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GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2014 www.italoamericano.com 20 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | LAuRA ROSSI Ci sono volte in cui non è importante la meta, quanto il viaggio. Il percorso può essere inteso come scoperta di un terri- torio che non conoscevamo e che per un piccolo lasso di tempo diventa nostro, in quanto appartenente ad un frangente della nostra vita. Ogni viaggio ha in sè un'aspettativa che viene soddi- sfatta con la meta, ma quante emozioni e sogni crea un'aspet- Qui un trenino rosso, quasi fia- besco, si inerpica per un tratto di montagna che ha dello spettaco- lare. La partenza è dalla stazione di Tirano, assolato paese in Lombardia dove la coltivazione di mele è una delle attività che caratterizza l'aspetto della valle. Tirano è in Valtellina, non così agilmente raggiungibile tramite la strada, ma di grande fascino: per questo motivo i turisti, nono- stante la lunga statale da percor- rere, che permette comunque di del viaggio e di tutto ciò che l'occhio può captare in mezzo. Questa tratta magica collega la cittadina valtellinese a Saint Moritz inebriando il viaggiatore con paesaggi mozzafiato. Certo, perché il tratto percorso dal treno non è così usuale, ma si inerpica per alte e scoscese mon- tagne. La velocità? Scordatevela e lasciatela a valle! Siamo in un viaggio lento e da assaporare guardandosi intorno, armati di macchina fotografica o teleca- mera. Arrivati alla stazione di partenza si ha l'impressione di essere in un luogo di altri tempi. In partenza un unico treno, inse- parabile compagno di questo viaggio: un po' come capitava un tempo. Il treno si inerpicherà sulle montagne, in valli naturali dove il paese di Tirano e quando affermo ciò, intendo che il treno passa esattamente per le vie, di fianco ai pedoni e taglia la piaz- za principale, un po' come certi tram nei centri città. Poco dopo incomincia il tragitto extraurba- no e, su territorio italiano, infila le arcate del viadotto elicoidale di Brusio, vanto della produzio- ne ingegneristica civile. Il treno compie in questo tratto un giro di 360 gradi. Ebbene sì è come essere su una grande giostra. Continuando il percorso, il treno si arrampica sulle monta- gne incrociando piccoli paesi e santuari dove si ferma. Tra le ventuno fermate, di cui la mag- gior parte a richiesta, si può scendere per delle visite interme- die, tenendo conto che si dovrà poi prendere la corsa successiva per proseguire. Così si può sce- gliere tra i paesi di Le Prese, Poschiavo, Caviglia, Alp Grum, l'ospizio Bernina, la Diavolezza, Morteratsch, da cui facilmente raggiungere le basi dell'omoni- mo ghiacciaio, Sorivas, Pontresina, fino all'ultima fer- mata Saint Moritz. Sono circa tre ore di percorso dove la natura è sovrana. In autunno magnifici colori, che variano dal giallo al marrone scuro, passando per il caldo arancione e il rosso, brillano sui versanti delle montagne per lasciare spesso il posto alla neve raggiunti gli oltre duemila metri. In primavera è invece uno sbocciare unico della natura che si sveglia dal torpore. Ogni sta- gione è un'occasione ed una esperienza. Il fatto che non sia un tragitto qualunque è testimo- niato dall'essere esempio di ingegneria del XX secolo, esse- re stato riconosciuto Patrimonio mondiale dell'umanità ed esse- re uno dei modelli ferroviari che maggiormente viene copiato. Non si può dire che non si sia fatto notare! È consigliata la prenotazione perché questa esperienza è comunemente apprezzata e desi- derata da molti turisti. Riuscire a farla durante la settimana risparmia un po' di calca e offre un treno meno affollato, sì da poter avere la sensazione di essere voi i soli viaggiatori e di essere trasportati in un epoca parallela. La sensazione prima- ria resta quella di essere stati ospitati dalle montagne e di poterle ammirare come si potrebbe fare con le star sul red carpet: l'emozione è però diver- sa e decisamente più intesa per- ché tutti i sensi saranno coinvol- ti in un mondo che a volte sten- terete a credere esista veramen- te, ma che oramai vi è entrato nella mente per sempre, indele- bilmente. A Tirano il treno che farà viaggiare tra le montagne spettacolari attraversa il paese passando dalla piazzetta centrale All'improvviso dominerà solo la natura e i confini non esisteranno più L'ingegneria dei Navigli milanesi si rifà il look per Expo 2015 con il restauro delle porte idrauliche di Leonardo da Vinci Leonardo da Vinci progettò opere di avanzata ingegneria idraulica (soluzioni ancora oggi valide) per la navigazione sui Navigli milanesi Tra le vette lombarde su un treno che viaggia nei paesaggi incantati niato da molti studi e disegni, presenti in gran parte nel Codice Atlantico, il più corposo dei codici leonardeschi, custodito a Milano nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Al suo genio si devono le Porte Vinciane, che disegnò per la Martesana, che negli ultimi anni del XV secolo entra in Milano per compiere il disegno degli Sforza: unire le acque dell'Adda a quelle del Ticino. Dell'antico sistema dei canali oggi ne resta- no visibili solo tre, il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e la Martesana, mentre tutti gli altri navigli vennero coperti dall'Ottocento in poi, fino a quando, negli anni Trenta, fu realizzata la copertura totale della cerchia interna. I portoni vinciani, che conser- vano ferramenta e frammenti di legno di epoca leonardesca, saranno analizzati, puliti, disinfe- stati e sottoposti a restauro con- servativo e infine saranno rimon- tati al loro posto entro marzo- aprile 2015, in tempo per l'inau- gurazione dell'Expo. L'ultimo restauro risale agli anni Ottanta. Il recupero dei portoni è l'occa- sione per diverse associazioni, per sostenere il progetto che vuole riaprire la Fossa interna dei Navigli e chiedere di accele- rare i lavori per riaprire la Conca dell'Incoronata. tativa? Se invece ci fossero casi dove il percorso fosse più importante del punto di arrivo? Esiste un luogo che potrem- mo definire di confine, fra l'Italia nell'estrema parte finale della Lombardia e l'inizio della Svizzera. Strane zone quelle di confine! Sembrano appartenere a tutti e nessuno, vivendo di una realtà propria che le caratterizza. assaporare il paesaggio valtelli- nese, continuano ad affollare questa località montana. Da Milano ci si arriva più comodamente in treno con tappe intermedie fra cui Monza e Lecco. Tirano è famosa per le mele, per i pizzoccheri, per la bresaola, per il vino locale. È un punto di partenza e di arrivo per un percorso in treno di cui è rico- nosciuto universalmente il valore affermare che il territorio sia ita- liano o svizzero è difficile. Quel pezzo di mondo appartiene solo ed esclusivamente alla natura e per quanto l'uomo ci si metta d'impegno a segnare i confini, non avrà che immateriali linee su una foglio di carta, mente lì, nella realtà, saranno le vette a continuare a comandare e a decretare la loro maestralità. Il viaggio inizia attraversando In occasione dell'Esposizione mondiale che si terrà a Milano nel 2015, saranno restaurate le porte in legno della Conca dell'Incoronata, l'opera idraulica progettata da Leonardo da Vinci per superare un dislivello lungo l'allora Naviglio milanese della Martesana. Il genio toscano trascorse gran parte della sua vita a Milano e in Lombardia. Ci arrivò per la prima volta nel 1482, per entrare alla corte di Ludovico il Moro in qualità di ingegnere, per costrui- re baluardi difensivi, macchine belliche e opere di ingegneria idraulica. Il suo interesse per i Navigli, che utilizzava spesso per i suoi spostamenti, è testimo-
