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GIOVEDÌ 8 FEBBRAIO 2018 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 19 L'Italia segreta: viaggio tra i misteri e l'ignoto della penisola. Terza parte: il Sud D a Nord a Sud, da Est a Ovest, l'Italia è un bello scrigno pieno di tesori misteriosi. Ossa di draghi e porte alchemiche, simboli segreti per mettere in guardia contro il diavolo e oscure dame del Rinascimento, il nostro viaggio attraverso il meno comune e l'ig- noto del Bel Paese, ci fa scoprire alcuni segreti ben conservati della storia e della tradizione ital- iana. Le regioni meridionali del Paese sono l'ultima tappa di questo affascinante viaggio. Nella selvaggia e meravigliosa Sardegna, giganti di pietra che evocano quelli dell'Isola di Pasqua custodiscono la terra; in Puglia, i famosi e rassicuranti trulli hanno simboli esoterici dip- inti sui loro tetti e misteriose apparizioni infestano Monte San- t'Angelo. Sardegna: i giganti di Mon- t'e Prama Culla immensamente bella della cultura e delle tradizioni ancestrali, terra delle persone più longeve del mondo, la Sardegna ha ancora molto da concedere ai suoi innamorati estimatori, qual- cosa dalla natura misteriosa e affascinante. Era il 1974 quando contadini della zona di Mont'e Prama, in provincia di Oristano, dissotterrarono grossi frammenti scultorei di origini sconosciute dai loro campi. Appartenevano, apparve presto, a statue di enor- mi dimensioni. Kolossoi, li chi- amò il primo archeologo che lavorò alle scoperte, Giovanni Liliu, all'epoca noto per i suoi lavori sulla civiltà nuragica della Sardegna. Imponenti, ieratici, con nasi diritti, i giganti del Mont'e Prama ricordano altri misteriosi volti di pietra, quelli dell'Isola di Pasqua: proprio come loro, probabilmente, rapp- resentano membri importanti di una società ormai perduta e, pro- prio come loro, sono circondati da una fitta aura di mistero stori- co. Le statue di Mont'e Prama raggiungono i 2 metri e mezzo di altezza (poco più di 8 piedi), pos- sono pesare fino a un incredibile peso di 400 kg (quasi 900 libbre) e sono interamente scolpiti nel granito. I grandi occhi rotondi che li caratterizzano - una delle caratteristiche che non condivi- dono con le statue dell'Isola di Pasqua - evocano artisticamente l'Asia Minore e l'estetica dei Fenici e degli Etruschi. L'arte di questi ultimi, in particolare, sem- bra essere stata molto d'ispi- razione. Ciò che rende i giganti così interessanti è il fatto che probabilmente appartengono a una civiltà post nuragica sconosciuta, sulla quale gli storici moderni ancora non sanno nulla. Gli scavi effettuati dopo la prima fortuita scoperta delle statue hanno riportato in superficie una necropoli monumentale di 2800 anni fa, molto probabilmente sac- cheggiata nei secoli passati, come dimostra la presenza di tombe vuote. I nostri giganti enigmatici dovevano stare in piedi su di esse, il loro fascino maestoso forse era in ricordo di coloro che stavano sepolti sotto. Cosa sappi- amo delle persone che hanno scolpito i giganti? Chi erano e da dove venivano? Dalle dimensioni delle loro statue, possiamo sup- porre che fossero una società abbastanza evoluta, ricca e potente, il cui mistero, tuttavia, rimane ampiamente negli occhi dei loro granitici e silenziosi giganti di pietra. Puglia, esoterismo e apparizioni sacre Alberobello e i suoi trulli sono nella mente di tutti coloro che hanno visitato la Puglia almeno una volta: un vero simbolo della regione, in particolare delle sue aree centrali e meridionali. I trulli sono una tipica forma di abitazione pugliese, che gli esperti ritengono risalga alla preistoria, anche se i più antichi esistenti risalgono al XIV secolo. I trulli erano le tipiche case delle comunità rurali locali, le loro pareti bianche lavate e i tetti scuri e conici ricordano ancora oggi i villaggi delle fiabe. Tuttavia, gli osservatori scrupolosi possono notare la presenza di grandi sim- boli bianchi dipinti a mano sulle lastre nere dei tetti: candelabri ebraici, cuori sacri, croci, ostie sacre. Molti di questi simboli hanno un'origine religiosa, ma altri sono pagani e radicati in una tradizione molto più antica, di cui sappiamo pochissimo: anzi, non sappiamo davvero perché gli agricoltori li avrebbero disegnati sulle loro case e tutto ciò che possiamo fare è indovinare. Gli storici concordano sul fatto che questi simboli avessero un ruolo propiziatorio e che i locali li usassero per portare prosperità e protezione alle loro famiglie. Ce ne sono più di 200 ad Alberobel- lo, spesso ricorrenti tra i membri della stessa famiglia: sono una curiosità interessante per la storia locale e gli amanti della tradizione, con sufficiente mis- tero da indurci a indovinare e interrogarci sul loro vero signifi- cato. La Puglia è anche sede del famoso Santuario di Monte San- t'Angelo, in provincia di Foggia, noto per essere il luogo di numerose apparizioni angeliche. La prima sembra risalire al 490 d.C. quando un signorotto del posto, tentando di uccidere un toro, tirò una freccia in una grotta che tornò indietro e lo colpì. Pochi giorni dopo, l'Arcangelo Michele apparve all'uomo dichiarando che la grotta era santa e doveva essere consacrata al Signore: un atto abbastanza importante, in un'area ancora pro- fondamente pagana. Infatti, il vescovo locale Lorenzo Maiora- no decise di non seguire il con- siglio di San Michele proprio per questo motivo. Michele apparve ancora una volta due anni dopo, quando l'area fu devastata dalle orde di Odoacre, garantendo pro- tezione ai locali; in realtà, i bar- bari furono cacciati via, eppure il vescovo Maiorano rifiutò ancora di entrare nella grotta e di riconoscerla come luogo sacro. Decise di recarsi a Roma e di consultarsi con il Papa, il quale suggerì di procedere con la con- sacrazione della grotta. Ma San Michele, certamente non uno che aspetta un terribile vescovo per fare ciò che è necessario, apparve una terza volta per affermare che non c'era più bisogno di benedire la grotta: lo aveva già fatto lui stesso. Pare che una quarta apparizione ebbe luogo nel 1656, quando la Puglia era devastata dalla peste: San Michele parlò ancora una volta al vescovo locale, suggerendo di incidere croci sulle pietre della grotta per liberare l'area dalle malattie. E così, dicono i credenti, questo caratteristico angolo del Gargano ha sconfitto la pestilenza e non l'ha mai più patita. Proprio come l'arte, il buon cibo e gli scenari magici, il mis- tero e l'ignoto sono un'altra cosa che riunisce il Nord, il Centro e il Sud Italia, una linea ideale che crea un'altra interessante serie di itinerari per scoprire di più del nostro fantastico Paese. I trulli di Alberobello hanno disegni esoterici sui tetti e i Giganti di Mont'e Prama appartengono ad una civiltà della quale non sappiamo nulla LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA
