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27 GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LIFE PERSONAGGI RECENSIONI ARTE U n dato interes- sante emerso da un sondag- g i o c o n d o t t o da Deutsche Bank su 1.200 dirigenti al di fuori dell'Europa, in cui si chiedeva dove intendessero investire in futuro, è emerso che l'Italia si è classificata quarta tra le destinazioni europee per gli investimenti. Secondo l'indagine "Global Sentiment Survey on Europe 2026" pubblicata dalla banca in Italia, il 33% delle aziende intervistate prevede di inve- stire nel Paese, dopo Germa- nia, Regno Unito e Francia. L'interesse si è rivelato parti- colarmente forte in aree che non rientrano nel tradiziona- le bacino d'utenza dell'Italia: oltre la metà degli intervistati negli Emirati Arabi Uniti ha indicato l'Italia, così come il 46% in Arabia Saudita e il 41% negli Stati Uniti; tra le aziende messicane, l'Italia si è classificata seconda solo alla Germania. È importante sottolineare che stiamo parlando di azien- de, non di investitori finan- ziari. Deutsche Bank si riferi- v a a i n v e s t i m e n t i d i r e t t i , ovvero all'apertura di una sede, all'acquisizione di un'a- zienda locale, alla creazione di una rete distributiva, al trasferimento di attività di ricerca o, eventualmente, alla costruzione di un impianto. In altre parole, si tratta di capitali che arrivano accom- pagnati da persone, contratti di locazione, fornitori e pro- getti, e generalmente con l'a- spettativa di una permanenza a lungo termine. L'indagine non chiede ai dirigenti di spiegare separa- tamente perché hanno scelto l'Italia, quindi non c'è modo onesto di trasformare il risul- tato italiano in un elenco ordinato di ragioni fornite da Deutsche Bank. Ciò che ci dice, tuttavia, è ciò che le aziende straniere apprezzano sempre di più dell'Europa nel suo complesso: opportunità di crescita, innovazione, resi- lienza economica e accesso a un mercato ampio e stabile. Il 74% considera il potenziale di crescita dell'Europa un van- taggio rispetto ad altre regio- ni, mentre il 71% indica l'in- novazione e con la stessa percentuale ritiene il conti- nente resiliente di fronte agli shock economici e geopolitici. L'Italia si inserisce in que- sto contesto con alcuni van- taggi propri. Uno di questi è semplice- mente il tipo di economia che ha; l'Italia è ancora un grande p a e s e m a n i f a t t u r i e r o e d e s p o r t a t o r e , c o n d i s t r e t t i industriali, fornitori specializ- zati e medie imprese radicate in settori che spaziano dai m a c c h i n a r i e c o m p o n e n t i automobilistici ai prodotti farmaceutici, alla trasforma- zione alimentare, al design e alla produzione avanzata. Quando S&P ha migliorato il rating sovrano dell'Italia a BBB+ nell'aprile 2025, ha descritto l'economia come diversificata e ha sottolineato la resilienza delle esportazio- ni, la forte propensione al risparmio privato e il miglio- ramento dei bilanci di fami- glie e imprese. L'Italia era inoltre passata da una posi- zione di debito estero netto prima della pandemia a una posizione di credito estero netto stimata intorno al 15% del PIL entro la fine del 2024. Questo dato non fa notizia come un aumento trimestrale della crescita, ma per un'a- zienda che pensa a dieci o vent'anni nel futuro è fonda- mentale: la solidità finanzia- ria è importante. Il Paese ha anche apporta- to modifiche ad alcuni aspetti per i quali le imprese stranie- re lo hanno tradizionalmente criticato. L'indagine OCSE del 2026 sull'Italia afferma che le riforme legate al Piano nazio- nale di ripresa e resilienza hanno migliorato il contesto imprenditoriale attraverso cambiamenti nella pubblica amministrazione, nel sistema giudiziario, nella digitalizza- zione e nella regolamentazio- ne, mentre gli investimenti in infrastrutture hanno subito un'accelerazione. Entro la fine del 2025, quasi tre quarti dei 575 traguardi del NRRP erano stati raggiunti e circa tre quarti dei 194,4 miliardi di euro a disposizione dell'Italia erano stati erogati. I fondi sono stati investiti in traspor- ti, energia, reti digitali, istru- zione e altri settori in grado di modificare significativamente le condizioni operative delle imprese. L'Italia, tuttavia, ha anche un numero molto elevato di piccole imprese, il che abbas- sa le medie dell'economia; ciononostante, l'OCSE rileva che le sue medie e grandi i m p r e s e s o n o p r o d u t t i v e quanto le imprese equivalenti nelle altre principali econo- mie. In altre parole, un'azien- da internazionale alla ricerca d i f o r n i t o r i , p a r t n e r o d i un'acquisizione non si trova a dover scegliere tra una "Ger- mania produttiva" e un'"Italia improduttiva" come potreb- bero suggerire i dati naziona- li. All'interno dell'economia italiana esistono imprese che operano allo stesso livello delle loro controparti euro- pee; semplicemente, sono m e n o n u m e r o s e r i s p e t t o all'enorme numero di piccole imprese. Questo aiuta a spiegare perché l'Italia può essere attraente anche se perman- gono alcune debolezze ben note: la crescita non è spetta- colare, il debito pubblico è elevato, l'energia è costosa e la sua burocrazia notoria- m e n t e l e n t a n o n è c e r t o diventata improvvisamente più veloce. In effetti, gli stessi intervistati da Deutsche Bank si lamentano di molti di que- sti aspetti in tutta Europa, in particolare dei costi dell'ener- gia e del lavoro, della tassa- zione e della lentezza delle autorizzazioni, ma un'azien- da che sceglie dove stabilirsi non lo fa basandosi su un solo parametro, così come una famiglia non sceglie una casa in base alla bolletta del riscaldamento senza conside- rare dove si trova. Valuta l'ac- cesso ai clienti, alle infra- strutture, ai fornitori, alle competenze, alla stabilità finanziaria e alla possibilità di espandersi. Secondo questa prospetti- va più ampia, è diventato più facile prendere l'Italia sul serio: basti pensare a come la sua collocazione nell'Unione E u r o p e a e n e l l ' E u r o z o n a garantisca alle aziende l'ac- cesso al Mercato Unico, e a come la sua base industriale offra fornitori e competenze m a n i f a t t u r i e r e f r u t t o d i generazioni di sviluppo. Le esportazioni hanno mostrato resilienza e, da diversi anni, g l i i n v e s t i m e n t i p u b b l i c i stanno intervenendo proprio su quelle infrastrutture — strade, ferrovie, sistemi digi- tali — e su quei colli di botti- glia burocratici che le impre- se straniere notano al loro arrivo. Tuttavia, l'aspetto forse più rivelatore dell'indagine di Deutsche Bank è la riparti- zione geografica: l'interesse per il Belpaese è particolar- mente elevato nell'area del Golfo e significativo negli S t a t i U n i t i , m e n t r e l e aziende messicane lo col- locano al secondo posto in Europa. Ciò suggerisce un'at- trattiva che va ben oltre le imprese già legate all'Italia dalle catene di approvvigio- namento europee di prossi- mità. Il dato conferma inol- tre la conclusione generale d e l l ' i n d a g i n e : i d i r i g e n t i internazionali si mostrano più ottimisti sull'Europa di quanto non sembrino esserlo spesso gli europei stessi, e le aziende con esperienza diret- ta nel continente lo valutano più positivamente rispetto a q u e l l e c h e n o n v i h a n n o ancora investito. Ciò non significa che ogni manifestazione di interesse si tradurrà necessariamente in una fabbrica o in un ufficio: in fin dei conti, le indagini sugli investimenti misurano dei piani, e i piani possono cambiare. L'aspetto interes- sante, però, è che l'Italia si trova ora nelle posizioni di t e s t a i n E u r o p a , p r o p r i o mentre le aziende internazio- nali stanno valutando dove stabilire la loro prossima presenza strategica a lungo termine. Per l'Italia, essere presa in considerazione è solo l'inizio; tuttavia, per un Paese che ha trascorso gran parte degli ultimi due decenni al centro del dibattito soprattutto per il debito e la stagnazione, figurare in una rosa di candi- dati grazie alla solidità del proprio tessuto industriale e al miglioramento del conte- sto imprenditoriale rappre- senta un punto di partenza estremamente promettente. P e r c h é l e a z i e n d e s t r a n i e r e s t a n n o t o r n a n d o a considerare l'Italia? Due settori che aiutano a spiegare l'attrattività dell'Italia per gli investitori stranieri: a sinistra, la trasformazione ali- mentare; a destra, la meccanica di precisione, entrambi parte di un tessuto produttivo fatto di competenze specializ- zate e filiere industriali consolidate (Immagini originali create per L'Italo-Americano con l'assistenza dell'AI)
