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GIOVEDÌ 9 AGOSTO 2018 www.italoamericano.org 31 Breve riflessione su vino, prezzo e politica un vino rappresenta equità per quanto riguarda l'accessibilità, piuttosto che esclusività? In pratica, ciò significa anche avere un'opinione sui prezzi nel- l'ambito di denominazioni speci- fiche. Badate, le organizzazioni che governano la denominazione possono creare tutti i nuovi cru, premier cru e grandi selezioni che desiderano. Devo chiedermi, tut- tavia, se tali invenzioni apportino reali miglioramenti ai vini o alla comprensione del consumatore. O funzionano semplicemente come strumenti di marketing ben dissi- mulati per stabilire punti di prezzo più alti? I produttori e le organiz- zazioni che governano la denomi- nazione - in effetti l'intera catena di approvvigionamento del settore beverage - potrebbero trarre be- neficio da una considerazione del prezzo come requisito per rima- nere competitivi nella coscienza sociale: molti clienti internazionali vengono spesso raggiunti a cena da trasmissioni mediatiche che ri- feriscono di circostanze meno for- tunate dell'essere seduti a tavola, con cibo e bevande per tutti. Poi ci sono, ovviamente, le realtà commerciali. Produttori, importatori, distributori, detta- glianti devono essere equamente compensati per il loro investi- mento, tempo, ecc. I prezzi stabi- liti per i vini di viticoltura eroica devono necessariamente riflettere la dura manodopera necessaria alla produzione di vino in siti fol- lemente difficili. Le forze dell'of- nella memoria allora nella virtù, ai periodi di magra sperimentati da alcune famiglie di nuovi arri- vati negli Stati Uniti. Per essere chiari, la qualità nel vino è ancora un punto di riferimento, non lo è solo quel che costa. Ma le due cose possono essere disallineate. I vini di qualità molto buona e an- che eccellente sono disponibili a prezzi equi e di principio. Perché non goderseli e patrocinare i loro produttori? Trovarsi a proprio agio con ciò che paghiamo per il vino sarà probabilmente la ricon- ciliazione personale di ogni N on c'è una sola sto- ria italo-americana. Ma la maggior parte degli italoa- mericani che cono- sco comprendono la frugalità del- l'esperienza degli immigrati. Molti amici e parenti più anziani hanno ancora memoria diretta - e una dolce nostalgia, potrei aggiungere - di come le famiglie immigrate siano riuscite a cavarsela con poco, con la necessità di dover "fare da soli" e l'orgoglio del la- voro fatto. La parsimonia e il duro lavoro della mia famiglia mi hanno mandato all'università, dove un'osservazione dispregia- tiva sugli strati di mattoni si rife- riva a un diverso tipo di espe- rienza educativa. La battuta mirava a sottolineare la discre- panza tra il mio passato di classe lavoratrice e la compagnia piut- tosto pomposa di cui mi circon- davo all'epoca. E' ironico pren- dere in considerazione ciò che il commento intendeva raggiungere, perchè mi ha procurato un mo- mento fiero e consapevole d'iden- tità. Cito l'incidente solo perché l'esperienza generò in me un in- sieme crescente di politiche per- sonali - in parte intrise, credo, da una buona dose di frugalità italo- americana - che ancora oggi in- fluenza il mio rapporto con il vino. In molte occasioni, mi sono chiesto a che punto il prezzo del vino inizi ad essere eccessivo, a escludere, discriminare, forse an- che ad imbrogliare. Quando il costo monetario del vino inizia ad essere profano nel contesto della propria visione del mondo? Mentre il mio rapporto con il vino si approfondisce, il tema del prezzo solleva, in me, alcune do- mande più importanti su cosa c'è nel bicchiere, sulle sue origini e, in effetti, su me stesso. Il prezzo del vino è ... importante. Quello che sono disposto a pagare per una bottiglia di vino sta diven- tando qualcosa sempre più sotto il mio controllo, che mi richiede una riflessione personale e mirata. E non sto parlando del fatto se possa permettermi o no il prezzo della bottiglia. Con il suo parti- colare prezzo, un vino è un ap- prezzato comunicatore di tradi- zione e terroir? Ne rappresenta il valore? O è un impostore troppo caro? Sembra che ci sia un certo prezzo oltre il quale non acqui- sterò un vino, non importa quanto esso possa essere valutato. Non perché non possa permettermelo (e, probabilmente, non posso), ma perché mi sento a disagio per un prezzo così esclusivo, intrinseca- mente contrario allo spirito con- viviale del vino stesso. In una so- cietà economicamente iniqua, mi sento a mio agio se il prezzo di ferta e della domanda esercite- ranno influenza e dovranno essere prese in considerazione. Chiara- mente, il prezzo che si è disposti a pagare per una bottiglia di vino varierà da individuo a individuo. Potrebbe evolversi con il mutare dei tempi economici e degli eventi mondiali. Per i bevitori di vino ben istruiti e socialmente consa- pevoli, il prezzo e la coscienza possono essere intrecciati in un modo che influenza il piacere e il divertimento derivanti dal vino. Il prezzo del vino può essere colle- gato in modo risonante, se non amante del vino. Per me, è un la- voro in corso e sono più vicino al saperlo gestire. In ogni caso, sarò felice di sapere che ci pensiamo. Note di degustazione Le Casematte Peloro Rosso, Terre Siciliane Rosso 70% Nerello Mascalese 30% Nocera, 15-30 anni. Espressivo ed energico, profumi / sapori di ciliegie, piccoli frutti di bosco, note floreali, erbe mediterranee, mandorle e spezie sottili, termina con tannini setosi. Fantastico. 20,00 $. Importato da Empson USA. VINO NEWS RECENSIONI TENDENZE L'Italo-Americano IN ITALIANO | Qual'è il prezzo giusto per una bottiglia di buon vino e che cosa paghiamo esattamente? Non si tratta di una semplice questione di nome, ma anche di lavoro, manodopera e conoscenze
