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GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org 37 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Soltanto sei opere per perdersi nella ricerca espressiva di quattro giganti della pittura italiana consegna della Pala Gozzi. Stavolta si tratta di una tela, alta quasi 4 metri e larga poco meno di 2. Anche questa imponente e, ancora una volta, il committente è un ricco mercante, di origini bergamasche: Pietro Cornovi della Vecchia, succeduto nel 1556 al fratello nella filiale anco- netana dell'impresa di famiglia. Ai piedi della croce, la Vergine e i santi Domenico e Giovanni Battista piangono la morte del figlio di Dio. È la prima volta che Tiziano si confronta con questa tematica, richiestissimo com'era per ritratti imperiali e opere mitologiche. Ne deriva un capolavoro assolu- to, caratterizzato da un'ambien- tazione notturna studiata per esaltare da un lato la sofferenza di Cristo, isolato nel registro superiore della tela, simbolica- mente lasciato solo nella morte, e dall'altro il dolore provato dai tre astanti, che ciascuno a modo suo risponde al tragico evento: con rassegnata mestizia la Vergine, con sconforto san Domenico, con stupore san Giovanni. Anche in questo caso una curiosità: nel 1972 la pala venne rubata. Verrà ritrovata qualche giorno dopo, in buono stato, grazie alla segnala- zione di due ragazzi anconetani, uno dei quali è Enzo Cucchi, all'epoca poco più che ventenne ed oggi considerato un protago- nista della Transavanguardia ita- liana. Un bel salto a ritroso ed arri- viamo alla terza opera in mostra, La circoncisione di Gesù Bambino (1430-39) di Olivuccio di Ciccarello, una tempera su tavola di pioppo che con molta probabilità era parte di un tritti- co, avendo un restauro degli anni '80 dello scorso secolo messo in evidenza la presenza di fori late- rali per la giunzione della car- penteria. Il soggetto dell'opera, tratto dal Vangelo di Luca (2, 21), è raramente rappresentato nella pittura medievale marchi- giana ed al contempo strettamen- te correlato alla cultura ebraica, motivo che induce a supporre ragioni di committenza legate alla locale comunità. Gesù Bambino compare 3 volte, prima, durante e dopo la circon- cisione, in una narrazione che si arricchisce di una miriade di det- tagli, tipico dell'arte gotica. Personalmente ritengo che il vero capolavoro della mostra sia la Madonna col Bambino di Carlo Crivelli, datata 1480 circa. Una tempera e oro su tavola, pic- cola (appena una ventina di cen- timetri, tanto che fu rinvenuta in modo fortuito all'interno di un armadio di sacrestia) e preziosis- sima. Crivelli giunse nelle Marche all'apice della sua carrie- ra, dopo aver lasciato Venezia, Tiziano, La Vergine con il Bambino, e La Vergine con Bambino e Santi di Lotto (Ph 'Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino .Capolavori della Pinacoteca di Ancona) di quest'opera straordinaria, inte- sa come simbolo di cessata osti- lità tra la città di Ancona e papa Clemente VII, che attraverso il suo emissario, il cardinale Benedetto Accolti, aveva messo a dura prova il capoluogo mar- chigiano nell'autunno del 1532. Mi piace sempre ricordare che non c'è particolare, in una qual- sivoglia opera d'arte (almeno fino al 1700), che non abbia un significato preciso, inequivocabi- le. Chiudiamo questa straordina- ria occasione di confronto con opere eccezionali e con una mostra che ha inteso porre l'ac- cento sul vastissimo patrimonio ecclesiale non solo di Roma o delle Marche, ma dell'intera penisola, con la tela de l'Immacolata Concezione (1656) del Guercino. Qui il tema dottri- nale è chiaro: Maria concepita, pensata e creata prima del pecca- to originale. Niente di strano sin qui, anche se, a ben vedere, que- sta Vergine dai fluenti capelli rossi è iconograficamente vicina alla figura della Maddalena. sua città natale, e Zara. Il manto della Madonna è straordinario, dipinto con foglie d'oro e deco- rato con perle e rubini, e la dovi- zia di particolari è impressionan- te, come il cardellino tenuto da un filo dal Bambino (simbolo di Passione), la noce aperta sulla sua mano destra (allegoria del- l'incarnazione del figlio nel ven- tre di Maria), le mele del festone (riferimento al peccato originale) e il cetriolo (riferibile alla Resurrezione). Capolavoro della maturità di Lorenzo Lotto, La Vergine con il Bambino incoronata da angeli e i santi Stefano, Giovanni Evangelista, Simone Zelota e Lorenzo (Sacra conversazione) (1539 ca) fu commissionata dall'anconetano Simone di Giovannino Pizoni. L'imponente tela è meglio conosciuta come Pala dell'Alabarda, proprio per la pre- senza dell'arma, che sebbene sia capovolta, è mostrata da uno stanco san Simone, provato da chissà quale inumana fatica. Ma sta proprio qui la lettura Guercino, Immacolata Concezione (Ph courtesy mostra 'Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino. Capolavori della Pinacoteca di Ancona')
