L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-13-2025

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15 GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | N on c'è nulla di più certo nella cucina italiana della presenza dell'olio d'o- liva. Siamo così abituati ad averlo a portata di mano e sempre in dispensa che non ci fermiamo quasi a pensare a quanto sia fragile un pro- dotto. Eppure, in Puglia, il r a c c o l t o 2 0 2 4 - 2 0 2 5 h a messo in luce quanto questa certezza possa essere vulne- r a b i l e , p o i c h é q u e l l o c h e avrebbe dovuto essere un altro anno abbondante si è i n v e c e t r a s f o r m a t o i n u n anno di scarsità, caratteriz- zato da siccità, malattie e persino criminalità. L'anno è stato così negati- vo, infatti, che gli agricoltori lo definiscono uno dei più difficili degli ultimi decenni. I l r u o l o c e n t r a l e d e l l a Puglia nel mondo olivicolo rende l'impatto immediato e di vasta portata, poiché la regione fornisce solitamente tra il 40 e il 50% della produ- zione totale di olio d'oliva i t a l i a n o – i n a l c u n i a n n i anche di più – e quando la resa qui diminuisce, il mer- cato nazionale e i prezzi all'e- sportazione cambiano quasi istantaneamente. Quest'anno, Coldiretti e U n a p r o l s t i m a n o c h e l a p r o d u z i o n e p u g l i e s e s i a diminuita di circa il 40% rispetto al 2023, con alcune province come Foggia che h a n n o r e g i s t r a t o p e r d i t e prossime al 50%. Le cause sono molteplici, ciascuna delle quali si sovrappone e si aggrava a vicenda: lunghi mesi senza pioggia hanno lasciato i bacini idrici al 70% al di sotto dei livelli normali; il caldo estremo di fine pri- mavera ha interferito con la fioritura, riducendo il nume- ro di germogli fruttiferi, e anche dove si sono formate le olive, le dimensioni più piccole e la caduta prematu- ra hanno ridotto il raccolto totale. A peggiorare la situazione, la regione convive ancora con l'ombra della Xylella fastidiosa, il batterio che ha iniziato a devastare gli oliveti pugliesi più di un decennio fa. Dal 2013, ha ucciso circa un terzo dei 60 milioni di ulivi della regione. In alcune parti del Salento, tre alberi su quattro sono scomparsi, lasciando ampie distese di terreno punteggiate da tron- chi sbiancati. Il reimpianto è stato lento e costoso e molti a g r i c o l t o r i h a n n o d o v u t o ricominciare da capo con cultivar resistenti che impie- gheranno anni per maturare. I l r i s u l t a t o è c h e , a n c h e quando le condizioni meteo- rologiche sono favorevoli, la Puglia produce con una base di alberi più piccola e fragile. Per coloro che sono soprav- vissuti a questa stagione, la qualità rimane elevata – i produttori sostengono che l'olio sia eccellente, in effetti – ma la scarsità è diventata la nuova normalità. La carenza in Puglia si è scontrata con le dinamiche globali che rendono l'olio d'oliva un bene prezioso, poiché persino la Spagna, il maggiore produttore mon- diale, ha sofferto di siccità e temperature elevate, spin- gendo le forniture globali ai minimi da anni. La produ- zione complessiva italiana è diminuita di circa il 20-25%, attestandosi a circa 270.000 tonnellate, rispetto alle oltre 350.000 del 2023, il che ha portato a un aumento dei costi e a prezzi più elevati per il pubblico, con l'olio extra- vergine di oliva premium nel Sud Italia che ora si aggira tra i dodici e i quindici dolla- ri al litro, quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Sugli scaffali dei negozi, altrove, i c o n s u m a t o r i p a g a n o o r a circa 15-16 dollari al litro, e le bottiglie premium da 500 millilitri di olio extravergine p u g l i e s e p o s s o n o c o s t a r e c i r c a 1 0 - 1 1 d o l l a r i l ' u n a , ovvero oltre 21 dollari al litro. Gli analisti parlano apertamente di "oro verde" e il paragone non è più figura- tivo. Con i prezzi elevati arriva un altro problema: i furti. Nell'aprile 2025, il Times ha r i p o r t a t o i l s e q u e s t r o d i un'autocisterna che traspor- tava olio extravergine puglie- s e d e l v a l o r e d i o l t r e 320.000 dollari. La rapina, eseguita con precisione mili- t a r e , è s t a t a r i c o n d o t t a a bande organizzate che tradi- zionalmente prendono di m i r a b e n i d i v a l o r e c o m e gioielli e tabacco. Il proble- ma è davvero diffuso: Coldi- retti Puglia ha anche segna- lato ripetute incursioni not- turne negli oliveti, con ladri che raccoglievano le olive direttamente dagli alberi per venderle al mercato nero, e nella sola provincia di Bari, la polizia ha sequestrato cen- tinaia di migliaia di litri di olio non registrato o con eti- chette false nell'ultimo anno. Considerando tutto ciò, non sorprende scoprire che la rete di frodi alimentari del- l'Unione Europea abbia regi- strato uno dei numeri più alti di casi legati all'olio d'oliva nella prima metà del 2024. Le autorità e le associazio- n i d i p r o d u t t o r i s t a n n o rispondendo con controlli più severi e una spinta alla trasparenza, con un nuovo decreto nazionale che impo- ne che ogni acquisto di olive venga registrato in tempo reale per prevenire trasferi- m e n t i n o n d i c h i a r a t i t r a frantoi; Unaprol e Italia Olivicola chiedono inoltre limiti più severi sui parame- tri di acidità che definiscono l'olio extravergine, sostenen- do che standard più chiari possano tutelare la qualità e la reputazione. E la reputa- zione, in effetti, è un altro f a t t o r e a r i s c h i o , p e r c h é mentre i leader del settore i n s i s t o n o s u l f a t t o c h e l a stragrande maggioranza dei produttori italiani è onesta, le frodi possono erodere la fiducia dei consumatori; nel tentativo di fare chiarezza, molti agricoltori pugliesi ora utilizzano sistemi di traccia- bilità che consentono ai con- sumatori di scansionare un codice QR e vedere l'origine esatta delle olive e la data di spremitura, in modo che la bottiglia sullo scaffale possa essere ricondotta all'oliveto. Resta da vedere se questo sarà sufficiente a ripristinare la fiducia in un prodotto fin troppo facile da contraffare e rubare. Per i consumatori, la tur- bolenza di questa stagione ci ricorda che l'olio d'oliva, nonostante la sua familiarità, richiede attenzione e discer- nimento, quindi scegliere bene non è mai stato così importante. Gli esperti consigliano di iniziare dall'etichetta: il vero olio extravergine di oliva dovrebbe specificare il paese di origine e, idealmente, l'an- no di raccolta. Quando si acquista italiano, gli acqui- renti dovrebbero cercare le denominazioni DOP o IGP c o m e T e r r a d i B a r i , c h e garantiscono la provenienza e la certificazione locale. In mercati come gli Stati Uniti, sigilli di qualità indipendenti garantiscono ulteriori con- trolli di qualità: il sigillo di qualità certificata NAOOA, rilasciato dalla North Ameri- can Olive Oil Association, copre i marchi membri i cui oli vengono acquistati nei negozi e testati almeno due volte all'anno per purezza e freschezza secondo gli stan- dard dell'International Olive Council. Se si desidera acqui- stare prodotti locali, il sigillo COOC, concesso dal Califor- nia Olive Oil Council, certifi- ca gli oli prodotti interamen- t e c o n o l i v e c o l t i v a t e i n California che superano test chimici e sensoriali ancora più rigorosi degli standard internazionali. Queste certi- ficazioni sono volontarie e si applicano solo ai produttori partecipanti, ma rappresen- tano un impegno significati- vo per mantenere l'integrità in un mercato molto com- plesso. Olio d'oliva: la crisi dell'oro verde di Puglia Olive pronte per essere pressate (Photo: Michele Ursi/Dreamstime) e, in basso a destra, un moderno frantoio: quest'an- nata è stato difficile per i produttori, specialmente in Puglia (Photo: Michele Ursi/Dreamstime) NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ

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