L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-16-2025

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33 GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | A vete mai sentito parlare dell'O- r a I t a l i c a ( o Ora Italiana, per d i r l a i n i n g l e - se)? Prima che lo chiediate, no, non è un'espressione più elaborata per indicare l'ora dell'aperitivo; si riferisce piuttosto a un antico modo di misurare il tempo, quando il giorno veniva contato in ven- tiquattro ore uguali che ini- ziavano al tramonto. In gran parte d'Italia, d a l t a r d o Medioevo in poi, l'orologio non segnava la fine del gior- no, ma quando il sole tra- montava sotto l'orizzonte, quindi il quadrante segnava "24" alla fine del giorno e "1" s u b i t o d o p o l ' i n i z i o d e l l a notte. È interessante notare che i musei italiani e i trattati di orologeria riportano che, spesso, il passaggio da un giorno all'altro veniva ritar- dato di mezz'ora dopo il tra- monto, in modo da coincide- r e c o n l ' o r a d e l l ' A v e Maria. Questa usanza venne formalizzata in quella che è nota come Ora Italica da c a m p a n i l e , u n p i c c o l o ritocco in effetti, ma che rive- la quanto la misurazione del t e m p o p u b b l i c a s e g u i s s e fedelmente il ritmo udibile delle campane delle chiese in piazza. Il sistema dell'Ora Italica si estese oltre la penisola: lo stesso conteggio, ancorato al tramonto, compare in fonti anche come O r a B o e m a Antica, poiché era utilizzato in alcune aree dell'Europa orientale, inclusa la Boemia. Tuttavia, l'Italia lo mantenne più a lungo e gli diede il suo nome originale. Una volta immaginato il reset al tramonto, la vita quo- tidiana sotto l'Ora Italica diventa facile da ricostruire. Poiché il tramonto cambia durante l'anno, la stessa let- tura dell'orologio indicava momenti diversi nelle diverse stagioni; mezzogiorno, ad esempio, non era fisso alle 12 come oggi, ma si "spostava" durante le stagioni, a seconda di quando il sole tramontava. Si leggeva anche la luce direttamente dal campa- nile: sottraendo l'ora udita da ventiquattro, si sapeva approssimativamente quante ore di luce rimanevano. Ciò che appare goffo da una scri- vania moderna aveva senso pratico in una società agraria e liturgica che organizzava il lavoro e il culto basandosi sul cielo piuttosto che su una mezzanotte universale. L ' a s p e t t o p u b b l i c o d e l sistema sopravvive più chia- ramente negli orologi stori- ci. All'interno del Duomo di F i r e n z e , a d e s e m p i o , i l grande quadrante di Paolo U c c e l l o r u o t a i n s e n s o antiorario e segna un ciclo completo di ventiquattro ore che inizia al tramonto. Viag- g i a n d o v e r s o n o r d , l ' i d e a r i a p p a r e s u l l ' o r o l o g i o astronomico di Praga, dove l'anello esterno mostra le ore trascorse dal tramonto e traccia il variare dell'ora del crepuscolo nel corso delle stagioni. Le guide della città lo spiegano chiaramente: "L'antica ora boema, chiama- ta anche ora italiana, iniziava al tramonto e l'anello delle v e n t i q u a t t r o o r e s c o r r e durante l'anno per mantene- re il tramonto allineato con il "24". Tuttavia, dietro quei qua- dranti familiari si celava un v e r o e p r o p r i o o n e r e d i manutenzione perché, se il giorno iniziava al tramonto e il tramonto continuava a spo- starsi, gli orologi pubblici dovevano essere regolati con- t i n u a m e n t e p e r r i m a n e r e fedeli all'ora, e i primi mecca- nismi non erano costruiti per una fine regolazione costan- te. C'erano anche altri pro- blemi pratici; con l'espansio- ne del commercio e dei viaggi nel XVIII secolo, la pressione per un riferimento comune crebbe e gli Stati italiani ini- ziarono ad adottare quella che i locali chiamavano "ora alla francese" o "oltra- montana", dove il giorno civile iniziava a mezzanotte e mezzogiorno veniva fissato a mezzogiorno. Date specifiche ci raccontano la storia del c a m b i a m e n t o : F i r e n z e l o adottò nel 1749, Parma nel 1755, Genova nel 1772, Mila- n o n e l 1 7 8 6 , B o l o g n a n e l 1796 durante l'occupazione francese; e se è vero che il dominio napoleonico acce- lerò una transizione già in corso, certamente non ne fu la causa, come molti tendono a credere. Certamente, la misurazio- ne ufficiale del tempo cam- biò, ma le abitudini consoli- date morirono lentamente: in molte città e aree rurali, si continuò a contare il tempo al tramonto fino ai primi decenni del XIX secolo. Non molti italiani sanno che, una volta, si misurava il tempo in modo diverso, ma recenti mostre hanno cercato di risolvere questo problema e d i r e n d e r e l ' a r g o m e n t o accessibile a un pubblico più ampio. Nel 2023, il Museo Galileo di Firenze ha dedi- cato una mostra all'Ora Itali- ca, utilizzando orologi e stru- menti storici per dimostrare come diversi sistemi coesi- stessero prima della standar- d i z z a z i o n e . L ' i d e a c h i a v e della mostra era quella di mostrare che la misurazione meccanica del tempo si è svi- luppata in mezzo a molteplici convenzioni civili e liturgiche e che collezionisti e artigiani h a n n o p r e s e r v a t o q u e s t a diversità nei metalli e nelle vernici. Si passa da una cassa all'altra e si osservano i giorni basati sulla mezzanotte e quelli basati sul tramonto condividere la stessa galleria, esattamente come un tempo condividevano, a volte, le stesse città. Ciò che sopravvive oggi, ovviamente, è un archivio visibile piuttosto che una pratica viva: le mura delle chiese e le torri civiche man- tengono i loro numeri delle ventiquattro ore; il quadrante di Uccello a Firenze continua a girare controcorrente; l'a- nello esterno di Praga scorre ancora per incontrare il sole. P o i , a b b i a m o m u s e i c h e espongono quadranti e meri- diane con ore italiane; guide e siti web cittadini che spie- g a n o c o m e l e g g e r l e . E s e a s c o l t a t e a t t e n t a m e n t e , potreste forse riconoscere alcuni vecchi modi di dire che ancora rimandano al cielo, antichi resti di un tempo in cui si poteva dire, dal suono della campana, quanta luce rimaneva per portare a ter- mine le cose. Se c'è una sola lezione da trarre da questa breve storia sulle abitudini storiche, è che l'Ora Italica misurava il gior- no di una comunità in base all'orizzonte anziché a una mezzanotte fissa. Il passaggio al sistema francese faceva parte di un più ampio movi- mento europeo verso la stan- dardizzazione, ma il conteg- gio del tramonto lascia dietro di sé uno schema leggibile sulle torri, negli archivi e nel modo in cui gli orologi storici si muovono ancora oggi. Se vi fermate sotto il qua- drante di Uccello al Duomo o davanti all'orloj di Praga, potrete ancora leggere l'ora come un tempo faceva gran parte dell'Italia: iniziando quando la luce cala e termina quando torna. Da tramonto a tramonto: l'antico modo italiano di misurare il tempo Together, we are shaping the future home of Italian and Italian American culture, the Museo Italo Americano at 940 Battery Street in San Francisco! 415.673.2200 | info@sfmuseo.org | www.sfmuseo.org sfmuseo.org/eterna Il famoso orologio dipinto da Paolo Uccello, a Firenze, che calcola il tempo seguendo l'Ora Italica (Image: Web Gallery of Art/Wikicommons/Public Domain) LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA

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