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GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2015 www.italoamericano.org 27 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Area di libero scambio tra Europa e Usa: nuove regole per 2/3 del mercato mondiale? Transatlantic Trade and Investment Partnership. Un nome lungo, ancora avvolto nella nebbia dei negoziati, che potreb- be far nascere la più grande area di libero scambio al mondo. sario riscrivere di comune accor- do con gli Usa le regole del gioco, facendo attenzione a far collimare le esigenze dei due mercati e venendo incontro alle richieste dei singoli Stati, con un occhio di riguardo alla salute e alla tutela del cittadino. È proprio questo intenso lavo- apertamente speso per una rapida e positiva ratifica del trattato. Forse il premier ha intuito quanto il Ttip possa sbloccare in manie- ra forte e definitiva lo stallo che affligge l'economia italiana, e quella europea. Il premier italia- no spera, tra l'altro, che venga finalmente risolto l'annoso pro- blema degli "italian soundig", ovvero quei prodotti che sembra- no italiani, portano spesso la bandiera italiana sulle confezio- ni, ma che di italiano non hanno neanche il nome (un esempio su tutti il formaggio Parmesan). Fra le altre opportunità, il trat- tato aprirebbe la porta anche agli appalti internazionali che sono stati all'origine di un altro com- plesso fronte di discordia. Gli argomenti su cui si cercava un punto d'equilibrio riguardavano gli eventuali contenziosi che sarebbero potuti nascere nella nuova macro-area. A far discutere più di ogni altra cosa era l'Isds (Investor- state dispute settlement) un arbi- trato internazionale per le contro- versie. Secondo la prima stesura un investitore avrebbe potuto fare causa ad uno Stato sovrano, nel caso in cui lo stesso Stato avesse, per esempio, ostacolato gli affari di una società operante all'interno del Ttip. Quello che era uno dei punti più critici è stato da poco risolto con un com- promesso che sostituisce l'Isds con un nuovo sistema "soggetto ai principi democratici", in cui sia "rispettata la giurisdizione delle Corti Ue e degli Stati mem- bri e dove gli interessi privati non possano minare gli obiettivi delle politiche pubbliche". Un sistema che dunque dovrebbe sostituire le Corti Arbitrali priva- te con giudici togati indipenden- ti. Un bel passo in avanti per quello che era considerato uno dei punti più critici dell'intero Trattato. Ora, senza voler essere per forza favorevoli o contrari, quel- lo che tutti, americani ed europei, si aspettano dal Ttip è che le isti- tuzioni operino avendo ben pre- sente le esigenze dei cittadini, tenendo a bada eventuali interessi di parte che contribuirebbero a creare una spaccatura tra chi governa e chi è governato. A quel punto, una volta sciolti i nodi più complicati, potremmo dare il benvenuto a un accordo epocale che contribuirà a rinsal- dare ancora di più gli interessi comuni già presenti e radicati nelle due sponde dell'Atlantico. Sono in corso i negoziati sul Trattato Transatlantico Usa-Europa Cecilia Malmström, commissario europeo per il commercio MAURO PILERI La campagna di comunicazione europea per una corretta interpretazione del partenariato commerciale Qualche settimana fa un docu- mento sul Ttip è stato approvato dal Parlamento Europeo ed ora spetta alla Commissione Europea discuterne i dettagli. Ma, in realtà, che cosa si cela dietro questo trattato e perché se ne parla così poco? Vediamo ora di capire quali sono gli obiettivi e quali le ricadute economiche e sociali di un eventuale accordo. Per comprendere la portata del trattato, si pensi che l'unione dei due mercati, Usa e Ue, rappre- senterebbe i 2/3 dell'economia mondiale. Stati Uniti ed Europa insieme, infatti, detengono il 45% del Pil mondiale (dati Fondo monetario internazionae 2013). Le ripercussioni, tanto sul continente americano quanto su quello europeo avrebbero, secon- do chi vede di buon occhio l'ac- cordo, ampie e benefiche ricadute sia sul piano economico sia su quello lavorativo. Nello specifico il trattato prevederebbe la cancel- lazione dei dazi doganali sulle merci e un comune mercato di libero scambio nel settore finan- ziario, agricolo, tessile e automo- bilistico. Sono invece ancora in stato di negoziazione medicinali, macchinari industriali e l'utilizzo di alcune sostanze chimiche. Il commissario europeo per il commercio Malmström, con un'operazione-trasparenza, ha voluto mettere in rete i testi che l'Unione Europea ha presentato ai negoziatori Usa, schede infor- mative sul Ttip e, infine, uno stu- dio indipendente che valuta l'im- patto del trattato. Ad unirsi sarebbero due mer- cati che hanno, dal punto di vista normativo e legislativo, differen- ze sostanziali. L'Europa in questi anni si è data regole molto stringenti su prodotti, metodologie di produ- zione nonché limitazioni su alcu- ne sostanze potenzialmente noci- ve per l'uomo, per cui sarà neces- ro di negoziazione che sta facen- do slittare la data di ratifica che dovrebbe avvenire, ormai, tra la fine del 2015 e il 2016. Come sempre in questi casi laddove si verificano contrappo- sizioni tra i due blocchi, l'Italia, grazie alle storiche relazioni con gli Stati Uniti, gioca un ruolo di mediatore. Il premier italiano Matteo Renzi è l'unico tra i capi di governo europei ad essersi ANDREA TEDESCHI Per l'Italia il Trattato Transatlantico può essere un 'trampolino' economico Lo s cors o anno l'Italia ha esportato beni per 400 miliardi di euro e le esportazioni di beni e servizi dell'Unione Europea nel mondo hanno garantito oltre 3 milioni di posti di lavoro in Italia, in pratica uno ogni 8. Il commissario europeo per il commercio Cecilia Malmström, nella sua ultima visita a Roma, ha spiegato quali potrebbero essere i benefici del Trattato Transatlantico, per il nostro Paese. "Il Ttip - ha detto - è una parte essenziale della strategia europea per sfruttarne il poten- ziale. Gli Stati Uniti sono attual- mente il maggiore mercato per le esportazioni italiane extra-Ue. Le esportazioni europee verso gli Usa hanno generato 430.000 posti di lavoro in Italia. Usa e Italia hanno fortemente investito nei reciproci mercati. Il Ttip sarà un trampolino, che favorirà nuove opportunità di cui bene- ficieranno i lavoratori e i con- sumatori italiani". L'Istituto per il commercio estero italiano ha stimato che un buon accordo sul Ttip potrebbe incrementare l'export nazionale negli Usa per un controvalore di 5,6 miliardi di euro e creare fino a 30.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Oggi ci sono barriere commerciali e doganali ma anche ostacoli rappresentati da regolamentazioni difformi tra i Paesi che causano rincari: chi esporta deve produrre beni in un modo per andare incontro agli standard europei e usare altri parametri per soddisfare gli stan- dard americani. Senza dimenti- care il problema dei prodotti cer- tificati, fondamentale per l'Italia che ne ha il maggior numero in Europa. La vendita degli "Italian-style foods" negli Usa genera ricavi per circa 24 miliar- di di euro, ma solo 3,3 miliardi di euro arriva da produzioni aut- entiche esportate dall'Italia. "Il Ttip - ha detto l'eurocom- missario Malmström - garantisce molto più della sola prosperità economica. A s s icura che le regole e gli standard del com- mercio globale continuino ad essere basati sui valori in cui noi crediamo: correttezza, trasparen- za e responsabilità".
