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O gni agosto, un borgo nel pro- f o n d o t a c c o d ' I t a l i a c o m - pie un piccolo miracolo aritmetico: stiamo parlando di Cannole, nel Salento, un paese che ospita c i r c a 1 . 5 0 0 a b i t a n t i p e r cinquanta settimane all'an- no, dove, in cinque giorni n e l p i e n o d e l l ' e s t a t e , s i riversano quasi 100.000 vis- i t a t o r i . V e n g o n o p e r u n a lumaca, non una metaforica, ma la vera lumaca di terra locale, la municedda, rac- colta dopo le piogge e cuci- nata qui in tre modi: alla cannolese con cipolla e vino, in salsa rossa, oppure sem- plicemente arrostita sulla b r a c e . I l p a e s e o r g a n i z z a questa festa in onore della creatura ogni anno dal 1985, ma il legame di Cannole con le lumache risale a tempi ancora più antichi, se è vero c h e i s u o i a b i t a n t i s o n o conosciuti come i cuzzari, i raccoglitori di lumache, da tempo immemorabile. L'esempio di Cannole non è però un caso isolato. In Italia si tengono migliaia di q u e s t e s a g r e p a e s a n e durante i mesi più caldi, e molte altre tra la primavera e l ' a u t u n n o . L a m a g g i o r parte celebra i prodotti tipi- c i , i l v i n o n o v e l l o , l e c a s t a g n e , i p o r c i n i , m a quelle per cui vale la pena attraversare il paese sono le altre: sagre dedicate a un singolo prodotto iper-locale che quasi nessuno al di fuori della valle ha mai assaggia- to, una cosa così semplice e p a r t i c o l a r e c h e u n i n t e r o paese ha deciso di farne il proprio simbolo. Una sagra d i q u e s t o t i p o è d a v v e r o campanilismo – l'amore fiero e italiano per la propria t e r r a e s p r e s s o , p e r u n a volta, non contro il paese v i c i n o , m a a t t r a v e r s o l'amore per qualcosa di tipi- co del proprio territorio – trasformato in cibo. Seguendo il calendario da agosto, l'elenco si fa ancora più strano. Ad esempio, sui monti Iblei, nella Sicilia sud- orientale, il piccolo paese di G i a r r a t a n a d e d i c a t r e g i o r n i a m e t à m e s e a l l a cipolla. Ma che cipolla! La cipolla di Giarratana è un gigante piatto e pallido, così dolce da poter essere m a n g i a t a q u a s i c o m e u n frutto, e un singolo bulbo può pesare un chilo; per la sagra, giunta ormai alla sua q u a r a n t a c i n q u e s i m a e d i - zione, gli abitanti del paese la cucinano in tutti i modi immaginabili e la servono con formaggio e vino locali, mentre le strade si riempi- o n o d i b a n c a r e l l e . A u n estraneo, potrebbe sembrare una festa senza un motivo preciso, ma per Giarratana è una festa che celebra tutto ciò che il paese rappresenta. In Toscana, l'incantevole borgo collinare di Colle di Val d'Elsa, vicino a Siena, ha recentemente creato una festa autunnale dal merav- iglioso nome dialettale di Bada che Gota, che signifi- ca letteralmente "attenzione a quella guancia", in onore d e l l a s u a g o t t a c o t t a , l a g u a n c i a di maiale locale che viene stagionata, bollita e speziata fino a diventare una prelibatezza rosa tenue, quasi sconosciuta nella valle vicina. In Piemonte, a sud di Torino, il borgo di Cervere è tal mente devoto ai suoi porri da avergli dedicato una s e d e p e r m a n e n t e , u n palazzetto che gli abitanti chiamano affettuosamente " P a l a p o r r o " , d o v e o g n i novembre il lungo e dolce porro di Cervere viene ono- rato con la stessa serietà ris- ervata ai tartufi. Ma alcune di queste fiere hanno superato i confini del b o r g o , d i v e n t a n d o u n f e n o m e n o n a z i o n a l e ( e p e r s i n o i n t e r n a z i o n a l e ! ) , proprio come a Treviso, la città veneta che da tempo rivendica la paternità del t i r a m i s ù . Q u i , i l d o l c e locale si è trasformato in un evento sportivo globale, la C o p p a d e l M o n d o d e l Tiramisù, che si tiene ogni ottobre, dove centinaia di concorrenti non profession- isti provenienti da tutto il mondo si sfidano sotto il g i u d i z i o d e i g i u d i c i p e r c r e a r e i l m i x p e r f e t t o d i caffè, mascarpone e savoiar- di. Nata come competizione l o c a l e , o g g i è d i v e n t a t a , s e n z a m a i p e r d e r e i l s u o spirito goliardico, un vero e proprio campionato mondi- ale di dolci. E poi ci sono le sagre che a b b a n d o n a n o c o m p l e t a - m e n t e l a t r a d i z i o n e i n favore della pura sorpresa. La più bizzarra di tutte è f o r s e l a S a g r a d e l l o Struzzo, a Pozzuolo del Friuli, vicino a Udine, che dal 1997 allestisce le sue lunghe tavole attorno alla carne di un uccello che nes- suno associa minimamente a l l ' I t a l i a . S e C a n n o l e d i m o s t r a q u a n t o p o s s a e s s e r e p r o f o n d a u n a tradizione gastronomica, Pozzuolo mostra l'opposto: una comunità non ha bisog- no di secoli di storia per riu- nirsi attorno a un piatto, le basta qualcosa che possa considerare proprio. C i ò c h e l e a c c o m u n a tutte, lumache, cipolle, porri e struzzi, è un particolare tipo di amore civico, perché una sagra non è una sem- plice operazione di market- ing, per quanto l'ente del t u r i s m o p o s s a s p e r a r e ; è piuttosto il giorno in cui un luogo si ferma e celebra se stesso, a gran voce, attraver- so il sapore con cui è cresci- uto. I volontari che sbuc- ciano le cipolle e mescolano le pentole sono sempre gli stessi, tutto l'anno: la Pro Loco, la parrocchia, i vec- c h i e t t i c h e l a v o r a n o a l l a griglia da prima che i gio- vani cuochi nascessero, e per qualche calda sera l'in- tero paese mangia su lunghe tavolate in strada e discute su quale ricetta della nonna sia quella vera. Il prodotto è sempre solo un pretesto, è t u t t a u n a q u e s t i o n e d i appartenenza. Ecco perché un porro può diventare l'anima di un vil- laggio, e perché la ricetta della nonna per prepararlo viene difesa a tavola come un diritto di nascita. Queste f i e r e s o n o u n a s o r t a d i memoria che si può mangia- re. Andate a una (scegliete quella con il nome più stra- no che riuscite a trovare!) e assaggerete non solo una lumaca o una cipolla, ma anche il buffo, ostinato e indissolubile attaccamento degli italiani a quel piccolo l e m b o d i t e r r a c h e l i h a generati. Una lumaca, una cipolla, uno struzzo: le sagre di paese più curiose d'Italia 17 GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | Un collage di sagre italiane racconta prodotti locali, tavolate all'aperto e il senso di appartenenza che anima le feste di paese GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO
