L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-20-2026

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026 O gni altro obeli- s c o e g i z i o a R o m a i n d i c a chi lo ha eret- t o , m e n t r e quello al centro di Piazza San Pietro non dice assolu- tamente nulla: 25 metri di g r a n i t o r o s s o d i A s s u a n s e n z a u n s o l o g e r o g l i f i c o inciso, l'unico obelisco anti- co senza iscrizioni in tutta la città. La folla che ogni giorno riempie la piazza si aggira intorno a un monumento di cui non si conosce il nome del proprietario originario, perché chi lo estrasse e lo eresse non ne lasciò alcuna traccia, e l'Egitto, in genere, n o n e r a n o t o p e r l a s u a modestia nella lavorazione della pietra. L e i n f o r m a z i o n i c h e s i possono stabilire risalgono a un periodo successivo, con Plinio, che riferisce che pro- veniva da Eliopoli; intorno al 30 a.C. si trovava nel Foro G i u l i a n o d i A l e s s a n d r i a , dove alla base era incisa una dedica di Cornelio Gallo, s o l d a t o , p o e t a e l e g i a c o , amico di Virgilio e primo prefetto romano d'Egitto. Gallo non godette a lungo della carica, avendo apposto il proprio nome su troppi m o n u m e n t i p e r u n u o m o che amministrava una pro- vincia per conto di Augusto; cadde in disgrazia, fu desti- tuito e si tolse la vita intorno al 26 a.C. La sua iscrizione sulla base dell'obelisco fu parzialmente scalpellata via, e in seguito furono incise dediche al divinizzato Augu- sto e a Tiberio sulle altre facce. Quindi la bianchezza della pietra non è solo frutto della reticenza egizia; anche Roma contribuì alla cancel- lazione. L'idea di trasportarlo a Roma fu di Caligola, intor- no al 40 d.C., e richiese una nave costruita appositamen- te. Plinio, che la vide, la con- siderò la cosa più sorpren- dente mai vista sull'acqua, m a n o n e b b e l u n g a v i t a : Claudio la fece riempire e affondare come parte delle fondamenta del suo nuovo porto a Portus, cosicché uno scafo costruito per trasporta- re una singola pietra finì per diventare il sostegno di un molo. Negli anni '50, duran- te la costruzione dell'aero- porto, nei pressi di Fiumici- no fu rinvenuto il relitto di una nave di dimensioni e periodo simili, sebbene non sia ancora chiaro se si tratti di quella stessa nave o di un'altra della stessa classe. Caligola eresse l'obelisco sulla sommità del circo che la sua famiglia aveva allesti- to sul colle Vaticano, quello che passò poi a Nerone. Ciò che accadde in quel circo è il motivo per cui la pietra si trova ancora lì: sotto Nero- ne, i cristiani venivano giustiziati in quel luogo, e la tradizione secondo cui Pietro vi fu crocifisso è così antica e radicata che l'intera basilica fu infine orientata attorno al presunto luogo d e l l a s u a t o m b a , s i t u a t o nelle vicinanze. La Roma medievale, basandosi su questa tradizione, chiamò l ' o b e l i s c o P y r a m i s B e a t i Petri, la piramide del beato Pietro. Altri, invece, preferi- r o n o u n a s t o r i a d i v e r s a , sostenendo che il globo di bronzo sulla sua sommità contenesse le ceneri di Giu- lio Cesare. Nonostante tutto, l ' o b e l i s c o r i m a s e e r e t t o , accanto all'antica basilica, per quasi quindici secoli, l'u- nico obelisco antico di Roma a non essere mai caduto. Nel 1586, Sisto V decise di spostarlo e l'operazione richiese quasi un anno. L'ar- chitetto fu Domenico Fon- tana, che dovette studiare da zero come abbassare, tra- sportare e rialzare un mono- lite di circa 330 tonnellate, dato che nessuno aveva mai fatto nulla di simile da oltre mille anni. Le cifre pubblica- te per l'operazione parlano di 907 uomini, settantacin- que cavalli, quaranta argani e cinque grandi leve, impie- gati per spostare l'obelisco di circa 275 metri dal lato sud della vecchia Basilica di San Pietro al centro della piazza. L'abbassamento iniziò il 30 aprile, lo spostamento vero e proprio alla fine di agosto e la pietra fu innalzata sul suo nuovo piedistallo il 10 set- tembre. Due storie su quel giorno sono sopravvissute all'im- presa ingegneristica: nella prima, Sisto proibì a chiun- que tra la folla di emettere un suono, pena la morte, affinché gli ordini di Fonta- na potessero essere uditi. N e l s e c o n d o t e n t a t i v o , l e corde iniziarono a fumare sotto la tensione e un mari- n a i o t r a l a f o l l a r u p p e i l s i l e n z i o g r i d a n d o " a c q u a alle funi", salvando l'opera- zione e guadagnandosi, al p o s t o d e l l ' e s e c u z i o n e , i l diritto per la sua famiglia di fornire le palme portate in processione a San Pietro la Domenica delle Palme. Il marinaio viene solitamente identificato come Benedet- to Bresca, di Bordighera o di Sanremo, a seconda della zona della costa ligure in cui si racconta la storia, e il pri- vilegio delle palme è una tra- dizione reale e ancora viva. Il r e s t o è q u a s i c e r t a m e n t e invenzione, poiché un'opera che si protraeva da aprile a s e t t e m b r e d i f f i c i l m e n t e poteva reggersi in piedi da un solo respiro trattenuto, e i p r i m i r e s o c o n t i n o n n e fanno menzione. Tuttavia, è una storia molto bella, e la Liguria non ha mai mostrato l a m i n i m a i n t e n z i o n e d i abbandonarla. Insieme allo spostamento, ci furono altri cambiamenti: il globo di bronzo fu rimos- so, aperto e si scoprì che conteneva polvere anziché C e s a r e , e f u t r a s f e r i t o a i M u s e i C a p i t o l i n i , d o v e s i trova tuttora. Al suo posto fu p o s t a u n a c r o c e . L a b a s e recava l'iscrizione Ecce Crux Domini, fugite partes adver- sae (ecco la Croce del Signo- re, fuggite nemici), poiché il papa aveva ritenuto che una pietra che era stata posta sopra la morte dei martiri necessitasse di una formale rivendicazione. Si dice che all'epoca una reliquia della Vera Croce fosse stata sigil- lata all'interno della croce, ma un successivo restauro la aprì senza trovarvi nulla; un frammento documentato fu installato nel 1740. L'ultima aggiunta fu di natura scientifica: nel 1817, una linea meridiana fu trac- ciata sulla pavimentazione della piazza, con indicatori i n m a r m o e u n a r o s a d e i venti, trasformando l'obeli- s c o n e l l o g n o m o n e d i un'enorme meridiana: l ' o m b r a d e l l a c r o c e c a d e sull'indicatore del solstizio a m e z z o g i o r n o e s u g l i a l t r i indicatori durante l'anno, sui quali la maggior parte delle p e r s o n e c a m m i n a s e n z a guardare. La pietra si erge ormai all'aria aperta, in una città o nell'altra, da oltre duemila anni, sopravvivendo al faraone che la commis- s i o n ò , a l p r e f e t t o c h e l a firmò, all'imperatore che la fece trasportare, al circo che a d o r n a v a e a l l a b a s i l i c a accanto alla quale un tempo sorgeva. Eppure, non ha ancora rivelato a chi appartenesse originariamente. La pietra bianca: cosa ci fa un obelisco egizio in Piazza San Pietro GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO Piazza San Pietro, in Vaticano, con l'antico obelisco egizio che si innalza al centro e costituisce il fulcro dello spazio mon- umentale costruito intorno ad esso (Photo: Goran Bogicevic/Dreamstime)

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