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15 GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | U na quartara era alta circa cinquantacin- que centime- tri, aveva due manici in alto e conteneva poco più di 18 litri. Per gran parte della storia siciliana, è stata anche la risposta alla d o m a n d a " q u a n t o ? " . L a p a r o l a i n d i c a v a s i a u n a quantità che un oggetto, e la quantità era fissata con suf- ficiente precisione che la gente continuò a comprare e vendere "a quartara" anche molto tempo dopo l'unifica- zione che abolì le antiche misure siciliane. La maggior parte delle famiglie ne pos- sedeva diverse, trasportate p i e n e d a l l a f o n t a n a d e l paese e collocate nell'angolo più fresco della stanza. Quando una di esse era vuota, qualcuno vi avvicina- va la bocca al collo e soffia- va, e la brocca rispondeva c o n u n b a s s o r i m b o m b o abbastanza profondo da contenere il fondo di una tarantella. Fin dai tempi dei Greci, s u l l ' i s o l a s i p r o d u c e v a n o g i a r e d i t e r r a c o t t a a d u e manici di questo tipo, e la quartara era al centro di una famiglia di queste. Sotto c'era la lancedda, circa la metà delle dimensioni, e poi il bummulu, un piccolo reci- piente appiattito che conte- neva circa un gallone d'ac- qua, forato da un beccuccio che veniva chiuso con un bastone e portato nei campi con il pasto di mezzogiorno. Si pensa che il nome bum- mulu derivi da una radice greca che imita il gorgoglio del liquido che esce da un collo stretto, il tipo di etimo- logia che sembra inventata ma... non lo è. Poiché la terracotta cotta non smaltata è leggermente porosa, un po' d'acqua all'in- t e r n o f i l t r a a t t r a v e r s o l e p a r e t i e d e v a p o r a d a l l a superficie, e l'evaporazione d i s p e r d e i l c a l o r e , i l c h e significava che una quarta- ra piena manteneva il suo contenuto fresco per mesi forse caldi come quelli che abbiamo vissuto di recente n e l B e l p a e s e . I l m e t a l l o sarebbe stato più resistente, o v v i a m e n t e , m a a v r e b b e cotto l'acqua: l'argilla era migliore perché disperdeva il calore. Dal punto di vista musi- cale, la funzione di questa forma è piuttosto semplice: soffiando sull'imboccatura di una grande brocca vuota, l'aria intrappolata all'inter- no produce un suono simile a quello di una bottiglia, ma la terracotta conferisce alla nota un timbro ovattato e l e g n o s o , l a d d o v e i l v e t r o produce un suono squillante e brillante. Nei cataloghi di strumenti musicali, la quar- tara viene classificata come aerofono, solitamente con l'aggettivo "inappropriata", per la ragionevole ragione c h e n e s s u n o n e h a m a i costruita una per essere suo- nata. Il risultato è un rim- bombo, come lo chiamano i siciliani, profondo e cavo, più percepito che udito se ci si trova nelle vicinanze. E poiché l'altezza del suono dipende dalla quantità d'a- ria contenuta, una brocca con ancora acqua all'interno s u o n a p i ù a c u t a d i u n a vuota. In un ensemble, funge da basso e da elemento ritmico, ponendosi sotto il friscalet- to, il piccolo flauto di canna che scandisce la melodia, ma anche accanto al tambu- rello, alla chitarra e, quando presente, al marranzano, lo scacciapensieri di ferro che v i e n e p i z z i c a t o c o n t r o i denti. Il suo compito è quel- lo di creare e mantenere la nota più bassa e il ritmo, lo stesso compito che una jug band americana svolge con il suo strumento. E c c o p e r c h é n e s s u n o improvvisa un assolo sulla quartara; in fin dei conti, è un oggetto che scandisce il tempo, ma un gruppo senza di essa suona decisamente più scarno. In tutto il Sud Italia esiste un'intera categoria di stru- menti che hanno avuto ori- gine in cucina, e la quartara è uno di questi. Il tamburo a frizione che la Campania chiama putipù e la Puglia cupa-cupa è un vaso di ter- racotta con una pelle tesa s u l l ' i m b o c c a t u r a e u n a canna infilata al centro, che viene sfregata anziché per- cossa; la torototela delle pianure settentrionali utiliz- zava una vescica di maiale essiccata come cassa di riso- nanza. Nessuno di questi strumenti veniva acquistato, erano oggetti che le famiglie già possedevano, utilizzati nei giorni in cui si voleva fare musica: ciò che li acco- muna sono le loro umili, ma creative origini, e il fatto che nessuno abbia speso soldi extra per realizzarli! C a l t a g i r o n e , S c i a c c a e Santo Stefano di Camastra, tre dei borghi ceramici del- l'isola, producono ancora questi vasi, poiché il com- mercio è sopravvissuto alla necessità dell'oggetto in sé. Questa è la strana posizione che la quartara occupa oggi: p l a s t i c a e m e t a l l o h a n n o preso il posto del trasporto e d e l r a f f r e d d a m e n t o d u e g e n e r a z i o n i f a , q u i n d i l a ragione domestica di posse- derne una è venuta meno, ma i gruppi folk continuano a s u o n a r l a . E n s e m b l e d i Taormina e Agrigento anno- verano ancora la quartara tra i loro strumenti, e quelle vendute ai turisti vengono solitamente presentate come oggetti decorativi, il che per lo più è vero. Le eccezioni sono quelle in cui qualcuno suona anco- ra, e queste vengono lasciate vuote di proposito. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI La quartara: la brocca siciliana che suona la linea di basso Una quartara in terracotta, la tradizionale brocca siciliana un tempo usata per con- servare l'acqua fresca e ancora oggi presente nella musica popolare dell'isola (Image generated using Adobe Illustrator AI)
