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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 T o r i n o n o n h a mai avuto biso- g n o d i g r a n d i i n c e n t i v i p e r sfoggiare la sua bellezza (talvolta eccentri- ca), ma Piazza Solferino offre alla città spunti parti- c o l a r m e n t e s u g g e s t i v i . A un'estremità della piazza sorge la Fontana Angeli- ca, un'ampia vasca in pietra animata da quattro grandi figure in bronzo – bambini, frutta, animali e segni zodia- cali – disposti attorno a un flusso d'acqua che scorre da un gruppo all'altro. La fon- tana è tornata in funzione quest'estate dopo due anni di inattività: una tempistica ideale per un monumento che ha impiegato quasi un s e c o l o p e r a c q u i s i r e u n a "seconda vita". Nata come memoriale dedicato ai geni- tori di un uomo, oggi è uno dei simboli principali della città più "magica" d'Ita- lia. Per comprendere meglio l a f a m a p a r t i c o l a r e d e l l a Fontana Angelica, occorre approfondire i motivi per cui Torino è inserita in una così vasta geografia del- l ' o c c u l t o . S e c o n d o l a moderna tradizione esoteri- ca, la città appartiene simul- taneamente a due triangoli i n t e r n a z i o n a l i : T o r i n o , Lione e Praga formano il triangolo della magia bian- ca, mentre Torino, Lon- d r a e S a n F r a n c i s c o costituiscono quello della magia nera. All'interno del tessuto urbano, Piazza Sta- tuto è solitamente identifi- cata come il polo oscuro e P i a z z a C a s t e l l o c o m e quello luminoso, mentre ai f i u m i P o e D o r a v e n g o n o attribuiti significati solari e lunari corrispondenti. Seb- bene la fama di Torino lega- ta alla magia e all'occulto a b b i a r a d i c i p r o f o n d e , l a mappatura dei suoi presunti luoghi magici è un'invenzio- ne ben più recente. Massoni, spiritisti e appassionati di occultismo erano attivi in città ben prima del Nove- cento, ma la nota distinzione tra magia nera e bianca – con i suoi monumenti sim- bolici e i messaggi nascosti – è stata elaborata e diffusa soprattutto tra gli anni Ses- santa e Settanta. Le origini della fontana furono, in realtà, piuttosto convenzionali: Paolo Baj- notti, diplomatico torinese c h e c o n c l u s e l a c a r r i e r a come ministro plenipoten- z i a r i o d ' I t a l i a n e g l i S t a t i Uniti, morì nel 1919 lascian- do alla città 150.000 lire per la costruzione di una fonta- na monumentale in memo- ria dei genitori, Tommaso Bajnotti e Angelica Cugiani. Il nome "Angelica", dun- que, deriva da quello di sua madre e non ha nulla a che fare con angeli, spiriti o il soprannaturale, a dispetto di quanto le interpretazioni s u c c e s s i v e d e l l a f o n t a n a p o t r e b b e r o s u g g e r i r e . L a storia di Bajnotti presenta, tra l'altro, un interessante legame con gli Stati Uniti: sua moglie, Caroline Mathil- de Brown (nota come Car- rie), era nata a Providence, n e l R h o d e I s l a n d , e d e r a nipote di Nicholas Brown, l'uomo da cui prese il nome la Brown University. Dopo la morte della donna, avve- nuta nel 1892, Bajnotti ne onorò la memoria a Provi- dence per anni, commissio- nando una fontana monu- mentale a Burnside Park e donando alla Brown Univer- s i t y , n e l 1 9 0 4 , l a C a r r i e Tower, una torre dell'orolo- g i o a l t a c i r c a 2 9 m e t r i costruita in suo ricordo. Il progetto che Bajnotti aveva in mente per Torino, tuttavia, era piuttosto diver- so dalla fontana che vedia- mo oggi. Egli desiderava che venisse realizzata in Piazza San Giovanni, di fronte al Duomo, e ne aveva richiesto lo stile gotico medievale; una commissione comunale stabilì però che Piazza Solfe- rino fosse una collocazione più idonea e concesse ai pro- gettisti di scegliere uno stile differente. Individuare un p r o g e t t o v a l i d o s i r i v e l ò complesso: furono indetti tre concorsi prima che, alla fine del 1921, venisse appro- vata la proposta di Gio- vanni Riva, intitolata Sta- g i o n i . L a c o s t r u z i o n e avrebbe dovuto richiedere diciotto mesi, ma i lavori si protrassero per quasi sette anni; già nel 1924 La Stam- pa ironizzava sul fatto che i t o r i n e s i a v r e b b e r o f o r s e rischiato di non vivere abba- stanza a lungo da vedere la fontana ultimata. Fortunata- m e n t e c i ò n o n a c c a d d e , anche se per l'inaugurazione fu necessario attendere il 28 ottobre 1929. Il progetto di Riva è piut- tosto intuitivo: le due figure maschili rappresentano l'au- tunno e l'inverno, mentre le due femminili incarnano la primavera e l'estate. Le scul- ture circostanti raffigurano bambini, frutti, animali e dodici maschere in pietra legate ai segni zodiacali. Il MuseoTorino annovera la fontana tra gli esempi signi- ficativi di scultura decorati- va Art Déco; la sua iconogra- fia riprende un tema classico dell'arte europea: l'avvicen- darsi delle stagioni, con le relative trasformazioni nelle attività agricole e nei cicli della fertilità. Come si può notare, gli elementi di interesse sono già numerosi anche prescin- dendo dalla Massoneria; tuttavia, perché rinunciare a un ulteriore velo di mistero? L ' i n t e r p r e t a z i o n e m a s s o n i c a p r e n d e l e m o s s e d a l l e d u e f i g u r e maschili che, secondo una leggenda moderna, rappre- s e n t a n o B o a z e J a c h i n : i nomi tradizionalmente attri- buiti alle due colonne del Tempio di Salomone, dive- nute poi elementi centrali della simbologia massonica. In quest'ottica, una figura incarna l'oscurità e l'igno- ranza, mentre l'altra simbo- leggia la luce e la conoscen- za; l'acqua che sgorga dai l o r o r e c i p i e n t i d i v e n t a e m b l e m a d e l s a p e r e , e l o spazio rettangolare tra le due figure viene inteso come un passaggio che l'iniziato deve attraversare simbolica- mente. N e l c o r s o d e g l i a n n i , anche le altre figure e deco- razioni sono state oggetto di interpretazioni analoghe. La p r i m a v e r a e l ' e s t a t e , a d esempio, sono state associa- te a virtù e vizio, a conoscen- za sacra e profana, e persino all'amore sacro e profano. Anche a melograni, pigne, pesci, arieti e al volto centra- le sono stati attribuiti sva- riati significati; alcune lettu- r e s o n o g i u n t e p e r s i n o a c o i n v o l g e r e f i g u r e c o m e M e d u s a , I s i d e e O s i r i d e . Resta da stabilire se Riva avesse effettivamente inten- zione di veicolare tali mes- saggi: disponiamo di docu- m e n t a z i o n e a t t e n d i b i l e riguardo al lascito di Bajnot- ti, al trasferimento della fon- tana in Piazza Solferino, ai concorsi, al progetto vincito- re di Riva e alla rappresen- tazione delle quattro stagio- ni. Ciò che manca, invece, è una prova altrettanto solida del fatto che l'artista abbia concepito l'opera come un'e- laborata allegoria massonica incentrata su divinità egizie, rituali di iniziazione e un percorso verso una cono- scenza segreta. Questa inter- pretazione sembra essersi sviluppata molto più tardi, in particolare tra gli anni Sessanta e Settanta, quando G i a n l u i g i M a r i a n i n i e altri appassionati di occulti- smo iniziarono a individuare c o l l e g a m e n t i t r a i m o n u - menti di Torino, organizzan- doli in una sorta di mappa esoterica della città. Alcuni articoli di giornale pubblica- ti nel 1972 e nel 1973 contri- buirono a far conoscere que- ste teorie a un pubblico più v a s t o ; d i c o n s e g u e n z a , m o n u m e n t i p r e s e n t i d a decenni – o addirittura da secoli – acquisirono signifi- cati che i loro ideatori origi- nali forse non avevano mai preso in considerazione. O g g i , c h i v i s i t a P i a z z a Solferino può ammirare la Fontana Angelica così come fu concepita da Riva, con le sue quattro figure che rap- presentano le stagioni e le elaborate decorazioni cele- branti i cicli della natura. Tuttavia, gli appassionati del lato più misterioso di Torino troveranno molti altri detta- gli da osservare, dalle pre- sunte colonne massoniche ai simboli celati tra le sculture. Se tali interpretazioni abbia- no o meno un legame con le intenzioni di Riva rimane – in modo quanto mai appro- priato, dato l'argomento – un vero mistero. P i a z z a S o l f e r i n o e l a c r e a z i o n e d e l l a Torino magica GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO La Fontana Angelica in Piazza Solferino, a Torino, progettata dallo scultore Giovanni Riva e inaugurata nel 1929 (Photo: Evgeniy Fesenko/Dreamstime); nel riquadro, uno scultore al lavoro su una decorazione in pietra, a richiamare la comp- lessità degli elementi artistici della fontana (Immagine originale creata per L'Italo-Americano con l'assistenza dell'AI)
