L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-15-2026

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27 GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L a musica è uno d e i l i n g u a g g i a t t r a v e r s o c u i l ' i m m a g i n a r i o italiano continua a trovare spazio negli Stati Uniti. Nelle produzioni di Hollywood, i brani italiani degli anni Cinquanta, Ses- santa e Settanta sono spesso utilizzati per accompagnare scene e ricreare atmosfere legate al nostro Paese. Ma q u a l e s p a z i o p u ò t r o v a r e oggi la musica italiana con- temporanea nel cinema e nell'audiovisivo americano? È anche da questa domanda che parte l'edizione 2026 di Hit Week, la manifestazione n a t a p e r p r o m u o v e r e l a m u s i c a i t a l i a n a e l a s u a industria negli Stati Uniti. Creata nel 2009 e realizzata da ICE Agenzia in collabora- zione con FIMI, la Federa- z i o n e I n d u s t r i a M u s i c a l e Italiana, Hit Week punta a rafforzare la presenza della musica italiana sui mercati internazionali, favorendo n u o v e c o l l a b o r a z i o n i t r a professionisti italiani e ame- ricani. La novità principale di questa edizione è stata la Sync Mission. "Si tratta di u n p r o g e t t o p e n s a t o p e r mettere in contatto gli ope- ratori italiani che si occupa- no di sincronizzazioni musi- cali con i music supervisor americani, professionisti che selezionano i brani da utiliz- zare in film, serie televisive, pubblicità e videogiochi", ci spiega Alessandro Giulia- nelli di FIMI. A Los Ange- les, il programma ha infatti previsto incontri tra editori e proprietari di cataloghi ita- liani e professionisti ameri- cani, oltre a visite della dele- g a z i o n e i t a l i a n a a W a l t D i s n e y e R i o t G a m e s p e r esplorare possibili collabo- razioni. L'obiettivo non è soltanto far conoscere un repertorio già consolidato, ma creare occasioni concrete affinché la musica italiana possa entrare in nuove pro- duzioni internazionali. L a s c e l t a a r r i v a i n u n momento positivo per l'in- dustria discografica italiana. Nel 2025 il mercato della musica registrata in Italia ha superato i 500 milioni di euro, crescendo del 10,7% rispetto all'anno precedente e s e g n a n d o l ' o t t a v o a n n o consecutivo di crescita. Il Paese è oggi il terzo mercato dell'Unione Europea, dopo Germania e Francia, e l'undi- cesimo al mondo. Lo strea- m i n g r a p p r e s e n t a c i r c a i l 67% del mercato, mentre il vinile continua a crescere, confermando il rinnovato interesse per il formato fisi- co. Ma c'è un dato che rende particolarmente interessante l a s t r a t e g i a d i H i t W e e k : mentre il mercato discografi- co italiano cresce, il settore delle sincronizzazioni non ha seguito lo stesso andamento. "L'unico segmento che non è cresciuto l'anno scorso, e in generale negli ultimi anni, è proprio quello delle sincro- nizzazioni", osserva Giulia- nelli. "Tra i fattori che hanno inciso indica anche le diffi- coltà del settore cinemato- grafico italiano, legate alla situazione del tax credit e al temporaneo arresto di alcu- n e p r o d u z i o n i . È p r o p r i o a l l ' e s t e r o , t u t t a v i a , c h e p o t r e b b e r o a p r i r s i n u o v e opportunità". Secondo i dati citati da Giulianelli, tra il 2020 e il 2025 i ricavi della musica italiana all'estero sono cre- sciuti del 180%. Un risultato che segnala un'attenzione crescente per il repertorio italiano e che rende ancora p i ù i m p o r t a n t e c o s t r u i r e nuovi canali di accesso ai mercati internazionali. Stia- m o n o t a n d o s e m p r e p i ù attenzione nei confronti del nostro repertorio", afferma G i u l i a n e l l i . E l ' i n t e r e s s e , assicura, riguarda anche la musica contemporanea, non soltanto i grandi classici. "Quello che è emerso proprio in questi giorni è che c'è una grande volontà da parte dei s u p e r v i s o r a m e r i c a n i , e anche dei nostri delegati, di proporre e ascoltare musica italiana contemporanea, che vada oltre quella di catalogo degli anni Sessanta e Settan- ta e che sia anche un po' lon- tana dagli stereotipi della musica italiana". Un interesse che Hit Week cerca di intercettare anche attraverso i suoi eventi dal v i v o . S e a L o s A n g e l e s l o s h o w c a s e d i q u e s t ' a n n o è stato rivolto soprattutto ai professionisti dell'industria, a Miami il pubblico sarà più ampio, con una platea che comprende operatori del set- tore, pubblico locale e comu- n i t à i t a l i a n a . " M i a m i è diventata un punto di riferi- mento. Magari la gente non conosce l'artista, ma si fida d e l l a p r o p o s t a e v i e n e a vedere quali artisti stiamo presentando dall'Italia", rac- conta Giulianelli, sottoli - neando la presenza di nume- rosi americani agli eventi della manifestazione. L a d o m a n d a , a q u e s t o punto, è quale musica italia- na possa trovare spazio nelle p r o d u z i o n i a m e r i c a n e d i oggi. Se il repertorio degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta continua a evocare un'immagine immediata - m e n t e r i c o n o s c i b i l e d e l Paese, quali sonorità posso- n o r a p p r e s e n t a r e l ' I t a l i a contemporanea? Secondo Giulianelli, non esiste una sola risposta. "La musica elettronica e la italo-disco continuano a riscuotere un feedback piuttosto positivo. D e t t o c i ò , c i s o n o a n c h e nuove produzioni italiane urban e pop, più contempo- ranee, che potrebbero trova- re spazio in queste nuove produzioni audiovisive". È un punto sul quale si sofferma anche Fabrizio Grossi, musicista, producer e consulente musicale da molti anni residente a Los Angeles e collaboratore di professionisti coinvolti nel- l'iniziativa. "Basta qualche nota di Ennio Morricone, Nino Rota, Lucio Battisti o di una delle grandi voci ita- l i a n e d e l p a s s a t o , a l c u n e r i s c o p e r t e r e c e n t e m e n t e come Ornella Vanoni, per- ché, anche a migliaia di chi- lometri di distanza, si mate- rializzi immediatamente un certo immaginario italiano." Ci spiega Grossi. "Il rischio è che la musica italiana con- temporanea, nel tentativo di r a g g i u n g e r e i l m e r c a t o internazionale, finisca per assomigliare troppo a ciò che è già presente nelle clas- sifiche americane e britan- niche. Tra gli artisti che, a suo giudizio, mostrano una stra- da alternativa c'è La Niña, protagonista degli showcase di Hit Week 2026. L'artista napoletana si è esibita il 7 ottobre all'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e sarà nuovamente sul palco il 10 ottobre al Miami Beach Bandshell, per l'appunta- m e n t o c o n c l u s i v o d e l l a manifestazione. "La Niña utilizza gli accordi, le melo- die e le tematiche tipiche della lezione napoletana e del modo di fare napoleta- no, però aggiungendo questi ritmi quasi tribali, molto mediterranei", spiega. "Ci sono elementi che possono ricordare la musica libane- se, israeliana, turca, greca, e p o i a n c h e e l e m e n t i h i p - hop". La Niña rappresenta così un esempio concreto della possibilità di coniugare una forte identità culturale con un linguaggio contempora- neo. Per Grossi, il fatto di non rinunciare al proprio patrimonio artistico e cultu- rale può diventare un van- taggio, anziché un ostacolo, nel confronto con il pubbli- c o i n t e r n a z i o n a l e . È u n a prospettiva che incontra l'o- biettivo dichiarato da Fimi: ampliare le opportunità per la musica italiana, andando oltre il repertorio storico senza rinunciare a ciò che lo rende riconoscibile. La sfida d i H i t W e e k , i n f o n d o , è duplice. Da un lato, trasfor- mare l'interesse per la musi- ca italiana in nuove occasio- ni di lavoro, soprattutto nel cinema, nella televisione e nei videogiochi. Dall'altro, aiutare gli artisti contempo- ranei a trovare uno spazio internazionale senza dover n e c e s s a r i a m e n t e i m i t a r e modelli già affermati. Hol- lywood ha già dimostrato quanto la musica italiana sappia evocare un immagi- nario riconoscibile, capace d i a t t r a v e r s a r e e p o c h e e confini. Hit Week. La musica italiana che l'America vuole scoprire e ascoltare La Niña si esibisce insieme alle sue musiciste durante Hit Week a Los Angeles, combinando voce, chitarra e strumenti tradizionali in una reinterpretazione contemporanea della musica napoletana (Photo: James Rivas) LA COMUNITÀ DI LOS ANGELES

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