L'Italo-Americano

italoamericano-digital-9-17-2026

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GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C ora pianificando di riportar- vi una produzione. Clooney è, naturalmente, solo l'ultimo cineasta ameri- c a n o a r i c e v e r e i l L e o n e d'oro alla carriera a Venezia; la storia del premio rivela infatti un filo conduttore italo-americano impossi- bile da ignorare, se ci si sof- ferma a leggere l'elenco dei premiati e ad accostarne i nomi: John Ford ricevette l ' o n o r i f i c e n z a n e l 1 9 7 1 , m e n t r e n e l 1 9 8 2 t o c c ò a F r a n k C a p r a , n a t o a Bisacquino (in provincia di Palermo) nel 1897 e trasferi- tosi negli Stati Uniti con la famiglia quand'era ancora bambino. Quando Venezia gli rese omaggio, Capra era ormai da tempo una figura chiave del cinema america- n o , a u t o r e d i f i l m c o m e A c c a d d e u n a n o t t e e M r . S m i t h v a a W a s h i n g t o n , nonché di una filmografia che potremmo definire "hol- lywoodiana fino al midollo". Eppure, il premio gli fu con- ferito proprio nel Paese che la sua famiglia aveva lascia- to decenni prima: un detta- g l i o c h e c o n f e r i s c e a l momento un significato spe- ciale, almeno agli occhi di c h i c o n d i v i d e u n v i s s u t o simile. D i e c i a n n i p i ù t a r d i , i l legame tra il Lido e l'Ameri- ca italiana divenne ancora più evidente quando Fran- cis Ford Coppola ricevet- te il Leone d'oro alla carrie- r a n e l 1 9 9 2 , s e g u i t o d a Robert De Niro nel 1993, Al Pacino nel 1994 e Mar- tin Scorsese nel 1995. Per quattro edizioni consecuti- ve, il festival cinematografi- c o p i ù a n t i c o d e l m o n d o a s s e g n ò i l s u o m a s s i m o riconoscimento individuale a grandi personalità ameri- cane le cui radici familiari affondavano in Italia. N o n s i t r a t t a d i v o l e r rivendicare le loro origini o di trasformare i loro succes- si in un fatto puramente ita- liano: le loro carriere e le l o r o i d e n t i t à a r t i s t i c h e erano, e rimangono, profon- damente americane. Piutto- sto, quella sequenza di quat- tro premi ha messo in luce quanto profondamente la storia del cinema americano si fosse intrecciata con quel- la dell'emigrazione italiana. Q u e s t ' a n n o è e m e r s a u n ' a l t r a s t o r i a f a m i l i a r e , seppur da una prospettiva piuttosto diversa: l'11 set- tembre è arrivato al Lido Russell Crowe per pre- sentare What Love Builds, u n d o c u m e n t a r i o s u l l a musica da lui diretto, realiz- zato nell'arco di circa quin- dici anni. Durante il festival, Crowe è tornato a parlare di u n a s c o p e r t a f a t t a s o l o pochi anni fa: l'esistenza di un ramo italiano della sua f a m i g l i a . I l s u o t r i s a v o l o materno era Luigi Ghezzi, nato ad Ascoli Piceno nel 1 8 2 9 ; i l p e r c o r s o c h e l o p o r t ò f u o r i d a l l ' I t a l i a f u a s s a i m e n o p r e v e d i b i l e rispetto ai più noti viaggi transatlantici dell'Ottocento a cui siamo abituati. Ghezzi si recò dapprima in Argenti- n a e s u c c e s s i v a m e n t e i n India, sopravvisse a un nau- fragio, raggiunse Città del Capo, vi sposò un'irlandese di nome Mary Ann Curtain e infine, nel 1864, arrivò con lei in Nuova Zelanda, dove la famiglia di Crowe si stabilì. Nel corso delle generazio- ni, il cognome subì modifi- c h e t a l i d a f a r s v a n i r e i l l e g a m e c o n l ' I t a l i a d a l l a m e m o r i a f a m i l i a r e ; s o l o grazie a ricerche genealogi- che, supportate da un test del DNA effettuato da un parente di Crowe, è stato possibile ricostruire la linea di discendenza. Crowe ha annunciato la scoperta nel 2024, ricevendo l'invito del sindaco di Ascoli Piceno a v i s i t a r e l a c i t t à ; p r o p r i o q u e s t o m e s e , a l L i d o , h a parlato ancora di quell'itine- rario inaspettato che ricolle- g a v a l a s u a f a m i g l i a a l l e Marche. C'è un altro legame pre- c e d e n t e t r a l ' I t a l i a e Hollywood che merita di essere menzionato qui, spe- cialmente quest'anno, seb- bene non abbia bisogno di molte presentazioni dopo gli articoli dedicati al centena- rio di Valentino nel nostro n u m e r o p r e c e d e n t e . Rodolfo Valentino arrivò a Venezia nel 1909, all'età di quattordici anni, sperando di essere ammesso all'Istitu- to Nautico Morosini, ma fu respinto a causa della mio- pia e della corporatura esile. Quattro anni più tardi partì alla volta degli Stati Uniti, dove ebbe inizio la carriera che lo avrebbe consacrato come una delle prime vere star del cinema internazio- nale. Nel 1923, al suo ritor- no a Venezia, Valentino era ormai così celebre da attira- r e l ' a t t e n z i o n e s e m p l i c e - mente spostandosi per la città; le testimonianze del- l'epoca lo collocano all'Ho- tel Excelsior del Lido. Morì a New York appena tre anni dopo, sei anni prima che sulla terrazza di quello stesso hotel si svolgesse la prima edizione del festival del cinema. Questo legame è riemerso nel settembre scorso, a un secolo dalla sua scomparsa, quando il trailer di La vita di Rudy – Rudy's Life è stato presentato all'Excel- sior durante un evento orga- nizzato dalla Federazione Italiana dei Cineclub. Diret- to da Leonardo De Carlo e scritto da Antonio Ludovico, presidente della Fondazione Rodolfo Valentino, il film attinge agli scritti dello stes- so Valentino e utilizza foto- g r a f i e o r i g i n a l i p e r r i c o - struirne la vita. In un'altra parte di questo numero, la nostra intervista a Ludovico approfondisce il progetto, il suo sviluppo e la scelta di affidare gran parte del rac- conto alle parole stesse di Valentino. Per questo artico- lo, tuttavia, è sufficiente il luogo: Valentino soggiornò all'Excelsior prima ancora che il festival esistesse e vi ha fatto ritorno, in un certo senso, attraverso il cinema a cento anni dalla morte, pro- prio mentre – a poche stan- ze e terrazze di distanza – una nuova generazione del c i n e m a a m e r i c a n o s t a v a arrivando per la Mostra. Non esiste un'unica storia che unisca Clooney, Crowe, Capra, Coppola, De Niro, Pacino, Scorsese e Valenti- no; cercare di ricondurli a un'unica narrazione finireb- b e i n e v i t a b i l m e n t e p e r a p p i a t t i r e c i ò c h e r e n d e importanti questi legami: a l c u n i a p p a r t e n g o n o a l l a storia dell'emigrazione, altri a origini riscoperte a distan- za di generazioni, altri anco- ra nascono semplicemente da carriere che hanno attra- versato più volte l'Atlantico, fino a intrecciarsi con l'Ita- lia in modi probabilmente mai pianificati. Ciò che Venezia ha fatto, quasi per caso, è offrire a tutte queste storie diverse un unico punto d'incontro. Il festival nacque nel 1932 d a l l ' e s i g e n z a d e l L i d o d i richiamare i visitatori stra- nieri dopo che la crisi eco- n o m i c a a v e v a s v u o t a t o i suoi alberghi; Hollywood fu p r e s e n t e f i n d a l l a p r i m a serata. Novantaquattro anni dopo, il cinema americano c o n t i n u a a d a r r i v a r e i n barca ogni mese di settem- bre, portando con sé storie familiari iniziate in Italia molte generazioni prima. Ecco perché ci piace dire che il traffico, qui in Lagu- na, non si è mai mosso dav- vero in una sola direzione. NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Non esiste un'unica storia che unisca Clooney, Crowe, Capra, Coppola, De Niro, Pacino, Scorsese e Valentino. I loro legami con l'Italia nascono dall'emigrazione, da radici riscoperte e da carriere che hanno attraversato l'Atlantico, creando intrecci inattesi. CONTINUA DA PAGINA 5 George Clooney, protagonista di numerose edizioni della Mostra e vincitore nel 2026 del Leone d'oro alla carriera, ha costruito nel tempo un legame personale e profession- ale molto stretto con l'Italia (Original image created for L'Italo-Americano with the assistance of AI) L'Hotel Excelsior al Lido è da quasi un secolo uno dei punti di riferimento della Mostra, luogo di incontri, presentazioni e arrivi che hanno segnato la storia del festival (Original image created for L'Italo-Americano with the assistance of AI)

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