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GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ S econdo l'US Cen- sus Bureau, oltre 1 6 m i l i o n i d i a m e r i c a n i d i c h i a r a n o d i avere origini italiane, eppure nel Paese solo circa mezzo milione di persone afferma di parlare italiano in casa. Natu- ralmente, queste cifre misura- no aspetti diversi: l'una regi- stra le origini familiari, l'altra la lingua utilizzata tra le mura domestiche; nessuna delle due, tuttavia, ci dice quanti italoamericani comprendano l'italiano o lo abbiano studia- to. Ciononostante, il divario è sorprendente, soprattutto a ottobre, mese in cui gli Stati U n i t i c e l e b r a n o l ' I t a l i a n A m e r i c a n H e r i t a g e Month (Mese del patrimonio italoamericano) e in cui, dal 19 al 25 ottobre, la lingua ita- liana è protagonista della Set- timana della lingua italia- n a n e l m o n d o . P e r u n a comunità la cui storia in Ame- rica abbraccia diverse genera- zioni, questi numeri sollevano un interrogativo interessante: che ne è di un'identità cultu- rale ereditata quando la lin- gua un tempo a essa associa- ta non fa più parte della vita quotidiana? La risposta parte da un aspetto talvolta trascurato quando si parla di immigra- zione italiana: molte delle persone giunte negli Stati U n i t i d u r a n t e l a g r a n d e ondata migratoria di fine Ottocento e inizio Novecento non parlavano l'italiano così come lo intendiamo oggi. Provenivano da Sicilia, Cam- pania, Calabria, Abruzzo, Veneto, Piemonte e altre aree di un Paese unificatosi politi- camente solo nel 1861; le lin- gue che parlavano quotidia- namente erano spesso varietà regionali, assai diverse dall'i- taliano insegnato a scuola. Alcuni parlavano italiano accanto alla lingua locale, mentre altri avevano scarsa familiarità con lo standard nazionale, associato all'istru- zione, all'amministrazione pubblica e a una fetta relati- vamente ristretta della popo- lazione. L'Italia stava sviluppando una lingua letteraria comune da secoli, grazie soprattutto all'influenza di scrittori tosca- ni come Dante, Petrarca o Boccaccio; tuttavia, disporre di uno standard letterario era ben diverso dal vederlo parla- to dall'intera popolazione. Ciononostante, l'istruzione di massa, il servizio militare, le migrazioni interne, la radio e, i n s e g u i t o , l a t e l e v i s i o n e avrebbero contribuito a ren- dere l'italiano la lingua parla- ta comune della penisola nel corso del Novecento. A quel- l'epoca, tuttavia, milioni di italiani si erano già stabiliti in America, portando con sé le parlate delle loro città e dei loro paesi d'origine anziché la lingua nazionale standardiz- zata che i loro discendenti avrebbero potuto incontrare, in seguito, sui libri di testo. Una volta negli Stati Uniti, gli immigrati provenienti da diverse zone d'Italia a volte scoprivano di riuscire a com- prendersi a vicenda solo con difficoltà, mentre l'inglese diventava rapidamente indi- spensabile per il lavoro, la scuola e i rapporti con la più ampia società americana. I figli crescevano spesso com- prendendo la lingua parlata dai genitori ma rispondendo in inglese; la generazione successiva, poi, ereditava spesso poco più di espressio- ni particolari, soprannomi familiari e termini legati ad attività quotidiane. Vi erano naturalmente delle eccezioni, soprattutto nelle famiglie in cui l'italiano manteneva la sua importanza o dove l'im- migrazione continuava a rin- novare il contatto con la lin- gua. Tuttavia, la tendenza generale era verso l'inglese. Descrivere tutto ciò sem- plicemente come un mancato mantenimento dell'italiano sarebbe però fuorviante: per i genitori immigrati, garantire che i figli parlassero fluente- mente inglese era spesso una necessità pratica, special- mente in un'epoca in cui par- lare un'altra lingua poteva etichettare la famiglia come straniera ed esporre i figli a pregiudizi. La trasmissione linguistica era influenzata anche da circostanze che ave- vano ben poco a che fare con l'orgoglio culturale: le fami- glie si trasferivano lontano dai quartieri abitati dagli immigrati, i matrimoni uni- vano persone di diversa pro- venienza linguistica e le occa- sioni per usare l'italiano o una lingua regionale si face- vano sempre più rare. Ciò che sopravviveva dipendeva dalle necessità delle persone, e l'in- glese offriva sempre più i mezzi per partecipare appie- no alla vita americana. Nel frattempo, l'identità italo-americana si dimo- strava straordinariamente flessibile: le famiglie conti- nuavano a identificarsi con i luoghi di provenienza dei loro antenati, mentre associazioni culturali, istituzioni religiose, giornali di comunità e feste locali contribuivano a mante- nere legami che non dipende- vano più esclusivamente dalla lingua. In alcune famiglie la c o n o s c e n z a d e l l ' i t a l i a n o sopravviveva accanto a tali La lingua che parliamo, la cultura che portiamo con noi: cosa ci lega oggi all'Italia CONTINUA A PAGINA 7 Parole come "ciao", "grazie", "famiglia" e "cultura" raccontano alcuni dei legami che uniscono gli italoamericani alle proprie origini. Imparare l'italiano oggi significa anche avvicinarsi alla lingua e alla cul- tura dell'Italia contemporanea (Immagine originale creata per L'Italo-Americano con l'assistenza dell'AI)
