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GIOVEDÌ 1 SETTEMBRE 2016 www.italoamericano.org 28 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI Zona rossa e ricostr uzione: ser viranno l'esperienza e gli errori de L'Aquila? I l verbo "ricostruire" è definito su un buon dizionario della lingua italiana come segue: 1. C o s t r u i r e d i n u o v o , 2 . Riprodurre un fatto o una vicen- da servendosi degli elementi n o t i , 3 . R i c o n d u r r e u n t e s t o all'origine cercando di integrar- ne le lacune e di correggerne le alterazioni. Per il sostantivo "ricostruzione" il dizionario aggiunge: l'insieme delle inizia- tive economiche, politiche e sociali volte a riparare i danni causati da una guerra. E tutto questo mi aspettavo che i cittadini aquilani potessero fare subito dopo i funerali delle 309 vittime del sisma, celebrati il Venerdì Santo dell'anno 2009. Ma le cose andarono diversa- mente. La città fu svuotata, il centro diventò zona rossa, cioè impene- trabile, e non potei partecipare ai funerali delle vittime. Come tanti aquilani sfollata lungo la costa, fui scoraggiata dal tornare in città. Nella tarda primavera ed al principio dell'estate si incomin- ciò a parlare, addirittura, del G8, da tenersi all'Aquila, anziché in Sardegna, come stabilito prima del sisma. Una decisione sor- prendente e spiazzante cui seguì un lungo periodo di preparativi per questo avvenimento che, totalmente estraneo alla tragedia immane che stavamo vivendo, distraeva risorse ed energie e ritardava l'inizio dei lavori di ricostruzione. La necessità immediata di dare alloggio ai 50.000 cittadini rimasti privi di abitazione fu l'occasione per costruire in fretta e furia le così dette New Towns, aggregati di abitazioni sparsi come un anello tutt'intorno al dale de L'Aquila Ovest, percor- rendo le vie di accesso alla città ampliate e migliorate dopo il sisma, si vede una selva di gru svettanti in alto a indicare cantie- ri all'opera. Le palazzine più recenti della periferia sono state ristrutturate o abbattute e ricostruite, e si sono ripopolate. Ben diversa la situa- zione della parte più antica del centro, dove ancora si possono trovare cumuli di macerie abban- Al primo piano quattro fine- stre riportano un nome ed un lavoro: Liutaio, Violin Maker. Bellissimo, auguriamoci che arrivino tanti altri artigiani/artisti come il liutaio. Ho riportato i miei ricordi personali per esprimere profon- da partecipazione al dolore per le perdite di vite umane ed anche qualche speranza per i terremo- tati di Amatrice e dintorni. Mi auguro che i politici tutti, centrali e locali, insieme ai citta- dini si mettano d'accordo sui modi e i contenuti del processo di ricostruzione evitando divi- sioni e opposte tifoserie. Inoltre auspico che i politici non perda- no tempo in pagliacciate inutili, non spendano soldi per un prov- visorio/definitivo. Soprattutto, vorrei che i soldi, sia quelli pubblici che quelli provenienti da donazioni private, s i a n o s p e s i o n e s t a m e n t e p e r riportare città e borghi alle strut- ture e forme originali, ovvia- mente nei limiti del possibile. Nel 2016 non si potrà più rico- struire in pietra e mattoni come fecero gli antichi, ma almeno si badi a non devastare con inter- venti discordanti la antica fisio- nomia dei centri abitati, di una bellezza discreta, armoniosa- mente inseriti nell'ambiente naturale. U l t i m a n o t i z i a t r o v a t a s u Facebook: l'allarme proviene d a l l ' I s t i t u t o N a z i o n a l e d i Geofisica e Vulcanologia e dice che sono "Attesi in Italia terre- moti 30 volte più forti". Che fare? Il presidente Barack Obama in visita, in occasione del G8, nel centro storico de L'aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che fece 309 vittime d o n a t e . D o p o i l s i s m a d i Amatrice, sento dire che il centro è di nuovo pericoloso. La scossa può aver danneg- giato le tante, troppe, messe in sicurezza ancora in piedi, pali di legno, intrecci di sbarre di ferro e legacci che tengono insieme colonne, fabbricati e antiche mura. Chiusi ancora alcuni vico- letti e piazzette laterali, solo da un paio di anni incominciamo a rivedere i fabbricati dell'asse centrale della città. Poco abitati o vuoti. Troppo a lungo sono stati l o n t a n i g l i a b i t a n t i s r a d i c a t i improvvisamente dalle loro case, numerosi cartelli affittasi/vende- si cercano nuovi proprietari. Inoltre la possibilità di vendere al Comune la propria casa al valore ante sisma, e di comprare altrove ha contribuito a svuotare il centro. E' bello vedere cartelli che indicano nuove attività in centro. Cito con piacere un'insegna che h o v i s t o p r o p r i o o g g i s u u n palazzo restaurato lungo il corso s t r e t t o v i c i n o a l l a F o n t a n a Luminosa. territorio della città, prefabbricati accatastati su piastre di cemento ancorate a terra per mezzo di colonnine/palafitte, anch'esse di cemento. Le New Towns forni- rono 4.500 alloggi (cito i numeri a memoria), ad esse si aggiunse- ro villaggi di casette di legno, ad esempio quello di Onna. La realizzazione di queste case bastò per diffondere la noti- zia che la ricostruzione della città era compiuta perché tutti gli aquilani avevano un alloggio. Allora il tutto passò fra aspre polemiche e accese discussioni. Ancora sento come una ferita aperta le parole inutili, aspre e divisive di tifoserie esasperate in un momento in cui l'unità sareb- be stata necessaria. Ma a che punto sta la vera ricostruzione del centro storico d e l l a c i t t à , o r a , f i n e a g o s t o 2016? Entrando dal casello autostra- MANUELA MEDORO Quando la ricostruzione funziona: l'esperienza di Onna, frazione dell'Aquila, e una zona rossa vietata (Ph. 6aprile.it)
