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15 GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | P rima che la mas- s i c c i a i m m i - grazione italiana trasformasse le città americane, i newyorkesi conoscevano già un suono proveniente dal Sud Italia: l'arpa portata per le strade da musicisti di Vig- giano e delle vicine città lucane. Furono tra i primi musicisti di strada italiani che molti americani incon- trarono. Il loro punto di partenza era Viggiano, nella v a l l e dell'Agri in Basilicata, dove la musica era diventata un mestiere di famiglia già nel XVIII secolo. In una città con poche opportunità di lavoro, i bambini impara- vano a suonare fin da piccoli, solitamente dai parenti, e gruppi partivano per mesi o anni per esibirsi a Napoli, P a r i g i , L o n d r a e i n c i t t à molto più lontane. Il poeta Pier Paolo Parzanese ha colto la loro identità in sei parole: "Ho l'arpa al collo, son viggianese", e lo stru- mento stesso era costruito per viaggiare. C o n o s c i u t a l o c a l m e n t e come arpicedda, l'arpa vig- gianese era uno strumento diatonico, più piccolo e sem- plice dell'arpa a pedali delle s a l e d a c o n c e r t o . I p r i m i esemplari potevano essere alti solo un metro, con forse 12 o 14 corde; gli esemplari successivi del XIX secolo c r e b b e r o i n d i m e n s i o n i , spesso con 30 o più corde, pur rimanendo sufficiente- m e n t e p o r t a t i l i d a p o t e r essere trasportati con una tracolla. Viggiano vantava anche abili costruttori di a r p e e , v e r s o l a m e t à d e l 1800, alcuni di loro costruiv- ano sofisticati strumenti a pedali. La città forniva sia m u s i c i s t i c h e s t r u m e n t i , mentre le estese reti familiari aprivano rotte verso l'estero. I musicisti viaggiavano in piccole compagnie, accompa- gnati all'arpa da violino, flau- to o voce, e adattava i propri programmi ai luoghi in cui si fermavano. Oltre ai canti e alle danze lucane, impara- v a n o b a l l a t e p o p o l a r i e melodie operistiche, per poi riportare a casa nuove com- p o s i z i o n i . P o i c h é i l o r o guadagni erano importanti per Viggiano, i musicisti di ritorno contribuivano all'ac- quisto di case, all'istruzione e all'avvio di attività commer- ciali, soprattutto durante la ricostruzione successiva al devastante terremoto del 1857 che colpì la Basilicata. Arpe e violini scolpiti sopra diversi portoni nel centro storico testimoniano ancora o g g i l a p r e s e n z a d i c a s e costruite con i proventi di quel lavoro. Nonostante l'abilità richi- esta, il mestiere dipendeva in parte dal lavoro minorile, poiché i genitori poveri a volte affidavano figli e figlie a un padrone, che li portava all'estero, forniva loro uno strumento e riscuoteva i loro guadagni. Alcuni bambini viaggiavano con i parenti, ma altri venivano picchiati, mal- nutriti o costretti a rimanere a l l ' a p e r t o p e r l u n g h e o r e durante l'inverno. Nel XIX secolo, i giornali newyorkesi li chiamavano "i piccoli schi- avi dell'arpa", un'espressione ripresa in seguito dallo stori- co John E. Zucchi per il s u o s t u d i o s u i b a m b i n i musicisti di strada italiani a New York, Londra e Parigi. L'indignazione pubblica portò a indagini e leggi, tra cui il Padrone Act di New Y o r k d e l 1 8 7 4 , s e b b e n e i riformatori fossero spesso più interessati a sgomberare le strade che a migliorare la vita dei bambini immigrati. Alla fine degli anni Ottanta dell'Ottocento, i bambini italiani erano in gran parte scomparsi dalle esibizioni di strada; alcuni tornarono a casa, mentre altri si dedi- carono a lavori che potevano essere altrettanto faticosi. Gli arpisti si ritrovarono inoltre invischiati in una persistente caricatura americana degli italiani come suonatori di o r g a n e t t o e m e n d i c a n t i , nonostante la tradizione vig- gianese richiedesse una vera a b i l i t à e p r o d u c e s s e musicisti professionisti di alto livello. Con il passaggio dalle esi- bizioni di strada ai teatri e alle orchestre, gli strumen- t i s t i v i g g i a n e s i e l u c a n i trovarono lavoro in tutti gli Stati Uniti, mentre le gener- azioni successive entrarono nei conservatori e nelle prin- cipali orchestre. Leonardo De Lorenzo, flautista di V i g g i a n o , d i v e n n e p r i m o flauto della New York Sym- p h o n y O r c h e s t r a s o t t o l a d i r e z i o n e d i G u s t a v Mahler e in seguito insegnò all'Eastman School of Music di Rochester. Il legame con l'arpa è più evidente nella famiglia Salvi, a comincia- r e d a R o d o l f o , u n l i u t a i o veneziano che si stabilì a Vig- g i a n o , s p o s ò A p o l l o n i a Paoliello ed emigrò con la famiglia a Chicago nel 1909. I loro figli crebbero a contat- to con lo strumento: Alberto divenne un celebre arpista concertista, Aida suonò con l'Opera di Chicago e Victor, nato a Chicago nel 1920, si esibì con la New York Phil- harmonic e con la NBC Sym- phony Orchestra di Arturo Toscanini. Victor Salvi passò poi dall'attività di musicista alla costruzione dello strumento, completando la sua prima arpa a New York nel 1954, fondando l'azienda che porta i l s u o n o m e e i n s e g u i t o riportando la produzione in Italia. Salvi Harps è diven- t a t a u n a d e l l e p r i n c i p a l i aziende produttrici del set- tore, dando al legame con Viggiano una seconda vita inaspettata: una tradizione che un tempo si diffondeva nelle strade americane ha contribuito a plasmare una moderna azienda italiana i cui strumenti sono entrati nelle sale da concerto di tutto il mondo. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI L'arpa viggianese e i musicisti itineranti della Basilicata in America Un'immaginaria bottega ottocentesca di Viggiano, dove musicisti e abili artigiani costruiscono le arpe portatili divenute simbolo della tradizione musicale itinerante della Basilicata (Image generated using Adobe Illustrator AI)
