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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE 2026 L ' a n t i c o d e t t o " B u o n s a n g u e non mente" cer- tamente si adatta ad alcune fami- glie importanti dell'arte sici- liana. A cominciare dalla più famosa a livello mondiale – grazie alla presenza di un Premio Nobel in primo luogo – che vide Luigi Pirandello e ben due dei suoi figli artisti anche loro: Fausto, eccellente pittore e Stefano, scrittore. M a u n ' a l t r a f a m i g l i a , palermitana, vanta ben tre g e n e r a z i o n i d i a r t i s t i e risponde al nome di Catala- no: Eustachio, nonno; Mauri- lio, figlio (non dimenticando i fratelli Eliodoro e Vittorio, entrambi ma in altre forme, coinvolti in varie attività arti- stiche ma meno famosi) e Chiara, nipote. Ovviamente, ciascuno di loro figlio del proprio tempo e con la pro- pria personalità e sensibilità artistica. E a q u e s t i i m p o r t a n t i esponenti dell'arte visiva, a due passi della Cattedrale di Palermo, nel più profondo c e n t r o s t o r i c o , i l M u s e o Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea della Sicilia, insieme alla istituenda Fon- dazione Maurilio Catalano, ha dedicato una mostra, "I CATALANO 1893-2026. La macchina dell'arte" inaugura- ta nel mese di maggio scorso, svoltasi in due sedi: a Palazzo B e l m o n t e R i s o , s e d e d e l Museo e al Palazzetto Agnel- l o , d i s t a n t e p o c h i m e t r i , dove è stata riproposta la sto- rica "Stamperia d' Arte al Borgo". Insomma, una felice testimonianza della Palermo artistica degli anni Settanta d e l N o v e c e n t o c o n u n o s g u a r d o a t t e n t o a i n o s t r i giorni. I n m o s t r a l e o p e r e d e l p o s t - i m p r e s s i o n i s m o d i Eustachio; le iconiche barche – spesso modulari – dai colo- ri e dalle forme inconfondibi- li dell'estroso Maestro Mauri- lio per arrivare – e siamo alla terza generazione – al design contemporaneo di Chiara il c u i " v i a g g i o a r t i s t i c o " , s i snoda non sulle rotte solcate dalle originali barche del padre Maurilio, bensì travali- ca le cornici in cerca di altre l i b e r t à , d i a l t r e s t r a d e . Insomma, più di un secolo in cui la creatività è stata il filo conduttore della famiglia Catalano e in cui tre genera- zioni si misurano sul terreno insidioso dell'arte pittorica in un confronto tra passato e futuro in cui la memoria sto- rica si lega alla contempora- neità e con lo stesso talento. Il recupero, allora, della Stamperia Arte al Borgo – dal nome della Galleria d'Ar- te – restituisce alla città di Palermo e a tutti coloro che volessero visitarla, una storia che sa di arte, di passione, di a r t i g i a n a l i t à . G r a z i e a l l a generosa donazione di Mau- rilio Catalano, torchi, matrici, strumenti e materiali di labo- ratorio attraverso i quali la grafica d'arte diventava pro- cesso creativo, sono salvi e fruibili e pronti a raccontare una vita di passione durante la quale – complice la Galle- ria Arte al Borgo - intellettua- li del calibro di Leonardo Sciascia e non solo, trovava- no un luogo di incontro e di crescita culturale nel secondo Novecento Palermitano. Nel piccolo spazio del Palazzetto A g n e l l o , d u n q u e , s i p u ò entrare non soltanto tra le pieghe di una collezione di pezzi autentici bensì pure in una autentica bottega della grafica d'autore. Ricordando che questa fu la prima stam- peria d'arte del capoluogo siciliano. Grazie quindi alla collabo- razione delle istituzioni pub- bliche quali l'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana e il Museo Riso con la Fondazio- ne Catalano, un bene privato in cui il ruolo affettivo è da considerare primario, tutta- via con un atto di generosa donazione, diventa risorsa culturale permanente per il pubblico. Il Museo Regionale d'Arte Contemporanea di Palermo ubicato nel Palazzo Belmonte Riso è un edificio storico di epoca settecentesca e si trova in Corso Vittorio Emanuele, altrimenti detto il Cassaro, non molto distante da piazza V i g l i e n a , p i ù n o t a c o m e Quattro Canti o Teatro del Sole. Insomma, il cuore di Palermo. Prima di cambiare pro- prietà, il suo nome era Palaz- zo Ventimiglia di Belmonte e quando nella metà del secolo XIX, passò al barone Giovan- ni Riso di Colobria (nel terri- torio di Castronovo di Sicilia) il cui stemma, in marmo, è posto sul portale d'ingresso, ne assunse il nome che tutt'o- ra mantiene. L'edificio, che segnò il passaggio dallo stile tardo Barocco siciliano al Neoclassicismo, fu completa- to nel 1784 e gli architetti a cui era stata affidata l'opera erano tra i più importanti dell'epoca. Per tutti ricordia- mo Giuseppe Venanzio Mar- vuglia, lo stesso a cui nel 1799 il re Ferdinando III di Borbone affidò la costruzione della Palazzina Cinese per la cui realizzazione il Marvuglia ampliò una precedente strut- tura in stile orientale. Il palazzo, che all'epoca della seconda guerra mon- diale era sede della casa del f a s c i o , f u c o l p i t o d a u n a bomba. Una parte dell'edifi- cio crollò e furono distrutti gli affreschi tra cui quello del g r a n d e s a l o n e d a b a l l o . Quell'episodio segnò l'abban- dono del palazzo. La pro- prietà dell'edificio passò alla Regione Siciliana che, verso la metà degli anni Novanta del XX secolo, diede avvio ai primi lavori di restauro per il recupero di alcune parti dello stabile. I lavori continuarono e nel 2006 iniziò la ristruttu- razione dell'ala nord e nel 2008 venne realizzato l'alle- stimento per fare del palazzo il Museo d'Arte Contempora- nea della Regione Siciliana. Da allora, Palazzo Riso, è uno d e g l i s p a z i e s p o s i t i v i p i ù importanti della Sicilia e sin dalla sua apertura si è dotato di una struttura finalizzata al l a pr omozione del l 'ar te contemporanea siciliana: il SACS (Sportello per l'Arte Contemporanea della Sicilia) costituito da un archivio con- sultabile sia on-line che in forma cartacea presso la sede di Corso Vittorio Emanuele. C o m e s i l e g g e s o p r a , i l materiale della stamperia si trova esposto nel "micro" museo di Palazzetto Agnello, dietro la Cattedrale, in via dell'Incoronazione e accanto la Cappella e Loggia dell'In- coronata. La Cappella dell'In- coronazione, Santa Maria Incoronata, era insieme edifi- cio di culto e deputato all'in- coronazione dei sovrani. Nel tempo divenne archivio della Cattedrale e delle scritture della Maramma (nome con cui si indicava in Sicilia, nel tardo medioevo e nei primi secoli dell'età moderna, la fabbriceria ecclesiastica e in genere l'ente che soprinten- d e v a a l l a c o s t r u z i o n e e manutenzione delle opere pubbliche); custodiva l'in- ventario dei materiali ed era ospizio per i controllori della "Fabbrica del Duomo". Nel corso dei secoli, la Cappella ha subito varie destinazioni; nasce come basilica romana e in epoca bizantina viene rie- dificata e dedicata alla Vergi- ne Maria Assunta; in epoca a r a b a c o n l ' i n v a s i o n e d e i Saraceni, è destinata al culto musulmano che dura circa due secoli; in epoca norman- na ritorna alla cristianità e riconvertita al culto cristia- no-cattolico. Intanto, tra il 1184 e il 1185, Guglielmo II re di Sicilia insieme all'arcive- scovo Gualtiero Offamilio, realizzano il grande impianto della cattedrale. La cappella, attraverso il pronao della cat- tedrale, era collegata al tem- pio normanno attraverso un portico e logge che assicura- vano, ai reali e ai cortigiani, in caso di condizioni atmo- sferiche avverse, un percorso protetto e lontano dalla folla per motivi di sicurezza. Alcu- ni illustri viaggiatori e storio- grafi hanno testimoniato dei collegamenti tra il vecchio Arcivescovado, la Torre Pisa- na del Palazzo Reale e la Cat- tedrale per assicurare, in caso di attacchi pirateschi, un riparo nelle segrete del Palaz- zo Reale. L'arte è di famiglia: tre generazioni di creatività Catalano SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI La Cattedrale di Palermo, a pochi passi dalle sedi della mostra dedicata ai Catalano; sotto, una matrice della storica Stamperia Arte al Borgo, recuperata insieme a torchi e strumenti del laboratorio(Original image created for L'Italo- Americano with the assistance of AI)
