L'Italo-Americano

italoamericano-digital-2-8-2018

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GIOVEDÌ 8 FEBBRAIO 2018 www.italoamericano.org 23 L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA C ari lettori, A Feb- braio, mese in cui festeggiamo il romanticismo di San Valentino, ho pensa- to di condividere con voi alcuni estratti dal catalogo della mostra "Casanova: The Seduction of Europe" che si terrà dal 10 feb- braio al 28 maggio 2018 presso il Museo delle Arti della Legione d'Onore. *** Ho sempre pensato che l'unica ragione della fama di Casanova fosse legata al fatto che era un libertino, ma in realtà era un bril- lante studioso e un bibliotecario. Nato a Venezia nel 1725, Casa- nova morì intorno al 1798. Tra le altre cose era un bibliotecario, un musicista, un drammaturgo, uno studioso, un agente diplomatico e un giornalista. Dopo la sua morte, è stata pubblicata un'auto- biografia, intitolata "Storia della mia vita", in cui menziona circa 116 amanti che aveva conosciuto in 40 anni. Dividete 40 per 116 e ottenete 2.9 donne l'anno. Forse era considerato un ficcanaso a Venezia, ma in un sondaggio di Playboy oggi non avrebbe nem- meno ricevuto una menzione d'o- nore. Comunque, Casanova era uno studente eccellente in gio- ventù, tanto da ottenere un dotto- rato in Legge all'Università di Padova, e la sua continua e vora- ce lettura lo rese uno degli uomi- ni più eruditi del suo tempo. L'in- credibile gamma dei suoi interessi si estendeva alla mate- matica (l'eminente matematico francese Charles Henry sostene- va che il lavoro di Casanova sulla duplicazione del cubo si avvicinava ad una soluzione per- fetta rispetto a quella di Newton o Descartes). *** Venezia La storia di Casanova inizia nella sua città natale di Venezia. È qui che è cresciuto, all'interno di una famiglia di teatranti, e dove sarebbe sempre tornato. Uno straordinario gruppo di pae- saggi urbani del Canaletto offre vedute dei luoghi della nascita e delle prime scorribande di Casa- nova. Venezia, allora come adesso, è centrata sulle barche, ed è stato un fatidico passaggio in gondola a cambiare la vita di Casanova. Una mattina, dopo aver suonato il violino a un matrimonio, uscì e prese una lettera che gli era stata appena lasciata da un senatore, Matteo Bragadin, che poi offrì al giovane un passaggio a casa sulla sua gondola. A bordo, l'anziano fu colpito da un ictus. Dopo essersi affrettato a farlo curare, Casanova, in un momento criti- co, contravvenne gli ordini del medico e rimosse un impacco di mercurio, salvando la vita di Bra- gadin. Il grato senatore invitò Casanova a vivere con lui nel suo palazzo, fornendogli un servito- re, una gondola e un'indennità, oltre a introdurlo in società. Casanova passò "dal livello base di violinista a quello di nobile". Una grande Venezia si aprì ora per Casanova, che fu ammes- so ai palazzi più importanti, pieni dell'arte e degli arredi più raffi- nati. Eppure, l'improvviso aumento di ricchezza e status di Casanova sollevò sospetti tra le autorità di Venezia, uno stato di polizia in cui le spie seguivano quelli dal carattere discutibile. Nel 1755, Casanova fu sottopo- sto ad una litania di accuse, tra cui il gioco d'azzardo e il liberti- naggio, frequentando case di donne sposate, "donne di un altro tipo", ed eresia. Fu arrestato. Casanova fu portato a Palazzo Ducale e rinchiuso in una delle celle. Si mise subito in testa di trovare un modo per sfuggire alla prigione labirintica. Dopo aver affilato una punta di ferro ed essersi nascosto tra pareti e sof- fitti, cambiò i vestiti per assume- re l'aspetto di un aristocratico chiuso per sbaglio all'interno del palazzo e uscì dal portale princi- pale del palazzo. Parigi Casanova arrivò per la prima volta a Parigi nell'agosto del 1750 all'età di trentun anni e all'apice della sua vita sociale e della sua carriera. Al suo arrivo, Casanova fu accolto dall'attrice italiana Silvia Balletti e dalla figlia di nove anni - il suo futuro amore, Manon. I Balletti erano celebrati attori alla Comédie Ita- lienne e offrirono a Casanova i suoi primi alloggi e le presenta- zioni sociali in città. Quando alla compagnia di Silvia fu chiesto di esibirsi per Luigi XV al palazzo reale di Fontainebleau, invitarono Casa- nova ad accompagnarli. Lì incontrò Madame de Pompadour, l'amante del re, la cui amicizia gli permise di accedere alle per- sonalità più prestigiose e alle stanze più esclusive di Versailles. Sfruttò queste connessioni perso- nali per i suoi sforzi imprendito- riali. Eppure nulla portò a Casanova più del suo rapporto con Manon Balletti, che divenne di natura romantica dopo che lei ebbe compiuto diciassette anni. Si prese cura di lei profondamente, eppure la loro relazione fu tumul- tuosa, piena di meschine gelosie e accuse, e alla fine terminò. Londra Durante il breve periodo che Casanova trascorse a Londra, dal giugno 1763 al marzo 1764, la città era la più popolosa d'Europa e al centro di un impero globale. Le opportunità di Casanova a Londra erano limitate dal suo inglese carente, un handicap per uno che dipendeva così tanto sulla sua arguzia, e dalla sua con- fusione sui costumi sociali ingle- si. Ma le lettere di presentazione che aveva portato da Parigi, così come i suoi legami personali con gli ambasciatori veneziani e fran- cesi, permisero a Casanova di espandere rapidamente la sua cer- chia di conoscenti, e fu presenta- to formalmente a Giorgio III e alla Regina Carlotta. Tuttavia, fu anche a Londra che soffrì per mano di Marianne de Charpillon, una cortigiana professionista che lavorava insieme alla sua estesa famiglia di truffatori. Marianne stessa avvertì che lo avrebbe fatto innamorare di lei e poi trattato così che "soffrisse le pene dell'in- ferno". Mentre incassava somme di denaro sempre più grandi da Casanova, lei continuò a disde- gnare le sue avances, portandolo alla rabbia e anche alla violenza. Casanova alla fine si rovinò il giorno in cui la incontrò, conclu- dendo melodrammaticamente: "Fu in quel fatale giorno, all'ini- zio del settembre 1763, che cominciai a morire e che smisi di vivere". Casanova avrebbe godu- to di altri venti anni di avventure e viaggi che lo portarono dalla Russia alla Spagna e a molti punti intermedi. Nel 1785 accettò un lavoro come bibliotecario per il castello di Waldstein nella remota città di Duchcov, ora nella Repubblica Ceca, dove si sistemò e scrisse le sue memorie - un epilogo deludente per una vita piena di celebrità, intrighi e piacere.

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