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GIOVEDÌ 9 DICEMBRE 2021 www.italoamericano.org 42 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI Figlia della creatività, la lingua italiana è il pilastro naturale dell'identità nazionale ma occorre tutelarla I l presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto gli Stati Generali della Lingua e della Creatività Italiane nel Mondo, quest'anno dedicati al tema "L'Italiano di domani". Organizzati dal Ministero degli Affari Esteri a cadenza biennale, rappresentano il momento dedicato alla riflessio- ne sulla diffusione della lingua e alla definizione delle strategie per la sua valorizzazione a livel- lo internazionale. Ecco una sinte- si di cosa ha detto Mattarella: "Le precedenti edizioni degli Stati Generali, si sono proposte di corrispondere alle attese di un incremento delle attività di pro- mozione dell'italiano all'estero, nella convinzione che la diffusio- ne della lingua comporti un incremento del soft-power per i suoi promotori. Occorre ammet- tere che gli sforzi in campo, per quanto frutto di un lavoro gene- roso, rendono evidente la neces- sità e l'urgenza di un impegno ancora più ampio e intenso, che sappia unire allo schema esisten- te, sia educativo sia di animazio- ne culturale, la consapevolezza dell'ampiezza del messaggio della cultura italica nel mondo. L'indebolimento della rete degli istituti educativi, non aiuta la causa di una presenza efficace, così come le difficoltà nel soste- gno a una rete consolare diffusa che, interagendo in modo intelli- gente e aperto con le comunità italiane all'estero, possa valoriz- zare la testimonianza che recano del modello di vita italiano. Questa edizione degli Stati Generali giunge dopo una rifles- sione, sul rinnovamento degli strumenti di proiezione della cul- tura italiana nel mondo e sui con- tenuti che occorre potenziare. Uno sforzo corale che ha aperto nuovi sviluppi, nella consapevo- lezza che la prospettiva dell'ita- liano di domani non è rappresen- tata più, esclusivamente, dalla lingua, parlata e scritta. Giusto, abbinare alla lingua, l'elemento della creatività. Due facce di una stessa medaglia, due aspetti che il passato ha intrecciato e che sono destinati in futuro a diveni- re sempre più integrati. Umberto Eco, in occasione del 150° Anniversario dell'Unità Nazionale, definì al Quirinale l'ambizione come "L'italiano di domani", suggerendo due spunti che è opportuno oggi riprendere. In primo luogo, si tratta dell'ita- liano quale – cito testualmente – 'elemento costante di italianità nel corso di più di un millennio'. La lingua rappresenta il naturale pilastro della nostra identità ovunque ci troviamo, un aspetto che ci caratterizza e che assume rilevanza nel mondo globalizzato in cui viviamo, dove i confini oltre due milioni di persone – da Buenos Aires a Nuova Delhi, da Sidney a Dakar – l'italiano si conferma polo di attrazione per chi guarda al Belpaese con curio- sità, interesse, ammirazione. Non soltanto per i nostri con- nazionali e per le generazioni di italo-discendenti all'estero, che grazie alla lingua alimentano il legame con le proprie radici; ma anche per chi sceglie di avvici- narsi alla civiltà italica perché attratto dalla storia, dall'arte, dal- l'eccellenza delle nostre produ- zioni. In altre parole, nel suo duplice ruolo di interprete e di vettore delle energie creative, la lingua rappresenta la prima ambasciatrice del "saper essere" e del "saper fare" italiano e di un patrimonio vastissimo, universa- le per natura e vocazione, di cui rappresenta il risultato". E infine: "Ci attende un impegno globale a favore dell'"italiano di doma- ni": la lingua che abbiamo il dovere di tutelare, promuovere e tramandare. Per cittadini attivi nella propria comunità e nel mondo, attenti, ispirati, creativi. Coscienti del proprio passato, consapevoli del presente, aperti alle sfide del futuro". L 'Italia è tornata a far parte del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco da cui mancava dal 2001. Il voto è avvenuto nel corso dei lavori dell'Assemblea Generale degli Stati membri della Convenzione per la prote- zione del patrimonio mondiale culturale e naturale. Il Comitato è composto da 21 Stati, a rota- zione, dei 194 che hanno aderito alla Convenzione dell'Unesco. "Il ritorno dell'Italia all'inter- no del Comitato del Patrimonio mondiale dell'Unesco dopo un ventennio è un risultato impor- tante, frutto del lavoro sinergico del Ministero degli Esteri, della rete diplomatica e del Ministero della Cultura che a Unesco dedi- ca un'attenzione prioritaria", ha dichiarato il ministro della Cultura Dario Franceschini. "Avviene nell'anno in cui, grazie agli ultimi riconoscimenti, il nostro Paese diviene quello col maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'u- manità. A pochi mesi dal primo G20 della Cultura celebrato al Colosseo di Roma nel quale l'Unesco è stata protagonista e in Italia nel Comitato del Patrimonio Unesco dopo 20 anni. La cultura? Investimento economico cui tutti i Paesi partecipanti hanno riaffermato, nella Carta di Roma, la centralità e l'impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immate- riale in tutto il mondo". Il Ministro Franceschini, agli Stati Generali della lingua e della creatività italiane nel mondo, ha inoltre ribadito che "Investire in cultura è una gran- de scelta economica per uno svi- luppo sostenibile e adatto alle peculiarità italiane" sottolinean- do come "l'Italia sia il Paese che ha investito più risorse del Pnrr, quasi 7 miliardi, nel settore della cultura". L'ultimo G20 della cul- tura – ha detto – si è concluso con la Dichiarazione di Roma, che prevede che il G20 cultura sarà permanente nell'organizza- zione dei prossimi G20. Credo sia un segnale importante, in un organismo internazionale preva- lentemente a carattere economi- co". "Nel quadro della promo- zione della cultura italiana nel mondo rientranogli strumenti che diffondono la cultura, come la Digital Library e la piattafor- ma ItsArt che da qualche giorno è attiva in tutti i paesi europei. Il presidente Mattarella agli Stati Generali dell'Italiano (Ph Quirinale.it) Il ministro della Cultura Dario Franceschini (Ph cultura.gov.it/g20cultura) nazionali si fanno via via sempre più impalpabili e consentono ai popoli una frequente e aperta interconnessione economica, culturale, politica. Il genio di scrittori - in opere di affascinan- te valore e perdurante modernità - ha conferito dignità all'idioma italiano prima ancora che le isti- tuzioni lo adottassero come lin- gua nazionale. L'italiano, in altri termini, è figlio della creatività ed è strumento espressivo della creatività apprezzata a livello internazionale". Un secondo spunto di rifles- sione riprende la domanda che Eco si poneva su cosa volesse dire italianità. Mattarella: "Un interrogativo aperto da secoli e ancora attualissimo, che dobbia- mo fare nostro, mettendo a fuoco il passato e a frutto le lezioni del presente, anche quelle apprese con sacrificio e dolore, com'è la crisi pandemica. Oggi l'italiano nel mondo risuona attraverso molteplici espressioni: nel modo di fare impresa così come nella lettera- tura, nel cinema, nella musica, nel volontariato, nell'arte della cucina. Possiamo aggiungere: nella scienza e nello sport. Queste molteplici dimensioni "parlano italiano" e parlano dell'Italia, proiettando all'estero un'immagine suggestiva e avvin- cente. Di queste sfaccettature dell'italianità la lingua è il tessu- to connettivo. Diffuso anche oltre i nostri confini e studiato da
