L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-6-2026

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GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C ma anche a percorrere su e giù un territorio "ad altissi- ma densità" teatrale. Non p e r d i a m o l ' o c c a s i o n e e c o m i n c i a m o s u b i t o dall'Emilia-Romagna dove il Teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria è noto per essere il più antico d'Italia interamente in legno, dalla cavea alle colonne portanti al palcoscenico. Se nel 1605 Orazio Fregoso, signore di Sant'Agata, fece costruire il Palazzone in cui si ricavaro- no platea e palcoscenico, fu n e l 1 7 4 3 c h e i p r i m i d u e ordini di palco vennero edi- ficati ad opera della Società Condomini (composta dalle famiglie nobili e benestanti del paese). Il teatro si com- pletò 10 anni dopo con la realizzazione del terzo ordi- ne. Eccoci ora al Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto. In U m b r i a t r o v i a m o q u e s t o classico teatro all'italiana, con sala a ferro di cavallo, platea e quattro ordini di palchi. A partire dal 1958, è diventato uno dei palcosce- nici principali del Festival d e i D u e M o n d i , o r m a i d i consolidata fama interna- zionale, fondato dal compo- sitore italoamericano Gian Carlo Menotti. Dal 2010 il teatro porta ufficialmente il suo nome. S p o s t i a m o c i o r a n e l l e M a r c h e . I n i z i a m o d a F a b r i a n o d o v e i l T e a t r o Gentile, uno dei più impor- tanti dal punto di vista acu- stico, ha un ingresso neo- classico e una platea a ferro di cavallo con quattro ordini per 91 palchi. Inaugurato n e l 1 8 8 4 c o n l ' A i d a d i Giuseppe Verdi, ha tra gli elementi storici importanti macchinari di scena che per- mettono di alzare e abbassa- re le scenografie. Nel teatro s o n o c o n s e r v a t i a n c h e u n ' a n t i c a m a c c h i n a d e l tuono e una per i fulmini. E c c o c i a J e s i d o v e i l Teatro Giovan Battista Pergolesi viene inaugu- rato nel 1798. A finan- ziare i lavori è il patri- ziato che costituisce un "condominio" composto d a l l e f a m i g l i e n o b i l i jesine che sottoscrivono l'acquisto dei palchetti. Ellittico, tre ordini di palchi più il loggione, si apre su una piazza su cui domina l ' o r o l o g i o m o n u m e n t a l e della facciata, dono del prin- cipe Beauharnais dopo la sua visita in città. Nel 1850 viene realizzato il sipario storico, in cui è raffigurato l'ingresso di Federico II a Jesi, dove il grande impera- tore svevo nacque nel 1194. Nel 1883 il teatro acquisì la denominazione definitiva di " G i o v a n n i B a t t i s t a Pergolesi", in omaggio al celebre compositore nato a Jesi nel 1710. Nel 1968 il teatro ottiene il riconosci- mento statale di "Teatro di T r a d i z i o n e " , p r i m o n e l l e Marche e tutt'ora unico in Italia in una città non capo- luogo. Pochi chilometri e siamo al Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Con i suoi 842 posti è la sala storica più grande d e l l a p r o v i n c i a , t e r z a i n ordine di grandezza della r e g i o n e M a r c h e . L a s a l a ovale con platea e quattro ordini di palchi, ognuno dei quali con 23 accoglienti pal- chetti e un loggione a galle- ria, è un trionfo di colori: dal rosso carminio del sipario e dei rivestimenti in velluto al v e r d e d e g l i i n t o n a c i , a l l e finiture dorate. E' intitolato a P u b l i o V e n t i d i o B a s s o , g e n e r a l e e p o l i t i c o d e l l a R o m a r e p u b b l i c a n a d e l I secolo avanti Cristo di origi- ne ascolana. E' famoso per essere passato da schiavo a console e per aver sconfitto i Parti. A Offida troviamo il tea- tro realizzato nel 1820 che per tutti è "la Bomboniera", u n g i o i e l l i n o . A f e r r o d i cavallo in pieno stile baroc- co, ha 50 palchi distribuiti su tre ordini con loggione e platea. I decori con stucchi ed intagli dorati su fondo verde, brillano sotto un lam- padario artistico con globi di prezioso cristallo. Sul palco- scenico si conserva il vecchio sipario con dipinta la leg- genda del mitico Serpente d'Oro, una creatura prodi- giosa che si narra attraversò la città lasciando un segno i n d e l e b i l e n e l l a m e m o r i a collettiva. P a s s i a m o a F e r m o e a l s u o T e a t r o d e l l ' A q u i l a i n onore del maestoso rapace simbolo della città. Ha una capienza di circa 1.000 posti e con i suoi 124 palchi ripar- titi in 5 ordini a cornice della platea, si colloca tra i più i m p o n e n t i t e a t r i d e l Settecento nell'Italia centra- le. Il palcoscenico di circa 350 metri quadrati e la sua acustica ne fanno una delle sale storiche più prestigiose d'Italia è da circa 200 anni uno dei poli principali del- l ' a t t i v i t à c u l t u r a l e d e l l e Marche. Al nostro tour, che visita i t e a t r i p e r s c o p r i r e l e Marche, mancano ancora tre luoghi. Teatro Feronia ci porta a S a n S e v e r i n o M a r c h e . L a struttura elegante a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione, fu inaugurata nel 1828 con l'esecuzione di due opere di Gioacchino Rossini, Mosè in Egitto e Matilde di Shabran. Affacciato sulla m o n u m e n t a l e P i a z z a d e l P o p o l o , è c o n s i d e r a t o u n gioiello dell'architettura tea- trale marchigiana. Le condi- zioni di degrado della prima f a b b r i c a , r i s a l e n t e a l l a prima metà del XVIII seco- lo, spinsero la Società dei condomini a commissionare la ricostruzione in perfetto stile neoclassico. I l T e a t r o B r a m a n t e c i porta invece a Urbania per scoprire, tra tre ordini di palchi con loggione, un altro d e i g i o i e l l i d e l l a r e g i o n e Marche. Nel 1855, grazie a l l ' A c c a d e m i a T e a t r a l e costituita da cittadini facol- tosi, iniziarono i lavori per 44 palchi, distribuiti su tre ordini e sovrastante loggio- n e a b a l c o n a t a a p e r t a , e poco dopo l'Unità d'Italia, con il Trovatore di Giuseppe Verdi, fu inaugurato e inti- tolato all'illustre concittadi- no Donato Bramante, pitto- re e architetto a cui si deve il progetto della Basilica di San Pietro a Roma. Chiudiamo con uno dei teatri storici più eleganti delle Marche e uno dei luo- ghi simbolo della cultura cit- tadina: il Teatro Lauro Rossi di Macerata. Nel 1765 a pro- muoverne la fabbrica furono 4 6 n o b i l i m a c e r a t e s i . L a sala, una raffinata interpre- tazione del linguaggio tardo barocco, ha pianta a campa- na con tre ordini di palchi centinati, caratterizzati dai b a l c o n c i n i d e c o r a t i c o n balaustre a rilievo, ed un quarto ordine trasformato nel 1855 in loggione a galle- ria con parapetto a transen- na, oltre ai palchi di prosce- nio delimitati da colonne giganti con capitello corin- zio. Il teatro maceratese, 426 posti a sedere tra stuc- chi, finti marmi policromi nei toni argento-azzurro, verde e oro, è un gioiello dell'arte unico in Italia e costituisce la sola e preziosa testimonianza marchigiana di teatro all'italiana. Una caratteristica curiosa che contraddistingue l'edificio è che essendo ligneo ma con effetto marmoreo, se prova- te a toccarne le mura reste- rete sorpresi: sentirete che al tatto è caldo, come l'in- tensità delle emozioni che si provano entrando in questi gioielli d'arte, e non freddo come ci si aspetta! NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Con i teatri, la cittadinanza stessa divenne protagonista della scena pubblica, mentre i teatri diventarono motori di sviluppo sociale ed economico delle comunità, non soltanto luoghi di produzione e consumo culturale. CONTINUA DA PAGINA 5 La facciata di un teatro storico affacciato sulla piazza cittadina, con l'orologio monumentale che richiama il Teatro Giovanni Battista Pergolesi di Jesi (Image generated using Adobe Illustrator AI)

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