e, non molto tempo dopo, lo fu dell'Accademia Euracea. Subì un forte calo demografi- co a causa dell'emigrazione verso le Americhe compen- sata, fortunatamente agli inizi del XX secolo da una immigrazione dalle province d i A g r i g e n t o , M e s s i n a e Ragusa. Il titolo di città a Termini Imerese è stato concesso il 30 luglio 1953. Tra i luoghi dove si esercita la cultura, n o t e v o l e è l a b i b l i o t e c a comunale, aperta il 17 mag- gio 1800 e che nel 2009 con- stava di 102.000 volumi tra cui incunamboli e cinque- centine e un archivio di atti r i s a l e n t e a l X V I s e c o l o . Importante è il Museo Civi- co, sito nell'ex ospedale Fate- b e n e f r a t e l l i , i n c u i s o n o esposti molti e importanti reperti provenienti dalla città e dal territorio circostante. Tornando alle Terme, l'at- tuale stabilimento sorse nel XVII secolo sulle rovine di q u e l l o p r e c e d e n t e e v i f u annesso due secoli dopo, il XIX, il Grand Hotel delle Terme il cui progetto portava l a f i r m a d e l l ' i n g e g n e r e e architetto Damiani Ameida (1834-1919) che a Palermo ha realizzato alcune impor- tanti opere tra cui il Teatro Politeama, il restauro del P a l a z z o d i C i t t à , l a s a l a Almeyda dell'Archivio stori- co comunal, le quattro edico- le di Villa Giulia e, a Siracu- s a , i l T e a t r o c o m u n a l e e ancora la Casa Florio a Favi- gnana, nell'arcipelago delle Egadi in provincia di Trapa- ni. Il Grand Hotel fu frequen- tato dall'alta borghesia paler- mitana e fu, inoltre, sede operativa di Ignazio Florio durante la mitica corsa auto- mobilistica attraverso le stra- de delle Madonie, la Targa Florio. L ' A c q u e d o t t o R o m a n o Cornelio, lungo circa otto chilometri, opera del II seco- lo d.C. che si estendeva dalle sorgenti alle falde del Monte San Calogero fino al centro abitato e che si trova nel ter- ritorio di Termini Imerese è la prova di quanto importan- te sia, da sempre, in quella zona l'acqua. Il tratto più mozzafiato è quello in cui si i n c o n t r a u n p o n t e a d u e ordini di arcate. Le sorgenti sono di origine vulcanica e sgorgano a una temperatura di circa 43° centigradi por- t a n d o b e n e f i c i a c h i v i s i immerge e sono particolar- mente adatte non solo per bagni ma anche per fangote- rapia e altro. Ma oltre all'acqua e alle terme la cittadina madonita è legata al mondo delle corse su strada; infatti, in un vec- chio mattatoio ha sede un museo dedicato alla Targa Florio nel quale si possono ammirare vere auto storiche che, sembra quasi incredibi- l e , u n t e m p o v e n i v a n o modellate artigianalmente con una candela, un sapone di Marsiglia e un martellino di legno. Nel Museo si trova anche un centro di restauro e un laboratorio per la for- mazione professionale per artigiani restauratori d'auto d'epoca. E per non dimenti- care mai la famiglia Florio, il progetto è nato grazie alla "Fondazione Targa Florio" e il sostegno dell'Amministra- zione comunale di Termini Imerese. Non possiamo dimentica- re, inoltre, che Termini Ime- rese è famosa per il suo Car- nevale, il più antico di Sicilia. Ma questa è un'altra storia. Termini Imerese e le sue storiche e un poco mitiche Terme SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI La chiesa senza tetto di Maria Santissima Annunziata, uno dei monumenti storici di Termini Imerese, fu gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale (Photo: Laudibi/Dreamstime)
