L'Italo-Americano

italoamericano-digital-9-3-2026

Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel

Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1546509

Contents of this Issue

Navigation

Page 32 of 35

GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE 2026 www.italoamericano.org 33 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI L'emigrazione non si ferma (© Prasit Rodphan | Dreamstime.com) Sempre meno bimbi in famiglia (© Spotmatik | Dreamstime.com) L'Italia che emigra: nel 2030 all'estero 176mila connazionali mentre la popolazione cala e invecchia S e nel 2025 gli italiani emi- grati sono stati 144mila, nel 2030 saliranno a 176mila nel 2030, a 169mila nel 2050 e a 183mila nel 2080. È quanto prevede l'Istat, l'Istituto nazionale di statistica, che stima un calo continuo della popola- zione residente. L'invecchiamento della popo- lazione rappresenta la prospetti- va più certa, trainato dall'ingres- so nelle età anziane delle genera- zioni del baby boom. Il saldo migratorio con l'estero resterà positivo ma non sarà sufficiente a compensare il persistente defi- cit tra nascite e decessi. Le aree interne, soprattutto nel Mezzogiorno, continueranno a perdere popolazione più rapida- mente dei centri urbani, amplian- do i divari territoriali. Le fami- glie saranno più numerose ma di dimensioni sempre più ridotte, riflettendo l'invecchiamento della popolazione e la diffusione delle persone sole. La diminuzio- ne della popolazione in età lavo- rativa ridurrà la disponibilità di forza lavoro, ponendo nuove sfide al sistema economico e al welfare. I DATI - Le nuove previsioni demografiche in base 1° gennaio 2025, rinnovate nel disegno degli scenari futuri, delineano un qua- dro di progressiva riduzione della popolazione residente in Italia. Secondo lo scenario mediano, la popolazione passa da 58,9 milioni di residenti al 1° gennaio 2025 a 58,7 milioni nel 2030, 55,0 milioni nel 2050 e 45,8 milioni nel 2080. Nell'arco dei 55 anni di previsione l'Italia perderà oltre 13 milioni di resi- denti, 4 dei quali entro il 2050, indicando un percorso che sol- tanto nel lungo termine, sulla base delle ipotesi formulate, con- durrà a una popolazione ridimen- sionata rispetto a oggi. IL NORD - E' la sola riparti- zione con una crescita della popolazione nel breve periodo, passando da 27,5 milioni nel 2025 a 27,7 milioni nel 2030, con un incremento medio annuo dello 0,1%. Dal 2030 la tendenza si inverte: la popolazione scende a 27,2 milioni nel 2050 (-0,1% medio annuo) e a 24,2 milioni nel 2080 (-0,4% medio annuo). Pur in un contesto di diminuzio- ne, il Nord mantiene una dinami- ca relativamente più favorevole rispetto al resto del Paese. IL CENTRO - Il calo è già presente nel breve periodo, anche se molto contenuto. La popolazione perde appena 40mila residenti tra il 2025 e il 2030, con un tasso medio annuo di -0,1%. Tra il 2030 e il 2050 il decremento si intensifica (-0,3% medio annuo), portando la popo- N e l 2 0 5 0 p i ù c o p p i e s e n z a f i g l i : è d e s t i n a t a a scomparire la classica famiglia italiana? lazione a 11,0 milioni, mentre nel lungo periodo si scende a 9,3 milioni (-0,6% medio annuo). IL SUD - Il Mezzogiorno pre- senta una dinamica meno favore- vole. La popolazione diminuisce da 19,7 milioni nel 2025 a 19,4 milioni nel 2030, con un tasso medio annuo di -0,4%. Nel periodo 2030-2050 il ritmo del calo aumenta (-0,7% medio annuo), facendo scendere la popolazione a 16,7 milioni. Tra il 2050 e il 2080 la contrazione raggiunge l'1,0% medio annuo, andando a definire una popola- zione di 12,3 milioni, ovvero oltre un terzo inferiore rispetto ai livelli iniziali. LE NASCITE - Si mantengo- no su livelli stabili fino al 2030 (355mila nati annui). Si scende poi a 335mila nel 2050 e a 281mila nel 2080. Sebbene l'in- certezza associata alle nascite aumenti nel tempo, la futura natalità non riuscirà a riequili- brare la dinamica naturale. Infatti, i decessi aumenteranno significativamente, passando da 652mila nel 2025 a 708mila nel 2030 e raggiungendo un picco di 869mila nel 2058. IL SALDO MIGRATORIO - Le previsioni indicano che gli L 'Istat racconta un'Italia futura senza figli: scompa- rirà davvero la famiglia italiana tradizionale? Secondo l'istituto nazionale di statistica, il numero di fami- glie in Italia aumenta da 26,7 milioni nel 2025 fino a 27,9 nel 2043, quando raggiunge il suo massimo, per poi scendere fino a 27,6 milioni nel 2050, principal- mente a causa della progressiva estinzione delle generazioni del baby boom. Il previsto aumento delle famiglie (+3,5% sull'intero periodo) sarà sostenuto soprattut- to dalle famiglie senza nucleo, cioè senza la presenza di relazio- ni di coppia o di tipo genitore- figlio. Queste passano da 10,7 milioni nel 2025 a 12,3 milioni nel 2050 (+15,8%), arrivando a rappresentare il 44,7% del totale delle famiglie rispetto al 40,0% iniziale. Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo diminui- scono del 4,6%, passando da 16,0 milioni nel 2025 a 15,3 milioni nel 2050; la loro inciden- za sul totale scende così dal 60,0% al 55,3%. Tale contrazione riflette le trasformazioni socio-demografi- che in atto: l'invecchiamento della popolazione e l'aumento della speranza di vita accrescono il numero di persone sole; il per- sistente calo della natalità aumenta la quota di individui senza figli; l'instabilità coniugale favorisce le famiglie unipersona- li e monogenitoriali. NEL 2050 COPPIE SENZA FIGLI - In base alle ipotesi dello scenario , il numero delle coppie con figli è destinato a diminuire: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale – meno di tre famiglie su 10 – scende a 5,8 milioni nel 2050 (-22,3%), quan- do arrivano a rappresentare appe- na il 21,1% delle famiglie, poco più di una su cinque. La riduzio- ne interesserà sia le coppie con almeno un figlio di età fino a 19 anni, che perderanno oltre 1 milione di unità (-22,0%), sia di quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su (-22,8%). A livello nazionale, il sorpasso delle coppie senza figli su quelle con figli si verifica nel 2047, ma nel Nord e nel Centro avviene nel 2038 e nel 2044. immigrati passano da circa 432mila nel 2025 a 423mila nel 2030, per poi ridursi a 372 mila nel 2050 e risalire a 404mila nel 2080. Gli emigrati per l'estero si attestano intorno a 144mila nel 2025, 176mila nel 2030, 169mila nel 2050 e 183mila nel 2080. Il saldo migratorio estero rimane positivo lungo tutto l'orizzonte previsivo: da circa 296mila per- sone nel 2025 scende a 247mila nel 2030 e a 204mila nel 2050, per poi tornare a crescere fino a 221mila nel 2080. Le differenze territoriali appaiono marcate. Nel Nord il saldo migratorio estero rappre- senta il principale fattore di sostegno demografico, ma non compensa le perdite naturali. Nel Centro le nascite restano stabili fino alla metà del secolo, mentre i decessi aumentano sensibil- mente per effetto dell'invecchia- mento. Il saldo migratorio estero è previsto positivo ma in gradua- le riduzione. Nel Mezzogiorno si osservano le trasformazioni più profonde. Le nascite in particola- re diminuiscono in modo conti- nuo e il saldo naturale registra valori molto negativi sebbene il saldo migratorio estero rimanga positivo.

Articles in this issue

Links on this page

Archives of this issue

view archives of L'Italo-Americano - italoamericano-digital-9-3-2026