L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-8-2021

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GIOVEDÌ 8 LUGLIO 2021 www.italoamericano.org 39 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT Con la Spagna 5-3 ai rigori. Il cuore azzurro per la quarta volta conquista la finale degli Europei E ra fuor di dubbio che la sfida con la Spagna fosse la partita più complicata tra tutte quelle disputate ad Euro 2020. La 'Roja' non sarà più la nazionale dominante di una deci- na d'anni fa, ma è una vera squa- dra che, come gli Azzurri, fa di gruppo, organizzazione tattica e idee di gioco un marchio. È LA SPAGNA DEL TIKI- TAKA? La Spagna ha condotto il gioco per tutti i 120'. Dopo un avvio favorevole agli uomini di Mancini, le 'Furie Rosse' hanno preso il controllo delle operazio- ni, mettendo in grandissima dif- ficoltà l'Italia dispuntando la miglior partita dell'Europeo, sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia atletico (arrivavano da due gare ai supplementari, ma non hanno mostrato fatica). A tratti, è parso di rivedere in campo la grande Spagna del tiki-taka: pos- sesso infinito, pressione a tutto campo e recupero immediato del pallone, distanze tra i reparti minime, grande proprietà nel palleggio. Al netto della straordi- naria prova di Dani Olmo, però, la differenza tra questa Spagna e quella che ha vinto tutto sta nella qualità dei giocatori offensivi: la 'campionissima', al possesso sfiancante faceva seguire le opportune finalizzazioni, questa è mancata d'efficacia, vanifican- do il dominio territoriale. tutti un mancato controllo di Oyarzabal davanti alla porta (13') e una conclusione da pochi passi di Dani Olmo su cui è stato miracoloso Donnarumma (25') - e qualche ripartenza pungente degli Azzurri - con la complicità di una retroguardia avversaria non irreprensibile ecco una chance per Barella, dopo un'u- scita errata di Simon (25') e una traversa scheggiata da Emerson (45') -, paiono segnali confortan- ti: la Spagna non concretizza e l'Italia sembra avere gli stru- menti per confezionare la beffa. ANCORA CHIESA! - La svolta al 60': la migliore azione italiana avviata da Donnarumma, imbastita da Verratti e Insigne, rifinita da Immobile - porta al gol di Chiesa (ancora un gol pesante per lui!), segno che, quando riusciamo a palleggiare, non abbiamo nulla da invidiare alla Spagna che sopravanziamo nettamente quanto a concretezza. SPAGNA CON UNA MAR- CIA IN PIÙ - È ancora lunghis- sima la partita e la Spagna pare avere molta più benzina. Gli Azzurri proseguono nella fatico- sa difesa bassa della porta di Donnarumma. Cominciano i cambi (offensivi quelli di L. Enrique, prudenti quelli del 'Mancio'), ma il migliore è sem- pre Dani Olmo. Inesauribile, svaria su tutto il fronte offensivo e risulta immancabile per chiun- que lo affronti. Dopo un'altra occasione sciupata da Oyarzabal, proprio da un uno-due tra Olmo e Morata, arriva il meritato pareggio iberico. È l'80' e tra gli affaticatissimi Azzurri serpeggia un po' di paura. SUPPLEMENTARI E RIGORI - Si va così agli extra time (terza volta di fila per la Spagna che, però, non sembra accusare) e, nonostante il costan- te dominio territoriale delle 'Furie Rosse', l'occasione più pericolosa la crea l'Italia (gol annullato per offside a Berardi). Si raggiungono quindi i calci di rigore: per la Spagna è il 'bis', dopo la vittoria sulla Svizzera nei quarti di finale. Dopo l'erro- re di Locatelli, gli azzurri sono perfetti. Dani Olmo rovina la gara memorabile calciando alto il primo rigore iberico, poi ci pensa Donnarumma a parare Morata. Il penalty decisivo è affidato al super-specialista Jorginho (se avesse sbagliato non ci sarebbe stato un 'piano B' per gli Azzurri, vista la 'mazza- ta' a livello mentale): il regista del Chelsea trasforma con incre- dibile tranquillità. È finale. Il trionfo ai rigori regalato all'Italia di Roberto Mancini la quarta finale degli Europei, dopo quelle del 1968, 2000 e 2012. STEFANO CARNEVALI AZZURRI IN TRINCEA - Per la prima volta nel torneo, l'Italia si è trovata a dover conte- nere l'avversario, andando ad attingere alla 'tradizione azzur- ra', così ricca di grandi presta- zioni difensive. Anche così, non è stato facile: Mancini ha scelto di tenere la squadra molto bassa, provando a fare densità nella propria metà campo, ma lo stra- potere fisico degli spagnoli ha reso poco efficace anche questa impostazione. La Spagna è riu- scita sempre a trovare linee di passaggio libere e sicure e, muo- vendosi tantissimo anche in fase di non possesso, è stata in grado di recuperare ogni pallone. Gli Azzurri sono stati graziati dal- l'imprecisione avversaria nelle rifiniture e nelle finalizzazioni, soprattutto grazie al gigantesco Donnarumma. In una gara imperniata sulle ripartenze, ci si aspettava una grande prestazione di Immobile (abilissimo a gioca- re in contropiede), invece l'attac- cante laziale non è mai stato innescato a dovere. SEGNALI CONFORTAN- TI Con il passare dei minuti, il crescere degli errori spagnoli - su re dei suoi, per distacco), ma pochi automatismi e pochissime soluzioni 'sicure', attraverso il gioco. Per fortuna, poi, in rispo- sta alle intuizioni del regista del Manchester City, ci sono state le grandi parate di Donnarumma e le eccellenti prestazioni di Bonucci e Chiellini, unite all'im- precisioni di Lukaku e degli altri attaccanti di Martinez. LA PARTITA - Si è comin- ciato con de Bruyne che - per quanto acciaccato - ha subito dipinto calcio: sue le prime verti- calizzazioni geniali, che hanno costretto Chiellini e compagni agli straordinari, per arginare soprattutto Lukaku. Al 13' il primo brivido è corso lungo la schiena dei Belgi: sugli sviluppi di una punizione dal lato corto dell'area di rigore, dopo un tocco di Chiellini, Bonucci ha spinto la palla alle spalle di Courtois. Il VAR ha spento l'illusione degli Azzurri: gol annullato per fuori- gioco del nostro Capitano. La risposta belga è nuova- mente stata affidata a de Bruyne, il cui gran tiro dalla media distanza (22') ha richiesto a Donnarumma di sfoderare la prima 'paratona' della serata. Quattro minuti dopo, il super- portiere si è ripetuto (con apprensione minore) su Lukaku, servito - manco a dirlo - da de Bruyne. L'Italia, comunque, non si è fatta per nulla impressionare: troppo solidi gli automatismi di gioco, troppo ispirata la doppia regia di Jorginho e Verratti per prendere paura di fronte ai solisti avversari. E così, passaggio dopo passaggio, gli Azzurri hanno cominciato a guadagnare campo, costringendo il Belgio a rimanere costantemente - e sorprendente- mente - sulla difensiva. Il (meritato) vantaggio azzur- ro è stato un compendio della filosofia del gioco di Mancini: si difende sempre alti, pressando e non scappando all'indietro. Al 31', quindi, dopo che Immobile ha perso un contrasto in area, Verratti e Barella non hanno rin- culato verso la mediana, ma si sono lanciati in avanti, per aggre- dire il portatore di palla avversa- rio. Il centrocampista del PSG, così, ha recuperato la sfera e - precisissimo - ha servito il com- pagno di reparto. Barella, nel cuore dell'area, ha superato un paio di difensori, esplodendo poi un destro che si è infilato sul palo più lontano. Il gioco azzurro non si è modificato nemmeno a vantag- gio acquisito: chi si aspettava una transizione difensiva è rima- sto deluso, perché l'Italia ha con- tinuato ad attaccare, mandando il Belgio sempre più in affanno. Dopo le occasioni fallite da Chiesa e Immobile, ci ha pensato Insigne (41'), con il 'suo' tiro a giro, a firmare il raddoppio. Partita chiusa? Nemmeno per sogno, perché, a pochi secondi dal riposo, il giovane Doku - tra i migliori dei suoi, per velocità e convinzione - ha guadagnato un rigore più che dubbio (per una spinta di Di Lorenzo), che Lukaku ha trasformato. Nella ripresa il Belgio ha inevitabil- mente alzato i giri del motore ma, ancora una volta, giocando poco in modo corale. La qualità dei 'Diavoli Rossi', però, è tal- mente elevata che le occasioni sono state numerose e pericolo- se. Ecco, allora, che l'Italia ha dovuto e saputo dimostrare anche la forza tradizionale: quel- la difensiva. A conti fatti, nonostante il grande sforzo degli uomini di Martinez, le occasioni vere sono state due: nella prima Spinazzola ha ribattuto sulla linea la conclu- sione di Lukaku, nella seconda lo stesso centravanti nerazzurro (imitato da Chadli) non è arriva- to - per centimetri - su un ottimo cross da spingere in porta. Tra le due grandi chance belghe, però, i due gol sfiorati da Immobile e dal solito Spinazzola. Proprio il grave infortunio al tendine d'a- chille, occorso a 10' dalla fine al terzino della Roma (forse il miglior Azzurro sin qui), è stata la nota più negativa nella grande serata dell'Italia che vola con grande merito in semifinale, per affrontare la Spagna di Luis Enrique. SEGUE DA PAGINA 38 Decisivo anche nei rigori il portiere Gianluigi Donnarumma (Ph© Agenzia LiveMedia | Dreamstime.com)

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