L'Italo-Americano

italoamericano-digital-12-11-2025

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25 GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L e pettole inizia- n o a d a p p a r i r e n e l l e c u c i n e pugliesi con l'av- v i c i n a r s i d e l l e feste e, in alcune città, anche prima: passeggiando per un quartiere di Taranto, Bari o Brindisi in una mattina di novembre, potreste sentire lo sfrigolio dolce dell'impa- sto che viene modellato e immerso nell'olio bollente. Queste frittelle sono sempli- ci pezzi di pasta lievitata, fritti fino a diventare croc- canti all'esterno e morbidi all'interno, ma sono uno dei s e g n a l i p i ù c h i a r i d e l l a regione che le celebrazioni invernali sono vicine. Tutta- via, le pettole non arrivano contemporaneamente ovun- que: Taranto le prepara il 22 novembre per Santa Ceci- lia, mentre altre città aspet- tano San Martino, l'Im- macolata Concezione, la Vigilia di Natale o Capodan- no. Per quanto le date pos- sano cambiare, il significato di gustare la prima infornata di pettole dell'anno è sem- pre lo stesso: le feste sono iniziate. Le pettole sono comuni in t u t t a l a r e g i o n e e l a l o r o ricetta di base non cambia ( f a r i n a , a c q u a , l i e v i t o e s a l e ) ; T u t t a v i a , i n o m i e alcune piccole varianti negli ingredienti possono compa- rire qua e là: nel Salento, ad esempio, si chiamano pittu- le, mentre a Bari le conosco- no come popizze. Molti critici gastronomici le considerano parte della cucina povera italiana, quei piatti fatti con ingredienti q u o t i d i a n i , a t t r e z z a t u r e minime e un risultato spesso legato alle riunioni più che ai pasti di routine: ecco per- c h é p o s s i a m o d i r e c h e l a loro semplicità li ha trasfor- mati in un cibo rituale, per- f e t t o p e r q u e s t o p e r i o d o dell'anno. Potreste chiedervi come siano nate e, poiché l'Italia è u n a t e r r a d i c r e a t i v i t à e meraviglia, ci sono molte leggende per spiegarlo. Tut- tavia, la più nota è ambien- tata a Taranto e narra che una volta una donna, men- tre preparava il pane la mat- tina di Santa Cecilia, lasciò il suo impasto per ascoltare gli zampognari per strada. Al suo ritorno, l'impasto era lievitato troppo per poterlo dare alla forma, così, per e v i t a r e d i s p r e c a r l o , l o spezzò e lo frisse, scoprendo u n a n u o v a d e l i z i a . E s i s t e anche una versione salenti- na, che raffigura Santa Eli- sabetta che dimentica il suo impasto mentre parla con la Vergine Maria. Certo, non si tratta di resoconti storici, ma probabilmente riflettono i l m o d o i n c u i l e p e t t o l e furono "inventate": come soluzione improvvisata per evitare sprechi. A Taranto, il legame tra Santa Cecilia (la patrona dei musicisti) e le pettole è diventato un'abitudine civi- ca: il giorno della lievitazio- n e , i m u s i c i s t i i n i z i a n o a suonare prima dell'alba e le famiglie rispondono prepa- rando il primo impasto. Le cucine iniziano a riscaldarsi lentamente nelle prime ore del mattino, mentre l'impa- sto lievita sotto un panno, e le prime frittelle finiscono nell'olio mentre la casa si sveglia. Gli ingredienti, abbiamo v i s t o , s o n o g l i s t e s s i d e l p a n e – u n ' i m p r e s a c h e anche le numerose leggende sulle loro origini testimonia- no – ma ci sono differenze nella consistenza: l'impasto d e l l e p e t t o l e è m o r b i d o , appiccicoso e più idratato dell'impasto del pane; alcu- ni cuochi aggiungono patate lesse per dare umidità; altri usano un pizzico di zucche- ro per favorire la fermenta- zione. Una volta lievitato, l'impasto viene sbattuto fino a diventare elastico e versa- to nell'olio caldo (tradizio- n a l m e n t e , o l i o d ' o l i v a ) a mano o con un cucchiaio. M a c h e s a p o r e h a n n o ? Ebbene, le pettole possono e s s e r e s i a s a l a t e c h e dolci . Semplici, di solito vengono consumate subito, a v o l t e c o n u n p i z z i c o d i sale. In molte città si posso- no aggiungere all'impasto acciughe, capperi, olive o p e z z e t t i d i b a c c a l à , e l e f a m i g l i e b a r e s i s p e s s o l e riempiono o le guarniscono dopo la frittura, anche con il cavolfiore cotto. Le versioni dolci sono ricoperte di zuc- chero o miele, mosto cotto o vincotto. Anche la scorza di agrumi o la cannella sono comuni e molto stagionali. P o i c h é g l i i n g r e d i e n t i sono economici e la prepa- razione è facile da condivi- d e r e , l e p e t t o l e v e n g o n o s p e s s o s e r v i t e d u r a n t e l e feste, quindi non sorprende- tevi se le trovate nelle sale parrocchiali, negli eventi di quartiere e nelle cene delle feste. In tutte le loro varianti, le p e t t o l e d i m o s t r a n o c o m e ingredienti semplici e ordi- n a r i p o s s a n o a c q u i s i r e s i g n i f i c a t o a t t r a v e r s o i l tempo e la tradizione: nien- te è più facile ed economico da reperire di farina, acqua e lievito, eppure diventano parte di un rituale stagiona- le fatto di pazienza, abitudi- ne e attesa. E come spesso accade in Italia, ogni fami- glia ha la sua versione, quin- di non sorprendetevi se zia Caterina e nonna Giovanna le preparano con ingredienti diversi! Le pettole traditionali Per 25–30 frittelle Ingredienti • 3 tazze e ½ di farina 00 • Da 1 tazza e ¾ a 2 tazze di acqua tiepida (iniziare con 1 tazza e ¾; aggiunger- ne altra se necessario) • 2 cucchiaini di lievito secco attivo • 1 patata piccola lessa, schiacciata (facoltativa ma tradizionale) • 1 cucchiaino di zucchero • 1 cucchiaino di sale • Olio per friggere (olio di Q u a n d o l e p e t t o l e e n t r a n o n e l l ' o l i o : come la Puglia dà inizio alle feste LA BUONA TAVOLA RICETTE PIATTI TIPICI STORIE DI CUCINA arachidi o vegetale; circa 4 tazze) Procedimento 1. In una ciotola capiente, sciogliere il lievito e lo zuc- chero nell'acqua tiepida. 2. Aggiungere la patata schiacciata, se utilizzata, quindi incorporare la farina e il sale. 3 . M e s c o l a r e e n e r g i c a - mente con un cucchiaio di legno o con le mani fino a ottenere un impasto morbi- do, appiccicoso ed elastico. Dovrebbe essere più morbi- do dell'impasto del pane. 4. Coprire e lasciare lievi- tare in un luogo caldo fino al r a d d o p p i o , c i r c a 1 o r a e m e z z a - 2 o r e . 5 . S c a l d a r e circa 5 cm di olio (170–180 ° C / 3 4 0 – 3 6 0 ° F ) i n u n a padella profonda. 6. Con una mano umida o u n c u c c h i a i o , i m m e r g e r e p i c c o l i p e z z i d i i m p a s t o nell'olio caldo. 7. Friggere fino a doratu- ra su tutti i lati, girando una volta. 8. Scolare su carta assor- bente e servire immediata- mente: semplice, zuccherato (zucchero o miele) o salato con acciughe o olive. Friggere le pettole, un'attività molto "natalizia" in Puglia! (Photo: Onlyfabrizio/Dreamstime)

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