L'Italo-Americano

italoamericano-digital-5-28-2015

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GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2015 www.italoamericano.org 40 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Bomarzo, il capriccio architettonico che confonde tra simboli misteriosi e divinità arcaiche I l P a r c o d e i M o s t r i d o v e aleggia ancora il fantasma di Vicino Orsini non provoca più grandi brividi. I mostri sono ben altri nella nostra epoca e certa- mente più imprevedibili, sofisti- cati e cattivi delle grandi figure infernali scolpite nei massi erra- tici di peperino. Neppure i bambini, abituati a ben altre mostruosità quotidia- namente, propinate da cinema e televisione, si spaventano più davanti alla bocca spalancata dell'Orco che nasconde una sala da pranzo. Non hanno paura di perdere il senso dell'equilibrio camminando nella casetta pen- d e n t e n é r a b b r i v i d i s c o n o entrando nel ninfeo popolato di pomorfica avrebbero dovuto inquietare e stupire. Strano personaggio l'Orsini: esiliato da Roma verso la metà del '500, si fece costruire un palazzo sulle fondamenta del vecchio castello e il giardino sacro ispirato, sembra, al fanta- s t i c o b e s t i a r i o d e l l ' O r l a n d o F u r i o s o . M a n c a p e r ò n e l Parco la levità e la gioia del modello letterario: mal si accor- dava infatti uno spirito malin- conico come l'Orsini con le olimpiche, siderali invenzioni ariostesche. Parla, il misterioso Bosco, il l i n g u a g g i o d i a r c h e t i p i c h e suscitano sentimenti di sgomen- to, paura, meraviglia, di dei, demoni, eroi e semi-dei, ma anche di miti divenuti nel tempo impenetrabili, legati ai primordi della cultura occidentale come il g a r a c o n R o d i , l a c i t t à d e i Colossi, come recita una delle n u m e r o s e e p i g r a f i " S e R o d i altier fu già del suo Colosso pur di questo il mio bosco anco si gloria…". La grande tartaruga p o r t a s u l d o r s o u n a d o n n a ammantata simbolo della vitto- ria alata, sul fondo del burrone è scolpita una Balena, il ninfeo ad emiciclo rovinato dal tempo veder meraviglie alte e stupen- de, venite qua, son facce orren- de, elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi." Infine gli Dei sotterranei, gli Inferi, là dove si stende l'oriz- zonte ultimo delle possibilità u m a n e . O r m a i c i a t t e n d e Cerbero, il terribile guardiano dell'Ade, prima di incontrare Proserpina, Echidna e Furia. In Il parco fu commissionato dal principe Pier Francesco Orsini pare per "sfogare il cuore rotto" dopo la morte della moglie Giulia Farnese Il complesso monumentale è un labirinto di simboli rinascimentali FRANCESCA GRAZIANO ritiene dia origine e senso all'e- sistenza di noi uomini. Non per n i e n t e , v a r c a t o i l l i m i t e d e l S a c r o B o s c o , u n a S f i n g e c i p o n e s u b i t o i l q u e s i t o : " T u ch'entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante mera- viglie sien fatte per inganno o pur per arte". Ma scopriamo gli arcani dei involuti tra simboli e semidei. E n t r i a m o d u n q u e n e l l ' a r e a popolata di mostri, di divinità infernali, nel mezzo di una fore- sta di castagni, faggi, noccioli. Accanto al Pantheon ellenico esistevano in questa zona, che faceva parte della misteriosa Etruria, gli arcani Dei involuti, dalle funzioni oscure e comples- s e . G l i a n t i c h i R o m a n i , a g l i Aruspici etruschi, si rivolgevano p e r i n t e r r o g a r e g l i D e i i n momenti particolarmente delica- ti o in caso di prodigi, attratti, specie dopo la crisi del VI seco- lo, da una realtà ultraterrena popolata di demoni inquietan- ti. Le gigantesche figure scolpi- te nei massi di peperino incarna- n o d i v i n i t à c o m e S a t u r n o , Fauno, Giano, Evandro, la tripli- ce Ecate, Glauco il pescatore che diventa un dio marino dopo aver mangiato un'erba magica. C i s i a d d e n t r a n e l B o s c o presi da uno strano incantamen- to: ecco Ercole che squarcia Caco, lotta di giganti quasi in divinità marine e draghi alati. Il Parco, detto anche Sacro Bosco, si trova in provincia di Viterbo, a Bomarzo, il romano Polimartium, sul versante destro della valle del Tevere. A l d i l à d e l f o s s o d e l l a Concia, su una serie di terrazzi naturali, si sbizzarrì l'estro irri- dente di Pirro Ligorio chiamato dall'Orsini per ideare un giardi- no dove l'assenza di senso delle proporzioni e della scala antro- culto del sole e dei morti. C o s a f a r e ? A b b a n d o n a r s i all'ingenua meraviglia e recupe- rare stati d'animo legati all'in- fanzia, oppure tentare di leggere i n q u e s t e f i g u r e i l c a m m i n o umano e ultraterreno? P o t r e b b e a n c h e e s s e r e u n viaggio all'interno di noi stessi questa strana passeggiata: si può cogliere in questo parco, un'o- scura, misteriosa presenza del divino, del sacro, di ciò che si cima, salita una scala di pietra, l'elegante tempietto tetrastilo venne dedicato da Vicino Orsini alla seconda moglie Giulia F a r n e s e . S u t u t t o i n c o m b e , attorniata da case medioevali, la m a l i n c o n i c a , t e t r a d i m o r a dell'Orsini, enigmatico perso- n a g g i o a m i s u r a d e l l e s t r a n e meraviglie che fece scolpire nella pietra. accoglie le tre Grazie, ai piedi tritoni, delfini, leoni, la Venere dei Cimini non ha i tratti delicati della Venere di Milo, ma fattez- ze gravi, quasi maschili. Uno degli angoli più pittore- schi di questo singolare Giardino è la platea dei vasi. Nettuno sim- bolo del Tevere che scorre in fondo alla valle ha vicino un del- fino, c'è la Ninfa addormentata, Cerere, l'elefante con la torre s i m b o l o d i e t e r n i t à , i l d r a g o alato simbolo del tempo. Come in ogni giardino nobile che si rispetti non manca il tea- tro. Subito dopo la Casa penden- te, costruita su un masso inclina- to, dà una sensazione di capogi- ro. Eccoci infine giunti davanti all'enorme bocca spalancata del re degli Inferi Orcus, all'entrata del mondo sotterraneo; e il vaso gigante non sarà poi quello con cui Bacco, Dio del vino, compi l'ultimo viaggio? Riposiamoci sulla panca etru- sca e leggiamo: "Voi che pel mondo gite errando, vaghi di Il Parco dei Mostri fu ideato dall'architetto Pirro Ligorio che poi completò S.Pietro dopo la morte di Michelangelo Le gigantesche figure sono scolpite nella roccia di peperino La casa pendente di Bomarzo

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