L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-20-2026

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GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C a p p r e z z a r e i l f a t t o c h e l e o p e r e d i u n m a d o n n a r o siano "più facilmente accessi- bili" rispetto all'arte conser- vata nei musei. Alice, dal canto suo, ha descritto la breve vita dei dipinti come un invito al carpe diem: se le persone vogliono vederli, d e v o n o f a r l o f i n c h é s o n o ancora lì. Le sorelle si sono avvicinate alla tradizione della pittura su strada grazie alla madre, che partecipò a Grazie nel 1998, ma smise quando nacquero le gemelle. Quando Giulia e Alice aveva- no 15 anni, la madre le portò all'incontro e suggerì loro di realizzare un'opera insieme. "È così che è nata la nostra passione", raccontò poi Giu- lia al Corriere. Entrambe le sorelle hanno frequentto un liceo artistico e in seguito studiato all'Accademia di Brera di Milano. Giulia ora dipinge murales, accetta commissioni private e lavora come tatuatrice, mentre Alice è una ceramista. Per entram- be, la pittura su strada è sem- plicemente un altro aspetto della vita di un'artista. Curiosamente, la loro sto- ria familiare mi ha ricordato una storia della mia. Il mio prozio Dino, lo zio di mio padre, nacque nel 1918 e divenne pittore. Non l'ho mai conosciuto, ma mia nonna, che aveva sposato suo fratello, parlava spesso del ragazzo che era a Mondovì, in provincia di Cuneo. All'ini- zio di ogni anno scolastico, vendeva i suoi libri e spende- va il ricavato in colori, che p o i u s a v a p e r d i s e g n a r e Madonne sul marciapiede davanti a Comino. Il bar e la pasticceria sono ancora lì, all'ingresso del centro pedo- nale del paese, ma nessuno di coloro che ci lavorano o che ci passano del tempo può ricordare quel ragazzo; eppu- re quello era un luogo impor- tante per il giovane Dino, perché mentre si inginoc- chiava fuori con i suoi colori, trovava il suo primo modo di fare arte con qualsiasi cosa avesse a disposizione e, forse, capiva che voleva che l'arte diventasse una vera compa- gna di vita. In effetti, la pittu- ra divenne poi il suo sosten- tamento. Viaggiava, a volte s c o m p a r e n d o p e r l u n g h i periodi, e non mostrò mai molto interesse per il tipo di vita sedentaria che gli altri si sarebbero aspettati da lui. La libertà era la cosa più impor- tante per lui, forse perché gli s e r v i v a p e r l a v o r a r e . E r a anche mancino, come me, uno di quei piccoli dettagli f a m i l i a r i c h e i n q u a l c h e modo rendono meno distan- te una persona che non si è mai incontrata. Alcuni dei suoi dipinti sono rimasti in famiglia, e alcuni ora sono appesi a casa mia. Tuttavia, non c'è stato nulla da eredi- tare delle Madonne che dise- gnava fuori da Comino: come tutti i dipinti su strada, sono scomparsi. Ciò che è rimasto è il ricordo di mia nonna di lui inginocchiato lì, e dei libri di scuola che venivano scam- biati con i colori all'inizio di ogni anno. Ma la più ampia tradizio- ne dei madonnari si è diffusa molto più di quanto Dino abbia mai fatto. Nel 1986, l'organizzatrice d'arte ameri- cana Kathy Koury parte- cipò all'incontro a Grazie e portò l'idea in California. La sua visita piantò il seme per I Madonnari Street Pain- t i n g F e s t i v a l d i S a n t a Barbara, che si tenne per la prima volta l'anno successi- vo. Quel festival, a sua volta, divenne il modello per oltre 100 eventi simili negli Stati Uniti, in Canada, in America Centrale e in Sud America. L'artista americano Kurt Wenner lavorò anch'egli accanto ai madonnari italiani nei primi anni Ottanta, con- tribuendo a far conoscere questa forma d'arte a un pub- blico più vasto. Wenner è tor- nato a Grazie anche quest'an- no e Giulia ci ha raccontato che le sue riflessioni sono state tra le cose che più l'han- no colpita di questa edizione. « K u r t h a p a r l a t o d i c o s a significhi portare avanti una tradizione come quella del- l'arte madonnara senza però rimanere ancorati al passa- to.» È una questione con cui lei stessa si è confrontata lavo- r a n d o a l l ' e s t e r o . " L ' a r t e madonnara si è sviluppata in t u t t o i l m o n d o i n f o r m e diverse da quella tradizionale italiana. Mi è capitato di par- tecipare ad alcuni raduni in Germania e negli Stati Uniti dove, a differenza dell'Italia, i soggetti rappresentati spesso si discostano dalla tradizione cristiana. Mi piace partecipa- r e a n c h e a q u e s t o t i p o d i eventi perché mi permette di esplorare tematiche diverse da quelle tradizionali e più contemporanee." La giovane artista continua, spiegando di aver avuto "l'impressione che all'estero l'arte madon- nara sia considerata, più in generale, una forma di arte di strada, come può esserlo per esempio il muralismo. In Ita- l i a , i n v e c e , c r e d o c h e i l madonnaro sia visto come una figura a sé stante, molto più legata alla tradizione." La Florida, racconta Giu- lia, occupa un posto partico- l a r e n e i s u o i r i c o r d i . " M i sono trovata molto bene. Ho avuto la sensazione che fos- sero molto attenti alle esigen- z e d e g l i a r t i s t i , a n c h e s e credo che, in generale, il pub- blico sia meno informato su questo tipo di arte. In Italia, p e r a n n i i l m a d o n n a r o è stato visto un po' come un emarginato e, al di fuori di grandi manifestazioni come quella di Grazie, è ancora facile imbattersi in persone che conservano almeno in parte questo pregiudizio. Negli Stati Uniti, invece, ho avuto l'impressione che que- sto modo di vedere non ci sia e che i madonnari vengano considerati più semplice- mente come artisti." T o r n a n d o a G r a z i e , apprendiamo che il premio di Giulia include l'incarico di realizzare il manifesto per il 5 3 ° i n c o n t r o , q u i n d i u n a delle sue immagini tornerà a Grazie l'anno prossimo in forma stampata. Il disegno che ha realizzato sul marcia- piede, tuttavia, seguirà un percorso diverso: Rinuncia agli Averi rimarrà accanto al santuario finché il tempo e il passaggio dei passanti lo per- metteranno, poi rimarranno solo le fotografie e le storie, e il suo rettangolo nella piazza tornerà semplicemente ad essere asfalto. NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ "All'estero, l'arte madonnara è considerata una forma di arte di strada, come può esserlo, per esempio, il muralismo. In Italia, invece, credo che il madonnaro sia visto come una figura a sé stante, molto più legata alla tradizione" – Giulia Monzani CONTINUA DA PAGINA 5 Una madonnara al lavoro sulla sua opera durante il 52° Incontro Nazionale dei Madonnari a Grazie di Curtatone, dove artisti provenienti da diversi Paesi hanno trasformato l'asfalto in immagini destinate a durare solo fino alla prossima pioggia (Photo courtesy of Incontro Nazionale dei Madonnari di Grazie - Antichissima Fiera delle Grazie/TGC Eventi)

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