Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/721590
GIOVEDÌ 1 SETTEMBRE 2016 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | D ue progetti espositivi auto- nomi presentano, da un lato, 100 immagini di René Burri dedicate all'architet- tura e ai suoi protagonisti, dall'al- tro, 50 scatti inediti di Ferdinando Scianna in occasione dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto ebraico a Venezia. La Casa dei Tre Oci di Venezia riprende il proprio pro- gramma espositivo con due pro- poste dedicate ad altrettanti mae- stri della storia della fotografia: René Burri e Ferdinando Scianna. Fino all'8 gennaio 2017, le sale dello spazio veneziano sull'i- sola della Giudecca si apriranno alle rassegne "René Burri. Utopia", curata da Michael Koetzle, e "Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo", curata da Denis Curti. La mostra dedicata a Ferdinando Scianna è frutto del lavoro foto- grafico realizzato su incarico di Fondazione di Venezia e realizza- to appositamente per i Tre Oci in occasione del Cinquecentenario della fondazione del Ghetto ebraico a Venezia. I due diversi progetti si snode- ranno autonomamente seguendo un percorso coerente e lineare, che si svilupperà a partire dalle 100 opere di René Burri, distri- buite tra pianterreno e piano nobi- le, e si concluderà al secondo piano, con le oltre 50 fotografie inedite di Scianna. Entrambi membri della presti- giosa agenzia fotografica Magnum, Burri (che ne diverrà presidente nel 1982) e Scianna appartengono, pur nella loro diversità, a quella categoria di autori che attraverso il mezzo fotografico esprime personali visioni, sia che si traducano nella passione di Burri di documentare grandi cambiamenti politici e sociali, sia che rispondano al ten- tativo, nel caso di Scianna, di car- pire, all'interno del flusso caotico dell'esistenza, "istanti di senso e di forma". Utopia di René Burri (Zurigo, 1933-2014) riunisce, per la prima volta, oltre 100 immagini del grande artista svizzero dedicate all'architettura, con scatti di famosi edifici e ritratti di archi- tetti. La fotografia di Burri nasce dal bisogno di raccontare i grandi processi di trasformazione e i cambiamenti storici, politici e culturali del Novecento con una forte attenzione verso alcuni per- sonaggi (indimenticabili i suoi ritratti di Che Guevara e Pablo Picasso) che ne hanno fatto parte. Utopia, che si tiene in contempo- ranea con la Biennale di Architettura 2016, s'inserisce all'interno di questa prospettiva, in quanto Burri concepisce l'ar- chitettura come una vera e pro- pria operazione politica e sociale che veicola e impone una visione sul mondo, e che lo spinge a viaggiare tra Europa, Medio- Oriente, Asia e America latina sulle tracce dei grandi architetti del XX secolo, da Le Corbusier a Oscar Niemeyer, da Mario Botta a Renzo Piano, da Tadao Ando a Richard Meier. Accanto ai loro ritratti e alle loro costruzioni, in Utopia si ritrovano anche le immagini di eventi storici particolarmente densi di contrasti e di speranze, come la caduta del muro di Berlino o le proteste di piazza Tienanmen a Pechino nella pri- mavera del 1989. L'ultimo piano della Casa dei Tre Oci è invece dedicato all'o- pera di uno dei più importanti fotografi italiani: Ferdinando Scianna nato a Bagheria il 4 luglio 1943. In occasione dei 500 anni della nascita del Ghetto ebraico di Venezia (formatosi il 29 marzo 1516), la Fondazione di Venezia ha deciso di avviare una ricogni- zione fotografica con l'obiettivo di raccontare la dimensione con- temporanea del Ghetto. Il proget- to espositivo è realizzato da Civita Tre Venezie. Scianna ha realizzato un reportage fotografi- co in pieno stile Street Photography, raccogliendo immagini inerenti la vita quoti- diana del Ghetto, senza tralascia- re ritratti, architetture, interni di case e luoghi di preghiera. Chiese, ristoranti, campi, gondole sono i soggetti che animano il Utopie e istanti di senso e forma a Venezia nei 150 scatti di Burri e Scianna panorama visivo del progetto. Da segnalare, in questa narra- zione, la compresenza di una dimensione simbolica, storica, rituale, intrinsecamente connessa a luoghi e gesti, e una semplicità nella descrizione di un tempo pre- sente e ordinario. "Ferdinando Scianna – osser- va il curatore Denis Curti – ha saputo costruire un racconto deli- cato […]. Ha dato forma a una memoria collettiva elevando e distinguendo singole storie: se ne avverte la bellezza e la solennità. […] Il dolore mai urlato dell'Olocausto. Le pietre d'in- ciampo e i segni di una vicenda destinata a restare indelebile. Dentro queste fotografie ci si orienta. I punti cardinali si fanno abbraccio e segnano le linee di una confidenza visiva capace di entrare nei confini dell'intimità dei molti ritratti che compongono il complesso mosaico di questa esperienza: è il linguaggio degli affetti, è la grammatica dei corpi". La mostra "Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo" sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) con testi di Calabi, Curti, Gnignati e Ferdinando Scianna. NICOLETTA CURRADI Uomo nel Ghetto e Visitatori di una comunità ebraica americana che attraversano il ponte del Ghetto Vecchio CULTURA ARTE LIBRI PERSONAGGI "Los Angeles, California, Usa, 1984" e "Tiananmen Square, Beijing, China, 1989". Le due foto fanno parte della selezione "Utopia" in mostra a Venezia (Ph René Burri-Magnum Photos) Signore vestite a festa per Shabbat e Arcate del banco rosso (Ph Ferdinando Scianna-Magnum Photo)
