L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-15-2026

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si. Preservare l'italiano signi- fica conoscerlo, studiarlo, uti- lizzarlo con consapevolezza e trasmetterlo alle nuove gene- razioni. Il contributo della Treccani e dell'Accademia della Crusca ci ricorda che la tutela della lingua non consi- ste nel bloccarne il cambia- mento, ma nel comprenderlo e nel valorizzare la ricchezza delle parole perché più ne a b b i a m o p i ù r i u s c i a m o a descrivere meglio ciò che abbiamo attorno. Conservare la lingua italiana deve poter sempre significare custodire la nostra storia e la nostra identità, senza rinunciare alla possibilità di rinnovarle. Lettera dell'editore NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C o s a v u o l d i r e cringe, ghostare e flexare? Se sfo- gliamo il vocabo- lario della lingua italiana ancora non troviamo queste espressioni che pure corrono veloci tra i giovanissi- mi. Negli ultimi anni, la diffu- sione di Internet, dei social network, della musica inter- nazionale e delle nuove tecno- logie ha accelerato questo processo, favorendo l'ingresso di numerose parole straniere, soprattutto inglesi, e la diffu- sione di nuove forme di slang. E' sempre più comune utiliz- zare termini come meeting invece di riunione, feedback invece di riscontro, smart working per indicare il lavoro da remoto e challenge per parlare di una sfida. Allo stes- so tempo, nei social network e nelle conversazioni quotidia- ne si diffondono espressioni informali, abbreviazioni e modi di dire che cambiano rapidamente, influenzati dalle mode e dai fenomeni sociali e d i c o s t u m e d e l m o m e n t o . Questo fenomeno dimostra quanto la lingua sia legata alla comunicazione e ai cambia- menti culturali della nostra epoca. Se la lingua è il mezzo fondamentale attraverso cui e s p r i m i a m o i p e n s i e r i , l e emozioni e la nostra identità, è vero anche che è un patri- m o n i o c u l t u r a l e v i v o , i n c o s t a n t e d i v e n i r e p e r c h é a s s o r b e e c o m u n i c a u n mondo in continua evoluzio- ne. S t e s s o d i s c o r s o p e r l o slang, il gergo che contribui- s c e a c r e a r e u n s e n s o d i appartenenza soprattutto tra i giovani: può diventare un limite se viene utilizzato in ogni situazione, anche in con- testi scolastici, lavorativi o formali, nei quali è invece necessario esprimersi con p r e c i s i o n e , c h i a r e z z a e soprattutto proprietà di lin- guaggio. Per questo motivo, è importante imparare a distin- guere i diversi registri lingui- s t i c i e a d a t t a r e i l p r o p r i o modo di parlare al contesto e agli interlocutori. Conoscere l'italiano non significa rinun- ciare alla spontaneità, ma p o s s e d e r e g l i s t r u m e n t i necessari per esprimersi effi- cacemente in ogni situazione. Come spiega la Treccani, nell'Enciclopedia dell'Italia- no, gli anglicismi sono parole ed espressioni provenienti dalla lingua inglese che sono entrate nell'italiano in periodi diversi della sua storia. La loro diffusione non è un feno- meno esclusivamente moder- no: i rapporti commerciali, culturali e politici tra i Paesi h a n n o s e m p r e f a v o r i t o l o scambio linguistico. Tuttavia, l'influenza dell'inglese oggi è particolarmente evidente gra- zie alla globalizzazione e alla comunicazione digitale. L'uti- lizzo di parole straniere non deve essere considerato un pr obl ema. Al cuni ter mini inglesi permettono di espri- mere concetti nuovi in modo sintetico e preciso, soprattut- to nei settori della tecnologia, della scienza e dell'economia. Ad esempio, fino a quando non si cercavano informazio- ni sul principale motore di ricerca del web non si parlava di Googlare o Googlizzare né tanto meno si poteva ricorre- re ai meme per deridere qual- cuno fino a quando vivevamo disconnessi dalla rete. Il rischio nasce quando si r i c o r r e a p a r o l e s t r a n i e r e anche se esistono equivalenti italiani altrettanto efficaci, oppure quando il loro uso eccessivo rende il discorso meno comprensibile. Perché i n f o n d o , g r a n p a r t e d e i romanzi gialli che abbiamo letto ci sono stati rivelati in anticipo anche quando non si usava il termine spoilerare, gli influencer ci sono sempre stati anche se non erano chiu- si dentro il video di un telefo- nino e così pure gli hater, anche se non c'era una tastie- ra con cui esprimevano la loro manifesta ostilità verso gli altri. Una lingua ricca non è q u e l l a c h e r i f i u t a o g n i influenza esterna, ma quella che sa accogliere le novità s e n z a p e r d e r e l a p r o p r i a capacità espressiva. In fondo scoprire nuovi significati è assolutamente affasciante e arricchente. Allo stesso modo i s o c i a l n e t w o r k p o s s o n o diventare strumenti partico- larmente utili per stare al passo con i cambiamenti. Se utilizzati con consapevolezza, aiutano a capire dove sta andando la comunicazione. Se certamente è sbagliato pensare alla lingua italiana come a qualcosa di immobile, da conservare esattamente com'era nel passato, posto che è un organismo che si a r r i c c h i s c e a t t r a v e r s o g l i incontri tra culture e le tra- sformazioni della società, è tuttavia necessario evitare che la ricerca della velocità e l ' a b i t u d i n e a u t i l i z z a r e espressioni alla moda impo- veriscano il nostro vocabola- rio e riducano la capacità di esprimere pensieri comples- L'italiano contemporaneo, un'evoluzione costante e interessante

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