L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-12-2015

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GIOVEDÌ 12 MARZO 2015 www.italoamericano.com 26 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Il punto è che il Milan non migliora. L'organico sarà quel che sarà (è superiore a Empoli, Verona, Sassuolo o Palermo, squadre che hanno fatto punti a 'San Siro'), ma non esiste gioco. Non si vedono mai movimenti di qualcuno che gioca "per" e " c o n " i c o m p a g n i ( a p a r t e Antonelli e Bonaventura, con quest'ultimo costretto a giocare in posizioni non consone per via dell'assurda composizione del- l'organico). Quindi solo azioni individuali e/o esagerati sbilan- ciamenti non coordinati. Vi siete chiesti perché Torres, Pazzini e Destro siano stati sempre in dif- ficoltà? Non arriva un'azione costruita coralmente! E allora i finalizzatori non servono. E con questa azione lenta, non corale, che finisce per por- tare avanti mucchi di giocatori non coordinati, si sguarnisce una difesa che di suo non sa marcare (si vedano i tantissimi gol da palle ferme), che quando propone Mexes si scompatta di più e che, senza de Jong davanti, non ha un minimo di protezione tattica. In campo regna l'anarchia: Menez fa quello che vuole, a prescindere dalle indicazioni di I nzaghi. N el pr imo tempo di M i l a n - V e r o n a è s t a t o q u a s i costantemente a centrocampo, a raccogliere palloni che non sape- va come utilizzare (sfornando 9 / 1 0 p a l l e a l t e c e n t r a l i : u n a manna per la difesa). Cerci si impegna, ma oltre a essere in condizioni fisico-mentali imba- r a z z a n t i ( p i ù o m e n o d a i Mondiali), non viene aiutato da nessuno e si trova di fronte dife- se schierate (e lui fu grande nei contropiede del Toro). Mexes si preoccupa più di attaccare che di difendere; il centravanti di turno non fa altro che accorciare pre- vedibilmente (e da solo!) verso il portatore di palla. Di palloni in area non ne arrivano (Antonelli è l'unico a dare verticalità ma da solo si esaurisce) e quando ciò capita, l'attaccante centrale è fuori posizione. A centrocampo si gioca solo in orizzontale (se non all'indietro!): l'emblema di ciò è Poli. Montolivo potrebbe essere l'unica eccezione, ma è Obiettivo Serie A. Inzaghi ha fallito Quale futuro per il Milan? cato; Muntari mezz'ala titolare, poi dimenticato, poi regista (!) nella partita della vita; Menez libero di fare sempre il bello e il cattivo tempo. A riprova di que- sti rapporti mal gestiti, le conti- nue follie dei singoli: la rissa di Mexes, le sanguinose palle perse di Menez o Essien, i buchi di Bocchetti o di Bonera (da cen- trale), gli orrori di De Sciglio. Al netto di tutto ciò è eviden- te come Inzaghi, non pronto per una sfida come quella rappresen- tata da questo Milan (piazza sto- rica ma povera. Squadra costrui- ta malissimo), abbia fallito: zero gioco, zero tattica, zero morden- te, nessun polso sulla squadra. N o n o s t a n t e q u e l l o c h e h a fatto per il Milan da giocatore, sarebbe da esonerare immediata- mente. Il punto è che il povero Milan non può permettersi di pagare Seedorf, Inzaghi e un terzo allenatore (perché mettere Tassotti in panchina non avreb- be senso). In più: su chi punta- re? Un traghettatore di polso? Un allenatore 'vero', che faccia piazza pulita in vista del proprio progetto per l'anno prossimo, sarebbe scelta saggia. Ma biso- gna ponderare bene il nome e chiarire subito i contorni (eco- nomici in primis) del Milan che verrà: un altro caso-Seedorf non sarebbe sostenibile. STEFANO CARNEVALI CLASSIFICA DI SERIE B CLASSIFICA DI SERIE A l'ombra di sé stesso. Quando, all'inizio della sta- gione, il Milan pareva poter fun- zionare - oltre a una condizione fisica accettabile (ormai perdu- ta) - era forte di quella che, con ogni probabilità, era l'idea di calcio che Inzaghi avrebbe volu- to applicare: aspettare bassi per colpire in contropiede (da qui l'assurdo mercato che ha portato all'acquisizione di numerosissi- mi esterni offensivi). Ma il tec- nico rossonero non è riuscito a p r o s e g u i r e s u q u e s t a s t r a d a : sarebbe stata necessaria un'u- miltà che gruppo, società e tifosi non hanno; una grande fisicità (che da anni non è nelle corde del Milan); un'accorta pianifica- zione tattica che Inzaghi non è riuscito a completare. Anche la gestione dei singoli da parte di Inzaghi lascia basiti: Pazzini sempre out, lanciato titolare in una partita chiave; Destro 'bocciato'; Mexes fuori squadra, titolare, squalificato, multato e scaricato, poi ancora titolare; Essien inspiegabilmente proposto in troppe occasioni; Rami sacrificato; Honda sacrifi- L'allenatore del Milan Filippo Inzaghi

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