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GIOVEDÌ 21 LUGLIO 2016 www.italoamericano.org 38 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | CULTURA ARTE LIBRI PERSONAGGI La musa di Amedeo Modigliani, pittrice timida come un sogno L a pittrice francese Jeanne Hébuterne è nota per esse- re stata l'ultima compagna di Amedeo Modigliani e averne condiviso la tragedia: quando l'artista livornese morì di menin- gite tubercolare, nel 1920, la donna, al nono mese di gravidan- za, si uccise lanciandosi dal quinto piano. I familiari di Jeanne, che disapprovavano la sua relazione con Modigliani, la tumularono nel cimitero parigino di Bagneux, ma nel 1930 ne per- misero il trasferimento al cimite- ro Père Lachaise affinché venisse seppellita accanto all'amato. Il suo epitaffio recita: "Devota compagna sino all'estremo sacri- fizio". Modigliani lo aveva conosco- sciuto appena tre anni prima della tragedia. Introdotta dal fra- tello André all'interno della comunità artistica parigina di Montparnasse, divennè una modella di Tsuguharu Foujita. La perfezione del suo viso, oltre ai bellissimi e lunghi capelli casta- no chiaro, le valsero il sopranno- me di noix de coco, noce di cocco. Desiderosa di una carriera nelle arti, si iscrisse all'Académie Colarossi dove, nella primavera del 1917, conobbe Amedeo Modigliani con il quale andò a vivere, divenendone il suo prin- cipale soggetto artistico. Il poco che si trova sulla vita di questa valente pittrice s'incentra sul suo amore devoto e disperato. Grazie a "Di schiena", nuovo intenso romanzo della scrittrice siciliana Anna Burgio (Città del Sole edizioni), il lettore può sapere di più sullo spirito e i sen- timenti di "Jeanne Hébuterne senza Modigliani", come recita il sottotitolo. Abbiamo intervistato l'autrice fra i promotori di "Kaos", festival itinerante nella provincia di Agrigento dedicato all'editoria, alla legalità e all'i- dentità siciliana. Quando e come ha "cono- sciuto" Jeanne? Ho conosciuto Jeanne Hèbuterne grazie a un cantautore che amo, Vinicio Capossela. Nella sua "Modì", Capossela fa raccontare direttamente a Jeanne gli ultimi istanti della sua storia con Modigliani. Questa figura di donna mi ha incuriosito e così ho cominciato le mie ricerche. Che cosa vi ha subito unito? Sono attratta dalle storie di donne dimenticate. Nel libro scri- vo che, se esistono vite preceden- ti, in una di queste sarò stata una donna dimenticata anch'io. Mi ha unito a Jeanne la voglia di ridarle spessore e dignità. Si sa poco su Jeanne Hébuterne: in che maniera ne ha narrato la storia? Quali ele- menti ha privilegiato? La sua scrittura quali informazioni mancanti ha rimpiazzato? Partendo dalle poche basi sto- riche e artistiche, ho preferito procedere in maniera introspetti- va, che è poi quella che mi è più congeniale. Ho cercato di rico- struire la vita privata e il "senti- re" di Jeannette, il modo e le emozioni con cui ha attraversato la sua epoca e la sua storia. La sua arte pittorica quanto ha raccontato di lei in assenza di scritti e diari? La sua arte pittorica ha cominciato a delineare un ritratto dell'artista da pochi anni, consi- derato che le sue opere non sono state divulgate fino alla morte del fratello Andrè, che si è sempre categoricamente rifiutato di ren- derle pubbliche. Dalle opere emerge un'attenzione ai partico- lari, ai dettagli, al circostante, oltre che una grande sensibilità. Pasternak scrisse di lei che era "una pittrice timida come un sogno". La decisione finale della sua vita è stata la coerente conclu- sione di un percorso personale o di un'indole? Sembrerebbe di sì. Io dico che lasciò la vita di schiena, così come l'aveva vissuta. Non così era la sua infanzia, ma qualcosa, nel corso della sua breve esisten- za, deve averla spinta a diventare un'ombra. Come scrittrice, pensa che tante donne ancora oggi vivano solo "di schiena"? È evidente che, per quanto riguarda la condizione della donna, molte cose sono cambiate rispetto ai primi decenni del Novecento. Tuttavia, se le pagine dei nostri giornali sono piene di notizie di femminicidi, se tante donne continuano ostinatamente a voler restare accanto a uomini che le mortificano e le umiliano, ci deve essere una spinta interio- re - forse dovuta, e lo dico in maniera semplicistica, a una mancanza di autostima - che le spinge a scegliere per se stesse una strada di sofferenza. Ha fatto un viaggio sulle orme del suo personaggio? Con quali sensazioni e conoscenze è tornata? Il viaggio è stato emozionan- te. Poiché avevo già concluso le mie ricerche e scritto il libro, ho avuto la sensazione di essere a casa, di conoscere già ogni luogo. E mi è accaduto, esatta- mente come mentre scrivevo, di sentirmi Jeanne, di provare a vivere le sue stesse emozioni. Mentre scriveva e si avviava alla conclusione del romanzo, era tentata di cambiarne il finale per riscattare Jeanne? È stata una tentazione che ha attraversato tutta la stesura del testo, tanto che a un certo punto ho anche pensato di desistere, perché non si può cambiare la storia. Ma la passione e l'osses- sione per questa giovane e sfor- tunata donna hanno avuto la meglio. GIOVANNI ZAMBITO La modella e pittrice francese Jeanne Hébuterne, ultima compagna di Amedeo Modigliani Jeanne Hébuterne dipinta da Modigliani, celebre per i suoi ritratti femminili dai volti stilizzati e i colli affusolati
