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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026 C ome la maggior parte delle città d e l l a S i c i l i a , anche quella che c h i a m i a m o Petralia Sottana – per diffe- renziarla dalla vicina Sopra- na – subì, nel corso dei seco- li, la presenza più o meno invasiva di popoli venuti da lontano ma che hanno, cia- scuno di loro, lasciato la p r o p r i a i m p r o n t a e , c o n e s s a , l a p r o p r i a c u l t u r a d a n d o c o s ì a l l a T r i n a c r i a quella identità di cui pochi altri luoghi d' Italia – e non s o l o – p o s s o n o t u t t ' o g g i godere. Lungo un pendio, tra i 900 e i 1.100 m s.l.m., sul- l'alta valle del fiume Imera Meridionale, sul versante sud delle Madonie e nell'o- monimo Parco, si sviluppa la cittadina la cui storia di un primo insediamento umano r i s a l e a l I V - I I I m i l l e n n i o a.C., cioè al Neolitico e le cui testimonianze si trovano nei reperti archeologici trovati nella vicina Grotta del Vec- c h i u z z o . N o n m a n c ò i n tempi più recenti un insedia- mento originario del luogo s i c u r a m e n t e i n f l u e n z a t o dalla vicina Imera, colonia greca, che durante alcuni scavi archeologici ha portato alla luce una moneta bron- zea, il Petrinon che reca il nome della città di Petra. E' facile, allora, pensare che Petralia e Petra siano lo stes- so nome della vicina cittadi- na madonita. C o m e g i à a n t i c i p a t o , Petralia tra i vari conquista- tori, subì anche i Romani nel III secolo a.C. e divenne città decumana, destinata quindi ad essere, anch'essa insieme a t a n t e a l t r e , g r a n a i o d i Roma; Cicerone nelle "Verri- ne" e Diodoro Siculo, testi- moniarono l'uso come presi- d i o m i l i t a r e e m e r c a t o agricolo. Non mancarono, dopo, le invasioni dei barba- ri seguite dalla riconquista dei Bizantini. La conquista degli Arabi arrivò nel IX secolo; questi la battezzarono"Batarliah" o "Batraliah" e – raccontano gli storici Edrisi e al-Muqad- dasi – di una città sotto una rocca, grandi risorse idriche, con un castello, un mercato, una chiesa, una moschea a sottolineare una multicultu- ralità e una multipresenza di comunità etnico-religiose. Della loro permanenza sono rimaste alcune espressioni dialettali o le intitolazioni di contrade oltre a un prezioso candelabro di bronzo che fa parte del tesoro della Chiesa Madre. Fu intorno all'anno 1062 che i Normanni la conqui- starono e vi fondarono un castello; passò poi agli Svevi con la famiglia Ventimiglia di Geraci a cui seguirono i Moncada e poi altri ancora fin quando non fu abolita la feudalità nel 1817. Intanto, sino alla fine del XV secolo c i o è q u a n d o i l 3 1 m a r z o 1492 fu promulgato l'editto di espulsione, vi si trovava i n s e d i a t a u n a c o m u n i t à ebraica. Come già accennato, le Petralie sono due: Soprana e Sottana. E' in un documento del 1258 che per la prima volta compaiono Petra infe- r i o r ( P e t r a l i a S o t t a n a ) e P e t r a s u p e r i o r ( P e t r a l i a S o p r a n a ) d i s t i n t e i n d u e "Università" (distretti ammi- nistrativi comunali dell'epo- ca) creando così la Signoria delle Petralie. Col passare del tempo, si fecero sempre più differenziate le classi sociali distinte in contadini, allevatori, artigiani, aristo- cratici e clero. Crebbero gli insediamenti monastici con- t e m p o r a n e a m e n t e a u n discreto numero di condan- ne emanate dall'Inquisizio- ne, in osservanza alla Con- t r o r i f o r m a d e l l a C h i e s a Cattolica tra il XVI e il XVII secolo– rinnovamento dot- trinale, disciplinare e repres- sivo – in risposta alla Rifor- ma protestante di Martin Lutero iniziata nel 1517. Finalmente, nel XIX seco- lo, qualcosa cambiò e viva- c i z z ò l ' e c o n o m i a , l a v i t a sociale e culturale dei citta- dini. Questo accadde anche dopo il passaggio delle trup- pe di Garibaldi che diede l'avvio all'insediamento di uffici pubblici e vari altri laboratori; Petralia divenne così il centro più progredito della zona. A renderla anco- ra più importante fu il pas- saggio sulle sue strade del circuito della Targa Florio. Fu attiva anche dal punto di vista politico sia prima che dopo la prima guerra mondiale e un suo cittadino, Francesco Musotto, arrivò a occupare una poltrona in q u a l i t à d i D e p u t a t o a l l a Camera per il Partito Socia- lista e di Alto Commissario per la Sicilia. Intanto erano già comin- ciate le emigrazioni, prima verso le Americhe, poi verso l'Europa del Centro Nord e le regioni del Nord Italia. Alcuni preferirono emigrare verso la più vicina Palermo o altre città della costa setten- trionale dell'isola. Dopo la l i b e r a z i o n e d e l 1 9 4 3 , a d opera degli anglo-americani, seguì la sorte di tutta l'Italia con i suoi conflitti per la riforma agraria, l'occupazio- ne delle terre, con la morte per mano mafiosa al soldo dei "baroni" di un sindacali- sta, Epifanio Li Puma, a cui il clero si rifiutò di celebrare i l f u n e r a l e n e l l a C h i e s a Madre. P e t r a l i a v a n t a p u r e u n numero non indifferente di Chiese: la Chiesa Madre di Maria Santissima Assunta, di San Francesco d'Assisi, d e l l a S a n t i s s i m a T r i n i t à , della Madonna dell'Alto, di Santa Maria alla Fontana. Il Museo Civico Antonio Colli- sani, è ospitato nell'ex car- cere e raccoglie reperti geo- l o g i c i o l t r e a l l a s e z i o n e archeologica della preziosa collezione Collisani. Tra le curiosità non si può non citare la "Casa du Curri- vu", ovvero del dispetto, uno degli edifici più stretti al mondo: la sua larghezza è di soli 100 cm e fu costruita n e g l i a n n i C i n q u a n t a d e l secolo scorso in seguito a una lotta tra vicini di casa per impedire la vista all'abi- tazione retrostante. Mentre il 17 e 18 giugno di ogni anno si celebra il santo patrono San Calogero con festeggiamenti che ini- ziano la settimana prece- d e n t e , l a d o m e n i c a c h e segue il Ferragosto si tiene la festa del Ballo della Cordel- la. Risale ad antichissime tradizioni contadine, addi- rittura ha origine pre-cristia- na e celebra il ringraziamen- to per il raccolto e l'augurio di fecondità rivolto sia alla terra perché dia delle buone m e s s i s i a a g l i s p o s i . U n tempo il ballo era dedicato alla dea Cerere, protettrice de grano e del frumento ma, dopo l'avvento del Cristiane- s i m o , f u i n t i t o l a t o a l l a Madonna dell'Alto, venerata n e l v i c i n o s a n t u a r i o . I festeggiamenti iniziano con u n c o r t e o n u z i a l e e u n matrimonio. Dodici coppie di ballerini che simboleggia- no i dodici mesi dell'anno, danzano attorno a un palo sulla cui sommità sono lega- te delle spighe di grano e nastri di diversi colori. Que- s t i v e n g o n o i n t r e c c i a t i a passo di danza, simboleg- giando il trascorrere delle stagioni. La danza è accom- pagnata e cadenzata da canti e invocazioni. E' un evento davvero suggestivo e coin- volgente, gioioso e parteci- pato da tutti i presenti, tra- v o l t i d a l l ' e n t u s i a s m o d e i ballerini. Saranno i giochi pirotecnici a concludere i festeggiamenti. Dal 23 al 25 ottobre, que- s t ' a n n o g i u n t a a l l a s u a d i c i o t t e s i m a e d i z i o n e , s i svolgerà la Festa dei sapori madoniti in cui non man- cheranno, oltre agli appun- tamenti gastronomici, con- vegni, mostre, escursioni in montagna, concerti. Fedele alle tradizioni, non mancherà neppure, dal 15 al 18 ottobre, la Targa Florio Classica 2026, riservata alle auto storiche. P e t r a l i a s o t t a n a , l a s u a s t o r i a , l e s u e tradizioni, il suo oggi SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Una veduta aerea di Petralia Soprana, uno dei borghi più alti della Sicilia (Photo: Mariusz Pietranek/Dreamstime); in basso, un'auto d'epoca ricorda il legame delle Madonie con la Targa Florio (Immagine originale creata per L'Italo-Americano con l'assistenza dell'AI)
