L'Italo-Americano

italoamericano-digital-12-11-2025

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15 GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L ' A n n o d e l l e Radici Italiane, lanciato nel 2024 d a l M i n i s t e r o degli Affari Esteri, nasce come iniziativa nazio- nale per accogliere i discen- denti degli emigranti italiani nelle loro città d'origine. Il suo obiettivo era sia pratico che culturale, poiché si propo- neva di creare un sistema strutturato per supportare il viaggio genealogico, sviluppa- re itinerari locali e incoraggia- re le comunità della diaspora a riconnettersi con i luoghi lasciati dalle loro famiglie. Ciò che è diventato sempre più chiaro nei mesi successivi è che il progetto non si è con- cluso con la fine dell'anno solare. I l t u r i s m o d e l l e radici ha continuato a crescere, soprattutto tra i viaggiatori americani, e l'Italia ora lo considera una delle aree più promettenti per lo sviluppo turistico a lungo termine. Come abbiamo imparato insieme l'anno scorso, l'e- spressione "turismo delle radici" si riferisce specifica- mente ai viaggi motivati dalla storia familiare e si differen- zia dal turismo culturale per- ché l'attenzione è personale piuttosto che tematica. Spes- so, i viaggiatori cercano archi- vi parrocchiali piuttosto che musei, camminano nei quar- tieri in cui vivevano i loro nonni e incontrano parenti lontani, invece di seguire iti- nerari più standard. La ricer- c a l o d e s c r i v e c o m e u n a forma di viaggio plasmata da legami emotivi, in cui gli iti- nerari sono spesso più lunghi, più dispersivi e incentrati su piccole comunità. Questo è un aspetto che per l'Italia è più importante che per molti altri Paesi, data l'entità della sua emigrazione storica: il Mini- stero degli Affari Esteri stima che fino a 70-80 milioni di persone in tutto il mondo abbiano un qualche grado di ascendenza italiana, di cui circa 20 milioni solo negli Stati Uniti; censimenti inter- nazionali più ampi, utilizzati nei documenti programmatici durante l'Anno del Turismo delle Radici, menzionano fino a 260 milioni di persone a livello globale con legami culturali o familiari con l'Italia. Anche tenendo conto di diverse definizioni, il pub- blico potenziale è enorme. L'iniziativa 2024, finanzia- ta attraverso il Piano Nazio- nale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e integrata con le strategie turistiche regionali, è stato il primo tentativo ita- liano di convertire questo potenziale in un settore orga- nizzato. Il piano ha ricevuto circa 20 milioni di euro (circa 24 milioni di dollari) di finan- ziamenti e ha coinvolto tutte le 20 regioni, centinaia di comuni e un'ampia rete di istituzioni culturali. Per aiuta- re i discendenti a pianificare i loro viaggi, il Ministero ha anche lanciato Italea, una piattaforma nazionale proget- tata per fungere da principale punto di riferimento per i viaggi genealogici, che offre itinerari regionali, percorsi tematici, elenchi di genealogi- sti, indicazioni per l'accesso agli archivi locali e una tesse- ra sconto valida presso le atti- vità commerciali convenzio- nate. Ha inoltre creato una rete di coordinatori territoria- li incaricati di aiutare i comu- ni a prepararsi per questa tipologia di visitatori, dalla formazione del personale alla mappatura del patrimonio locale legato all'emigrazione. Questi sforzi hanno coinci- so con un aumento significati- vo dei viaggiatori americani che si dedicano a viaggi basati sulle origini. I dati mostrano che gli americani rappresen- tano il gruppo più numeroso di turisti delle radici, molti dei quali viaggiano nelle stes- s e r e g i o n i c h e u n t e m p o hanno inviato le loro famiglie a l l ' e s t e r o ; u n o s t u d i o d e l 2024 di AnalyticsArts, che ha intervistato oltre duecento visitatori americani, ha rileva- to che i discendenti italiani si comportano in modo diverso rispetto alla popolazione turi- stica generale, poiché tendo- no a rimanere più a lungo, visitano più aree rurali, espri- mono motivazioni emotive più forti per il loro viaggio e m o s t r a n o u n a m a g g i o r e i n t e n z i o n e d i t o r n a r e . Mostrano anche abitudini di viaggio più sostenibili, privile- giando l'ospitalità locale e le esperienze su piccola scala. Ora, considerando che negli Stati Uniti circa 20 milioni di persone si identificano come italoamericani, è chiaro come questo rappresenti molto più di una nicchia turistica per il Belpaese. Fondamentalmente, l'im- patto sulle destinazioni italia- ne è già visibile, anche dopo un solo anno di attività mirata al turismo delle radici, con molte delle città più colpite dall'emigrazione storica ora tra le più attive nell'ospitare turisti delle radici. Un repor- tage del National Geo- graphic sulla piccola città calabrese di Gasperina può essere facilmente preso come esempio: una singola visita di una famiglia americana alla ricerca delle proprie radici italiane ha portato all'incon- t r o c o n d e c i n e d i p a r e n t i ancora in vita e a un rinnova- to interesse locale per la sto- ria emigratoria della comu- nità. Storie simili emergono in Sicilia, dove l'ufficio regio- nale Italea ha integrato il viaggio genealogico con even- ti culturali esistenti, laborato- ri artigianali e festival stagio- nali in città come Burgio, Giuliana e Prizzi. I gruppi di ricerca coinvolti nell'iniziativa Year of Roots stimano circa tre milioni di viaggiatori delle radici all'in- terno di un bacino più ampio di visitatori motivati dal patri- monio culturale. Le proiezioni economiche più ampie vanno oltre, suggerendo che se l'Ita- lia riuscisse a organizzare e sostenere questo mercato, il t u r i s m o d i b a s e p o t r e b b e generare decine di miliardi di valore a lungo termine e contribuire in modo significa- tivo alla rivitalizzazione dei piccoli centri dell'entroterra. This last point is pivotal for the health of our communi- ties, as half of Italy's munici- palities face depopulation or demographic decline; many are exactly the towns that emigrants left between the l a t e n i n e t e e n t h a n d e a r l y twentieth centuries. An ance- stry-driven tourism economy would send visitors directly to these areas, supporting local b u s i n e s s e s a n d c r e a t i n g incentives to maintain buil- dings, archives, and cultural activities. Quest'ultimo punto è fon- damentale per la salute delle nostre comunità, poiché metà dei comuni italiani affronta lo spopolamento o il declino demografico; molti sono esat- tamente i paesi che gli emi- granti abbandonarono tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Un'economia turistica basata sulle origini indirizze- rebbe i visitatori direttamente in queste aree, sostenendo le i m p r e s e l o c a l i e c r e a n d o incentivi per la manutenzione di edifici, archivi e attività culturali. Ma se l'Italia vuole svolge- re pienamente il suo ruolo di leader nel settore del turismo delle radici, soprattutto nel contesto americano, ci sono alcuni aspetti aggiuntivi che devono essere considerati. Ad esempio, lo stesso sondaggio di AnalyticsArts che abbiamo appena menzionato mostra anche che molti intervistati italoamericani non erano a conoscenza dell'esistenza di iniziative ufficiali a sostegno del turismo delle radici, il che significa che si può fare di più nella divulgazione – noi de L ' I t a l o A m e r i c a n o c i siamo tenuti aggiornati su tutte le novità che dovete sapere sul turismo delle radi- ci. Anche in Italia c'è bisogno di miglioramenti: le ammini- strazioni locali, soprattutto nelle aree rurali, a volte man- cano di personale, competen- ze linguistiche o risorse tecni- c h e p e r g e s t i r e i n m o d o efficiente le richieste genealo- giche. Gli archivi possono essere divisi tra municipi e parrocchie, con una digitaliz- zazione spesso molto limitata; i collegamenti di trasporto con i piccoli centri dell'entro- terra rimangono incoerenti, rendendo difficile per i visita- tori senza auto raggiungere il luogo di nascita della propria famiglia. Tuttavia, quanto sopra è una critica costruttiva, qual- cosa su cui si può basare e svi- luppare miglioramenti. I pro- gressi compiuti dal lancio dell'Anno delle Radici hanno gettato le basi per un settore che si prevede continuerà a crescere, e l'Italia ora dispone di un quadro formale, una piattaforma nazionale dedica- ta, coordinatori regionali e una rete in espansione di guide e genealogisti specializ- zati nel lavorare con i viaggia- tori della diaspora e, forse ancora più importante, la v o l o n t à e i l d e s i d e r i o d i migliorare e diventare più efficiente. Per gli italoameri- cani, questo significa che pia- nificare un viaggio alla sco- perta delle radici oggi è più facile di quanto non lo fosse anche solo un paio di anni fa, perché le informazioni stanno diventando sempre più cen- tralizzate, gli itinerari più strutturati e più città sono disposte ad aiutare i visitatori a comprendere la storia della propria famiglia. Potremmo essere solo all'i- n i z i o , m a i l n o s t r o P o n t e s u l l ' A t l a n t i c o s e m b r a g i à avere basi molto solide. P e r c h é i d i s c e n d e n t i d e g l i S t a t i U n i t i s t a n n o guidando il boom del turismo delle radici in Italia Una giovane turista a Parma. Dopo il boom dell'anno scorso, il turismo delle radici rimane ancora centrale per il settore turistico italiano (Photo: Sergiomonti/Dreamstime) TURISMO DELLE RADICI PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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