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GIOVEDÌ 1 SETTEMBRE 2016 www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO Il castello di Pizzo Calabro dove, nel 1815, è stato tradito e ucciso il re di Napoli Gioacchino Murat FRANCESCA GRAZIANO L 'istmo dove l'Italia diventa più stretta è un punto preci- so fra i due mari, il Tirreno e lo Ionio, 30 Km circa tra il golfo di Sant'Eufemia e il golfo di Squillace. Qui la penisola diviene quasi isola prima di allungarsi nell'estrema propaggine che com- prende l'ultima parte della pro- vincia di Catanzaro e quella di Reggio Calabria. In questo punto strettissimo, attraversato dal fiume Amato, i due mari si possono cogliere con uno sguardo mentre alle spalle la vita si declina in verticale fra panorami mozzafiato e le colline della pre-Sila, il massiccio mon- tuoso che a Nord le fa da corona. Lungo l'istmo si allunga la fer- tile piana lametina ricca di ulivi da cui proviene il migliore olio della Calabria, mentre sulle colli- ne si nascondono paesi di grande e antica storia. Da una parte Pizzo, nido d'aquila sul mar Tirreno, conserva una storia lega- ta al periodo borbonico e alla tri- ste vicenda del re di Napoli Gioacchino Murat che nel castello di questa bella località sul mare venne tradito e ucciso (28 settem- bre 1815) mentre il Congresso di Vienna decideva le sorti d'Europa. Si narra che fu lui stes- so, magnifico ex maresciallo di Francia, a impartire gli ordini al plotone di esecuzione che stava per ucciderlo dimostrando dinanzi alla morte un invidiabile sangue freddo. Sulla dorsale, da occiden- te, si incontra Curinga ricca di chiese e siti archeologici come le Terme romane e il monastero basiliano di Sant'Elia. Maida, antica roccaforte normanna esibi- sce ancora ruderi magnificamente restaurati di un Castello ducale, ha chiese e palazzi importanti e il Convento della seconda metà del '400 è testimonianza viva di una devozione antica per San Francesco di Paola che fu il fon- datore dei Minimi, e taumaturgo morto in terra di Francia, amato dal popolo e dai re. Segue sulla stessa dorsale Jacurso, delizioso paese di campagna e Cortale, patria di una grande famiglia di artisti, Andrea Cefaly senior, Andrea Cefaly Junior e Raimondo Cefaly, che oggi degli avi perpetua gloria e memoria. Scendendo verso Girifalco, gros- so centro agricolo che ha ospitato per un lungo periodo il più impor- tante polo psichiatrico della regio- ne, si incontra Squillace patria degli Itali che domina dall'alto il mar Ionio con il suo Castello nor- manno. A dar retta alla leggenda Squillace sarebbe stata fondata da Ulisse. Siamo in piena Odissea in questo mitico pezzo di terra, pas- saggio obbligato da Occidente a Oriente. Scendendo dall'antichis- sima Squillace, ricca di botteghe artigiane che conservano gelosa- mente i segreti dell'antica tecnica decorativa a graffio delle cerami- che bizantine, si incontra il parco archeologico Scolacium di Borgia. La località è oggi identifi- cata come la Roccelletta dal nome di un monastero, Santa Maria della Roccella, in origine forse un complesso basiliano di cui rimane memoria nell'oratorio al bivio tra la Statale 106 e la Statale per Borgia. Nel Parco archeologico si ammirano i sug- gestivi ruderi della Chiesa di S.Maria, edificata dai Normanni tra la fine dell'XI secolo e la metà del XII. L'intera area coltivata a olivi fu l'antica città greca di Skylletion che leggenda vuole sia stata fondata dall'eroe ateniese Menesteo o da Ulisse al ritorno dalla guerra di Troia. In età storica ebbe un'impor- tante ruolo di presidio dell'istmo nella guerra fra crotoniati e locre- si. I Romani vi fondarono la Colonia Minervia Scolacium, forse distrutta da Spartaco tra il 72 ed il 71 a.C. Sotto l'imperato- re Nervia, II secolo d.C., sembra siano stati edificati i monumenti i cui ruderi ancora oggi possiamo ammirare: l'anfiteatro, il teatro appoggiato al declivio naturale di una collina alla maniera greca, l'acquedotto. Grandi mostre en plein air, Intersezioni, si sono susseguite negli ultimi anni e hanno ospitato artisti famosi nel mondo come Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Denis Oppeneim, Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren.. Il capoluogo Catanzaro fu centro importante nel passato per la lavorazione della seta e dei vel- luti. Respinse l'attacco francese del 1528 e per la sua strenua resi- stenza ricevette da Carlo V lo stemma dell'aquila. Sorge su tre colli che la espongono ai venti. Nell'entroterra c'è Taverna, patria del Cavalier Calabrese Mattia Preti, le cui tele adornano le chiese del paese e i musei del mondo. Ai piedi della Sila piccola, preceduta da Marcellinara sul- l'antica via Popilia, c'è Tiriolo, antichissimo centro bruzio che si fregia del titolo di città dei due mari. Si dice sia stata fondata dagli Ateniesi 600 anni prima della guerra di Troia. Una sugge- stiva ipotesi dello studioso tede- sco Armin Wolf, già portata Viaggio calabrese tra Ionio e Tirreno dove la penisola diventa più stretta avanti in un remoto passato da Cassiodoro (485-580), colloca qui il favoloso regno dei Feaci dove si sarebbe fermato Ulisse dopo aver incontrato Nausica, figlia del re Alcinoo. Il tenero e sfortunato amore della fanciulla per l'eroe carico di esperienza fa sognare ancora chi passa da que- ste parti. In epoca romana sembra sia stata teatro della ribellione di Spartaco. Giungendo a tempi più recen- ti, è del 1640 la tavoletta di bron- zo, rinvenuta nel borgo calabrese ma conservata a Vienna, che contiene la prescrizione del divieto di tenere Baccanali "Senatus consultus de Bacchanalibus" del 186 a.C. (una copia è esposta nel locale Antiquarium). Oggi Bacchanalia, 2200 anni dopo, è un Festival che per 5 giorni fa rivivere il culto di Bacco praticato dagli antichi Brettii. Assolutamente da non manca- re una visita al Museo archeolo- gico e del Costume. Il conserva- tore Tommaso Leone volentieri vi guiderà fra le sale dove sono esposti i più bei costumi calabresi come gli splendidi abiti di matri- monio di Settingiano e di Marcellinara contrassegnati dal panno rosso, residuo di tradizioni orientali o il costume spagnoleg- giante di Nicastro odierna Lamezia Terme. La Rocca è dominata dai ruderi del Castello attorno a cui si raccoglie il centro storico. Da qui si gode un amplis- simo panorama sul mar Ionio, il Tirreno e le Serre fino alle coste siciliane. Il Parco archeologico Scolacium. La leggeda vuole che l'antica Skylletion fu fondata dall'ateniese Menesteo
