L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-6-2026

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13 GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | A prite la credenza sotto i fornelli in una cucina ital- iana e potreste trovarla, nascos- t a d i e t r o l e p e n t o l e p i ù n u o v e : u n a p e n t o l a Lagostina con sottili graffi che ne attraversano l'acciaio e un coperchio sollevato nel corso degli anni, tra brodi domenicali e risotti. La sua età esatta potrebbe persino essere oggetto di discussione in famiglia: comprata per un matrimonio, dice qualcuno; no, era già lì, insiste un altro. La sua storia inizia lon- t a n o d a g l i s h o w r o o m d i Milano, a Omegna, una cit- t a d i n a p i e m o n t e s e all'estremità settentrionale del Lago d'Orta. Il 1° agosto 1901, Carlo Lagostina e s u o f i g l i o E m i l i o r i l e - v a r o n o u n a f a b b r i c a d i p o s a t e i n f e r r o s t a g n a t o . Carlo morì prematuramente, lasciando Emilio al comando a s o l i 2 4 a n n i . I l g i o v a n e imprenditore guidò l'azienda attraverso la guerra, le tur- bolenze economiche e i diffi- cili anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, guadag- nandosi la reputazione di persona attenta al benessere dei dipendenti. La svolta decisiva arrivò con Massimo Lagostina, c h e e n t r ò i n a z i e n d a a 2 1 anni e intuì le potenzialità d e l l ' a c c i a i o i n o s s i d a b i l e , all'epoca un materiale nuovo e tecnicamente impegnativo. Nel 1933, dopo aver risolto i problemi legati alla sua lavo- razione, Lagostina divenne la prima azienda italiana, e una delle prime in assoluto, a stampare pentole in acciaio inossidabile. Un anno dopo n a c q u e C a s a M i a , u n a c o l l e z i o n e d i s e g n a t a d a M a s s i m o e A d r i a n o L a g o s t i n a , l e c u i f o r m e arrotondate e lucenti trasfor- mavano una pentola di uso q u o t i d i a n o i n u n o g g e t t o degno di un design ricercato. Le pentole con coperchio della serie, risalenti al 1936 circa, entrarono a far parte della collezione del Muse- u m o f M o d e r n A r t d i New York nel 1958. A quel tempo, l'azienda aveva anche attraversato un altro capitolo insolito: dopo la morte di E m i l i o n e l 1 9 4 8 , s u a m o g l i e A d e l e d i v e n n e presidente, una posizione rara per una donna nell'in- d u s t r i a i t a l i a n a d e l dopoguerra. Alla fine degli anni '50, Lagostina aveva abbandona- to il ferro stagnato per dedi- carsi completamente all'ac- ciaio inossidabile. Il fondo a diffusione di calore Ther- m o p l a n m i g l i o r ò l a d i s - tribuzione del calore nelle pentole, mentre la pentola a pressione dell'azienda, lanci- a t a n e l 1 9 6 0 c o n l a s u a chiusura a leva e il coperchio flessibile, prometteva "più s a p o r e i n m e t à t e m p o " . Divenne presto un elemento imprescindibile di ogni cuci- na italiana. La televisione ha consolidato il posto della pentola a pressione nella cul- t u r a p o p o l a r e n e l 1 9 6 9 , quando l'animatore Osvaldo Cavandoli disegnò un omino brontolone che viveva su una singola linea bianca e dis- cuteva con la mano del suo creatore: La Linea, creata per gli spot pubblicitari di Lagostina nell'amato pro- gramma Carosello della RAI, era essenziale, divertente e immediatamente riconosci- bile; il personaggio ha poi viaggiato per il mondo, por- tando con sé il nome di un produttore di pentole Omeg- na. Dagli anni '60 sono state vendute oltre 25 milioni di pentole a pressione Lagosti- na. Nei decenni successivi, l ' i n n o v a z i o n e h a a s s u n t o forme strettamente legate alla cucina italiana: il fondo L a g o p l a n a tre strati, la pentola Pastaiola per cuo- c e r e e s c o l a r e l a p a s t a , i n t r o d o t t a n e l 1 9 8 6 , e l e c o l l e z i o n i A c c a d e m i a , dove le prestazioni incontra- v a n o l e l i n e e p u l i t e d e l design industriale italiano. Lagostina è entrata a far parte del gruppo francese SEB nel 2005, ma Omegna rimane un centro nevralgico che produce pezzi come la Risottiera, la Lasagnera e la Pastaiola, e utilizza tecnolo- g i e s p e c i a l i z z a t e c o m e i l fondo Lagofusion a cinque strati. Per l'anniversario, L a g o s t i n a è t o r n a t a d a Accademia con un'edizione limitata realizzata a Omegna in acciaio inox 18/10, con corpi satinati a tre strati e fondi Lagofusion. Ogni pezzo è coperto da una garanzia di 25 anni, tempo più che suffi- ciente perché la splendida finitura acquisisca i segni dell'uso effettivo in cucina. N el 1454, Cese- n a i n a u g u r ò una biblioteca basata su un'i- d e a i n s o l i t a : un'importante collezione di libri poteva appartenere alla comunità ed essere al con- tempo accessibile al pubbli- co. La Biblioteca Malate- s t i a n a è c o n s i d e r a t a l a prima biblioteca civica d'Eu- ropa; esistevano già bibliote- che precedenti, ma la mag- g i o r p a r t e a p p a r t e n e v a a monasteri, università, gover- nanti o famiglie benestanti. I l p r o g e t t o e b b e i n i z i o quando i frati francescani di Cesena si trovarono a corto di spazio nella piccola biblioteca del loro convento. Malatesta Novello, signore della città, finanziò la costruzione di un nuovo edificio progettato da Matteo Nuti di Fano. I lavori durarono dal 1447 al 1452; d o p o l a s i s t e m a z i o n e d e i manoscritti, la biblioteca aprì i battenti il 15 agosto 1454. La sua proprietà rese la Malate- stiana una novità: Novello donò la biblioteca al comune per uso pubblico, mentre i francescani ne rimasero i custodi, e l'accordo fu sancito da due chiavi, una in posses- so dei frati e l'altra delle auto- rità comunali, in modo che nessuna delle due parti con- t r o l l a s s e l ' a c c e s s o i n v i a esclusiva. Anche i funzionari cittadini ispezionavano rego- larmente la collezione, assu- mendosi la responsabilità della sua conservazione. Novellino costruì la colle- zione con la stessa cura riser- vata alla sala, mantenendo u n o s c r i p t o r i u m d o v e g l i amanuensi copiavano i testi e gli artisti li miniavano. Alcuni v o l u m i p r o v e n i v a n o d a i F r a n c e s c a n i ; a l t r i f u r o n o commissionati da Novelloli- no o donati dal suo medico, Giovanni di Marco. La sala ha la forma di una piccola basilica, divisa in tre navate da file di colonne chiare. I manoscritti poggiano su leg- gii di legno inclinati, chiamati plutei, fissati con catene che ne permettevano la consulta- zione ma ne impedivano la rimozione. I lettori trovavano t e s t i c r i s t i a n i a c c a n t o a d autori classici latini e greci, nonché opere di tradizione ebraica e araba. I suoi 343 codici, prodotti tra il IX e il XV secolo, sono ancora nella loro collocazione originale. Creata poco prima dell'av- vento della stampa, che tra- sformò la circolazione dei libri, la Malatestiana soprav- visse mentre altre collezioni rinascimentali furono disper- se, ricostruite o assorbite da istituzioni successive, perché C e s e n a c o n s e r v ò i n s i e m e manoscritti, arredi e architet- tura. Nel 2005 l'UNESCO ha iscritto la biblioteca nel Registro della Memoria del Mondo, riconoscendola come l'unica biblioteca del XV secolo giunta fino a noi intatta. I visitatori entrano ancora nella stessa sala di let- tura e trovano i codici fissati agli stessi banchi: Cesena ne è custode da oltre 570 anni. Una ricostruzione di uno scriptorium tardo-medievale evoca il lavoro degli amanu- ensi e degli artisti che copiarono e miniavano i manoscritti della Malatestiana (Image generated using Adobe Illustrator AI) Lagostina: 125 anni di iconici utensili da cucina Made in Italy L a M a l a t e s t i a n a : l a p r i m a biblioteca civica d'Europa In una cucina italiana, una pentola a pressione richiama la lunga storia di Lagostina e la presenza quotidiana dei suoi utensili nelle case del Paese (Image generated using Adobe Illustrator AI) IMPRESA ITALIA ECONOMIA MADE IN ITALY AZIENDE

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