L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-15-2026

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N e l 2 0 2 3 , i l N a t i o n a l Geographic h a p o s t o u n interrogativo: Pienza potrebbe essere il b o r g o p i ù b e l l o d ' I t a l i a ? L'autore dell'articolo ne era convinto dopo aver ammira- to, dalle mura cittadine, la vista sulla Val d'Orcia, dove le colline digradano verso il Monte Amiata e le strade si perdono tra campi e cipressi. Pienza esercita da sempre questo fascino, sebbene la sua bellezza possa apparire insolita per un motivo preci- so: gran parte del borgo è stata progettata proprio con questo scopo. F i n o a l l a m e t à d e l X V secolo, Pienza non esisteva; l a l o c a l i t à e r a n o t a c o m e Corsignano, un borgo for- tificato toscano a sud-est di Siena, importante soprattut- to perché vi era nato, nel 1405, Enea Silvio Piccolo- mini. Piccolomini condusse una vita straordinariamente ricca di esperienze, anche per gli standard del Rinasci- mento: studioso, diplomati- co, poeta e umanista, viaggiò i n g r a n p a r t e d ' E u r o p a prima di intraprendere la carriera ecclesiastica in età r e l a t i v a m e n t e a v a n z a t a ; divenne vescovo di Siena e, nel 1458, fu eletto papa con il n o m e d i P i o I I . Q u a n d o l'anno seguente tornò a Cor- signano, non si limitò a far costruire un palazzo per sé, ma decise di ridisegnare l'in- tero centro abitato. L'architetto prescelto fu Bernardo Rossellino, che aveva collaborato con Leon B a t t i s t a A l b e r t i , u n o d e i grandi teorici dell'architettu- ra rinascimentale. Alberti e altri umanisti avevano dedi- cato anni a riflettere su con- cetti quali proporzione, ordi- ne e relazione tra edifici e vita civile; Corsignano offrì a Rossellino la rara opportu- nità di applicare tali idee non a una singola facciata, bensì al cuore di un insediamento preesistente: un nuovo cen- tro venne inserito nel tessuto del vecchio borgo. I lavori iniziarono nel 1459 e, nel giro di pochi anni, Corsigna- no si arricchì di una nuova cattedrale, del palazzo papa- le, del palazzo vescovile e del p a l a z z o c o m u n a l e , t u t t i disposti attorno a una piazza di forma trapezoidale; una nuova strada principale, l'o- dierno Corso Rossellino, col- legava le porte d'accesso, mentre lungo il suo percorso sorgevano le dimore destina- te ai cardinali e ai membri della corte papale. L'UNE- SCO censisce circa quaranta edifici, pubblici e privati, costruiti o ricostruiti durante il progetto, tra cui dodici abi- tazioni destinate ai residenti comuni nei pressi di Porta al Giglio. Il luogo ideale per com- prendere l'intento di Pio II e Rossellino è Piazza Pio II. Innanzitutto, la piazza ha una forma trapezoidale anzi- ché rettangolare: ciò la fa apparire più ampia di quanto non sia in realtà e conferisce alla cattedrale uno spazio maggiore rispetto a quanto avrebbe consentito la ristret- t e z z a d e l s i t o . R o s s e l l i n o dispose gli edifici circostanti con la medesima cura: Palaz- zo Piccolomini su un lato, Palazzo Borgia sull'altro e il palazzo comunale di fronte alla cattedrale, con la torre civica mantenuta volutamen- te più bassa del campanile della chiesa. Tale disposizio- ne assegnava a ogni istituzio- ne il proprio ruolo, riservan- do alla cattedrale la posizio- ne di maggior rilievo, come era lecito attendersi in una città ricostruita per volontà di un papa. La cattedrale sorprende per le sue caratteristiche: Pio aveva viaggiato a lungo nel Nord Europa, sviluppando una particolare predilezione per le chiese viste in quelle terre. Invece di richiedere a Rossellino interni ispirati alle grandi chiese italiane, volle qualcosa che richiamasse le chiese a sala tedesche, dove la navata centrale e quelle laterali raggiungono quasi la stessa altezza e le alte fine- stre lasciano filtrare abbon- dante luce naturale. Il risul- t a t o è u n a c a t t e d r a l e rinascimentale i cui interni devono molto all'architettura della Germania meridionale: una scelta tutt'altro che scon- tata per un edificio papale in Toscana. Il suo palazzo, tut- tavia, si ispirava a un model- lo prettamente fiorentino: R o s s e l l i n o t r a s s e i n f a t t i spunto da Palazzo Rucel- lai, opera di Leon Battista Alberti. Il sito di Pienza offri- va però un vantaggio inegua- gliabile per qualsiasi palazzo n e l c e n t r o d i F i r e n z e : s u l retro di Palazzo Piccolomini, u n a l o g g i a a t r e p i a n i s i a f f a c c i a a s u d s u l l a V a l d ' O r c i a , sovrastando un giardino pensile quadrato e la campagna che si estende oltre. Attraversando le sale della residenza, il visitatore poteva accedere alla loggia e ammirare la vallata: un'e- sperienza che doveva rap- presentare uno dei piaceri più grandi legati al possesso di quella dimora. A quel punto, Corsignano a v e v a a s s u n t o u n n u o v o nome: P i e n z a , ovvero la città di Pio, in onore dell'uo- mo che ne aveva finanziato la trasformazione. I papi del Rinascimento raramente si facevano scrupolo di legare il proprio nome a delle opere, e Piccolomini ebbe l'ulterio- re soddisfazione di vedere la sua città natale ribattezzata i n s u o o n o r e . P u r t r o p p o , ebbe poco tempo per godersi ciò che aveva commissiona- to: eletto nel 1458, morì ad Ancona nel 1464 mentre pre- parava una crociata contro g l i O t t o m a n i , l a s c i a n d o Pienza come principale rea- lizzazione architettonica di un pontificato durato appe- na sei anni. I lavori non vennero mai estesi all'intera cittadina, ma quanto realizzato da Rossel- lino fu abbastanza singolare da attirare l'attenzione degli storici dell'architettura rina- scimentale, i quali riconob- bero in Pienza uno dei primi tentativi di riprogettare un centro urbano secondo un piano unitario. Quando, nel 1996, l 'UNESCO inser ì il centro storico nella lista del Patrimonio dell'Umanità, descrisse il progetto come la p r i m a a p p l i c a z i o n e d e l l e idee umanistiche rinasci- mentali all'urbanistica, rico- noscendone l'influenza sugli sviluppi successivi. Fortunatamente, Pienza è rimasta abbastanza piccola da permettere al resto dell'a- bitato di conservare il suo carattere originario; è anco- ra possibile passare dalla piazza sapientemente pro- gettata da Rossellino a stra- de prive di quella stessa for- malità architettonica. C'è Corso Rossellino, la via prin- cipale che attraversa il cen- tro, e poi Via dell'Amore e V i a d e l B a c i o : n o m i c h e sembrano frutto della fanta- sia di un addetto all'ufficio turistico, ma che in realtà a p p a r t e n g o n o a l l ' a n t i c a toponomastica cittadina. F u o r i d a l l e m u r a , l a V a l d'Orcia continua a produrre i f o r m a g g i d i p e c o r a c h e hanno reso celebre Pienza; i negozi del borgo sono ben forniti di pecorino, un pro- d o t t o c h e è d i v e n t a t o u n motivo di visita importante quasi quanto gli edifici rina- scimentali. National Geographic ha avanzato l'ipotesi che Pienza possa essere il borgo più bello d'Italia – un primato difficile da stabilire in un Paese con così tanti candi- dati. Pio II, in ogni caso, ne sarebbe stato probabilmente lusingato. Il suo obiettivo era trasformare la piccola Corsignano, luogo della sua infanzia, in una cittadina degna del suo nuovo rango; p u r n o n e s s e n d o v i s s u t o abbastanza a lungo da vede- r e l ' e v o l u z i o n e d e l l a s u a fama, riuscì a donare al suo p a e s e n a t a l e u n n u o v o nome, una cattedrale, un p a l a z z o e u n a p i a z z a c h e ancora oggi attirano visita- tori in Toscana. Niente male per un pontificato durato appena sei anni. Pienza: la bellezza progettata in Val d'Orcia 17 GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO Un tipico casale toscano circondato da cipressi nella Val d'Orcia, il paesaggio riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità (Photo: Jojjik/Dreamstime); nel riquadro, la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Pienza, voluta da Papa Pio II (Photo: Zwawol/Dreamstime).

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