L'Italo-Americano

italoamericano-digital-12-28-2017

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www.italoamericano.org 9 GIOVEDÌ 28 DICEMBRE 2017 L'Italo-Americano IN ITALIANO | Digestivi d'Italia e come concludere le cene delle feste in stile italiano S e c'è un momento nel- l'anno in cui conclud- ere la cena dovrebbe anche significare con- cedere un buon inizio alla digestione, è questo. Tutto inizia con il Ringraziamento negli Stati Uniti e, in Italia, con la festa dell'Immacolata Concezione: tra torte e tacchini, primi panettoni e biscotti di Natale in abbondanza, è difficile trovare qualcuno che non mangi di più durante queste ultime settimane festive dell'an- no. Personalmente ho cominciato il mio cammino culinario delle feste preparando i giganteschi bis- cotti di San Nicola per il 6 dicem- bre, e consumando un'abbondante quantità di pasta per biscotti men- tre li facevo: non sono l'unica a farlo, vero? Alla fine, però, si tratta di momenti in cui le diete salutari - paurosamente frugali, siamo onesti - hanno bisogno di prender- si una pausa e lasciare che i sapori scorrano liberamente. Franca- mente, l'unico problema dovrebbe essere trovare un modo per allargare abbastanza il nostro stomaco affinché si adatti a tutto, senza dover fare come gli antichi Romani che, secondo le leggende, avevano la cattiva abitudine di vomitare durante i banchetti per fare spazio al cibo. Lasciatemi uscire fuori traccia per un secon- do: questo non era vero, ma l'im- magine rimane, più forte e più potente nell'immaginario colletti- vo mondiale che nella realtà stori- ca. Se vogliamo godere appieno delle nostre leccornie e delle cene pantagrueliche, signore e signori, abbiamo bisogno di concludere il nostro piacere digestivo e chi, se non gli italiani, maestri di abbuf- fate, potevano trovare la soluzione perfetta per i dolori di stomaco indotti dal cibo? In effet- ti, abbiamo bisogno di parlare della famosa tradizione italiana dei dopo cena. Conosciamo tutti l'aperitivo, quel piacevole modo made in Italy di iniziare la serata che oggi è un fenomeno mondiale. E alcu- ni non-italiani hanno probabil- mente sviluppato una certa conoscenza dei vari Negroni, Spritz, Ferrari e Martini Bianco con ghiaccio, ma cosa sappiamo delle abitudini alimentari del dopo cena italiano? Beh, in effet- ti, il Paese nel suo insieme crede che una buona cena non sia com- pleta senza un buon digestivo, un goccino di qualcosa di solito liquoroso, sempre forte, che aiuta la digestione e facilita il sonno. Prima di addentrarmi nel mondo dei bicchierini notturni, sento però che ci sono alcune brevi considerazioni da fare sul modo in cui beviamo durante un pasto: vedete, quando gli italiani decidono di tirare fuori le loro migliori cartucce culinarie, le bevande seguono l'esempio. È tut- t'altro che sorprendente cambiare il vino a ogni portata del pasto, o anche averne più di un tipo per ogni portata; anche quando decidiamo di restare con una vari- età per l'intera festa, i dolci richiedono sempre un vino diver- so. E non si può avere un dolce senza vino durante un buon pasto. Nonostante ciò che può sem- brare la carta d'identità di una ser- ata alcolica, le cene italiane, come molti di voi sono sicura sanno, testimoniano un numero molto basso di comportamenti inappro- priati indotti dal vino: deve essere, in realtà, per l'enorme quantità del cibo che mangiamo. Ma quando anche il vino da dessert è uscito dalla cantina e il caffè è stato deliziosamente con- sumato, vengono fuori i digestivi. La maggior parte di noi, quando pensa al digestivo, pensa giusta- mente alla grappa, perché la grap- pa, in tutte le sue varietà e decli- nazioni, è probabilmente la più comune bevanda per il dopo-cena del Paese. Eppure, ci sono tante altre opzioni, perfette per tutti i palati: attenzione però, non esiste un digestivo mite. Un dopo pasto che molte per- sone conosceranno probabilmente è il Vin Santo della Toscana, una dolce, vellutata conquista fatta con uve di Malvasia e Trebbiano, spesso servita insieme ai cantucci, quei biscotti croccanti noti negli Stati Uniti come biscotti. Un'altra opzione estremamente popolare è, ovviamente, il Limoncello: conosciuto a livello inter- nazionale, la sua varietà della Costiera amalfitana è particolar- mente rinomata, ma non sottoval- utate quella fatta in Liguria, altret- tanto ottima. Il Limoncello ha una caratteris- tica tipica di molti digestivi ital- iani: è facile da preparare a casa. In Italia, infatti, specialmente se ti trovi in una zona di mare dove abbondano i limoni, è probabile che ti si serva Limoncello fatto in casa, anche nei ristoranti. Parlare di liquori fatti in casa apre un intero capitolo del nostro piccolo excursus tra i digestivi italiani: anzi, i dopo pasto arti- gianali sono molto popolari nel Paese e, il più delle volte, sono creati appositamente per essere bevuti dopo un pasto pesante. Questo perché sono spesso fatti con erbe e forniscono quel gusto pungente e aromatico di cui si ha bisogno per far funzionare lo stomaco. In Piemonte, e un po' ovunque sull'arco alpino, trovi il Genepì, fatto con estratto di assenzio pro- prio come l'Assenzio. È relativa- mente meno dolce di altri liquori alpini e ha un bel colore dal verde chiaro al dorato. Stancatevi delle versioni commerciali verde inten- so: sono, probabilmente, piene di colorante alimentare. Sempre dalle Alpi nasce l'Arquebuse, una bevanda dolce e delicata fatta con le foglie di tanaceto: di solito è una delle preferite anche tra col- oro che non amano l'amaro tipico dei digestivi, in quanto è mite e piuttosto zuccherina. Un altro punto forte della collezione di digestivi fatta in casa è la Genzianella, preparata con radici di genziana, ma è più spesso associata nell'immagine ai suoi bellissimi fiori blu scuro. Anche la Genzianella è un prodot- to delle Alpi, che quasi tutte le nonne delle montagne italiane sanno fare. In Sardegna, troverai il delizioso mirto, fatto macerando in alcool bacche di mirto e foglie. Se vuoi provare qualcosa di più commerciale, allora non guardare oltre il Galliano, un elisir alle erbe di Livorno che si trova facilmente nelle buone enoteche. Il Galliano ha il vantaggio di poter essere usato anche per preparare cock- tail, in modo da poterlo gustare anche senza aver mangiato prima l'equivalente del pranzo matrimo- niale di una regina. Lo Strega, che conta lo zafferano tra i suoi oltre 70 ingredienti, è un altro digestivo popolare che si può trovare abbas- tanza facilmente. Ultimo ma non meno impor- tante, mai dare per scontato l'ap- peal del "digestivo per eccellen- za", il Fernet. Forte, amaro, scuro, a volte con un tocco di menta aggiunto, il Fernet rimane il re delle bevande dopo le abbuffate, così efficace che persino i piccoli dolcetti duri fatti con esso hanno affascinato i nostri negozi per sec- oli. Vedete, quindi, con tutti questi digestivi avete ancora un trucco da provare prima di raggiungere quella bottiglia di antiacidi. Nel caso in cui non funzionino, tut- tavia, bollire foglie di alloro e bucce di limone per 20 minuti, aggiungendo un po' di zucchero e sorseggiando lentamente prima di coricarsi, dovrebbe aiutare anche a sistemare lo stomaco! Il mirto, tipico della Sardegna, è uno dei digestivi preferiti dagli Italiani SOCIETÀ & CULTURA TRADIZIONI PATRIMONIO TERRITORIO

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