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33 GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L a m u s i c a d i Michael Giacchi- no è la colonna sonora di alcuni dei film e delle saghe più amate degli ultimi v e n t ' a n n i : d a l l e m e l o d i e commoventi di Up, Coco, Gli Incredibili e Rata- touille della Pixar, a quelle più avvincenti di The Bat- m a n , S p i d e r - M a n : N o Way Home e del recente T h e F a n t a s t i c F o u r : First Steps. Note dietro le quali si nasconde una storia carica di eredità culturale e radici familiari. Giacchino nasce a Riverside Township, nel New Jersey, in una fami- glia con profonde radici ita- liane: il lato paterno provie- ne dalla Sicilia, mentre la famiglia della madre ha ori- gini abruzzesi. Cresciuto tra tradizioni italiane, pranzi familiari e profumi di cucina casalinga, Giacchino non ha m a i n a s c o s t o i l s u o f o r t e senso di identità culturale che continua a influenzare la ricchezza emotiva delle sue composizioni. Nel 2009 il compositore ha ottenuto la cittadinanza italiana, ufficializzando il legame con il Paese d'origi- ne dei suoi nonni, Caccamo, in provincia di Palermo, il paese da cui proveniva la famiglia del padre (qui nac- que il suo bisnonno paterno, M i c h e l e G i a c c h i n o , n e l 1876). Qualche anno dopo ne è stato nominato cittadi- n o o n o r a r i o . I n d i v e r s e i n t e r v i s t e , G i a c c h i n o h a spesso riconosciuto quanto queste radici abbiano pla- smato il suo approccio alla narrazione musicale. Legami che rappresentano una fonte d'ispirazione e orgoglio e un richiamo alla tradizione nar- rativa e alla sensibilità musi- cale che gli italiani custodi- scono da secoli. Trasferitosi a Los Ange- les, Giacchino è diventato una presenza costante nella comunità creativa di Hol- lywood. Ha collaborato con registi visionari come J.J. Abrams, Brad Bird e Taika Waititi, spaziando dai film d'animazione ai live action. I film animati, ha spiegato, r a p p r e s e n t a n o u n a s f i d a unica: ogni momento deve essere calibrato con preci- sione, e spesso la colonna s o n o r a c o m u n i c a c i ò c h e immagini e dialoghi da soli non riescono a trasmettere. Dopo una candidatura all'O- scar per Ratatouille, è stata la colonna sonora di Up a regalargli la sua prima sta- tuetta per la Miglior Colonna Sonora Originale, il primo Oscar assegnato a un film Pixar in quella categoria. Ora Giacchino ha messo il s u o t a l e n t o a l s e r v i z i o d i Zootropolis 2, attesissimo sequel Disney in uscita nelle sale il 26 novembre 2025. "Il progetto è stata un'opportu- nità per ampliare il linguag- gio musicale di Zootropolis, m e s c o l a n d o g e n e r i e s t i l i inaspettati per rispecchiare l ' e n e r g i a , i l f a s c i n o e l a profondità emotiva dei per- sonaggi", ha raccontato a L'Italo Americano duran- te il nostro incontro ai Walt Disney Studios di Burbank. Come si sente a lavo- rare sui film d'animazio- ne? L'animazione è una bene- dizione. Tutto deve essere pianificato in anticipo, ma questo mi dà stabilità per scrivere una musica che vive dentro la storia, invece di limitarsi a farle da sfondo. Il live action può sembrare una corsa a ostacoli, sempre die- tro a montaggi e modifiche. L'animazione è più calma, più meditata, e l'amore per il progetto è sempre evidente. In che modo il mondo di Zootropolis l'ha aiuta- ta a comporre la musica? Nel mondo di Zootropolis non ci sono regole, quindi abbiamo usato funk anni '70, musica d'azione ad alta ten- sione, brani da scalata alpi- na, valzer, persino un "valzer malvagio" per i cattivi. Mi piace registrare con i musici- sti tutti nella stessa stanza. Alcuni compositori incidono le parti separatamente, ma io preferisco la chimica della collaborazione dal vivo. Se i registi vogliono un passaggio più triste o più funky, posso a d a t t a r m i a l l ' i s t a n t e , e i musicisti sono in grado di suonare qualsiasi cosa venga loro proposta. Come ha affrontato i personaggi? Anche se sono animali, li tratto come esseri umani. Prendiamo Gary, il nostro serpente: aveva bisogno di storia e sentimento. Ho lavo- rato con un flautista straor- dinario, Pedro, che suona strumenti insoliti, persino flauti in PVC. L'anima dell'e- secutore emerge nell'inter- p r e t a z i o n e . N i c k è f u r b o , Judy è sincera, e la musica li segue. Tutto ciò che faccio è guidato dai personaggi; la storia viene dopo. Come affronta oggi un film d'animazione? Tutto parte dai personag- gi. Il mio compito è metter- mi nei loro panni affinché anche il pubblico possa con- nettersi con loro. Spesso mi chiedono se sia diverso dal live action, ma in realtà non lo è. Che sia tramite dialo- g h i , s v i l u p p o n a r r a t i v o o immagini, sono i personaggi a muovere tutto. La musica lavora su un piano più subli- minale: ti fa sentire ciò che provano i personaggi. E poi- c h é i f i l m d ' a n i m a z i o n e durano di solito intorno ai 90 minuti, la musica diventa essenziale per renderli com- pleti, proprio come accade nei film dal vero. In che modo la musica aiuta a trasmettere un'e- mozione? La musica può cambiare completamente la percezio- ne di un momento. Immagi- na la macchina da presa che si avvicina a un personaggio: se suono qualcosa di triste, il pubblico capisce subito che è turbato. Ma se suono una polka, li porta in tutt'altra direzione. È per questo che la musica è una parte così d e l i c a t a d e l c i n e m a : p u ò guidare lo spettatore alla perfezione o mandare all'a- ria anni di lavoro. Se non sei in sintonia con il regista, rischi di creare emozioni che n o n a p p a r t e n g o n o a l l a scena. Com'è a livello pratico il processo di composi- zione? Di solito inizio da solo. Poi i registi vengono nel mio studio e guardiamo insieme l e s c e n e . L e p r e p a r o i n m o c k - u p c o n i c a m p i o n i digitali, così possono perce- pire l'energia e l'atmosfera. È lì che capisco cosa funzio- na e cosa no. Accolgo volen- tieri gli errori, meglio farli all'inizio, così quando arri- viamo in sala di registrazio- ne, dove il tempo è prezioso, possiamo concentrarci sul- l'esecuzione perfetta. E se le viene un'idea ma non può annotarla subito? Capita spesso in macchi- na. Spero solo di ricordar- m e l a p i ù t a r d i . N o n a m o leggere i copioni in anticipo: m i f a n n o i m m a g i n a r e u n f i l m d i v e r s o . P r e f e r i s c o aspettare un montaggio, poi riflettere sui personaggi: c o s a v o g l i o n o , c o s a s i nasconde dietro l'umori - smo, dove stanno i conflitti di fiducia. Poi mi siedo al pianoforte, scrivo una suite di temi basati su quelle sen- sazioni e la presento ai regi- sti per capire se corrisponde alla loro visione. Q u a l è l ' i n p u t p i ù importante che le serve da un regista? Non dobbiamo parlare di m u s i c a , m a d i e m o z i o n i . Come deve sentirsi il pub- blico in questa scena? Ecco la chiave. I registi ragionano già così quando lavorano con gli attori o con gli story- b o a r d a r t i s t i c i . A v o l t e d i s c u t i a m o : m a g a r i l o r o vogliono azione e diverti- mento, ma io ricordo loro: "No, lei è triste per quello che è appena successo". Una s o l a n o t a p u ò c a m b i a r e tutto, quindi quei confronti emotivi sono fondamentali. C h e m u s i c a a s c o l t a per ispirarsi? Le cose più insolite. Una v o l t a s t a v o a n d a n d o a Disneyland con Pete Docter ( i l d i r e t t o r e c r e a t i v o d i Pixar, con cui ha collaborato per Up, ndr) e avevo in mac- c h i n a a t u t t o v o l u m e l a colonna sonora dello Mup- pet Show; quello di Marvin Suggs e la sua band, nem- m e n o u n a d e l l e v e r s i o n i cinematografiche. Pete mi guardò e disse: "Ho capito che andremo molto d'accor- do". Q u a l è l a p a r t e c h e p r e f e r i s c e d i t u t t o i l processo? Far parte del film in ogni fase. Da bambino idolatravo gli Imagineers che costrui- vano Disneyland e Disney World, quindi anche solo intravedere quel mondo è incredibile. Le persone con c u i c o l l a b o r i s o n o l e p i ù creative, divertenti e brillan- ti che tu possa incontrare. Scegliere un film è chieder- si: avrei voluto frequentare q u e s t e p e r s o n e q u a n d o avevo 12 anni? Con Disney e Pixar, la risposta è sempre sì. Michael Giacchino, il premio Oscar italoamericano torna alla Disney con Zootropolis 2 Il compositore Michael Giacchino Featureflash Photo Agency/Shutterstock LA COMUNITÀ DI LOS ANGELES
