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GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Addio a Rocco Commisso, compianto patron che ha fatto sognare la Fiorentina R occo B. Commisso si è spento a New York, dopo una lunga malattia. Con lui scompare uno dei presidenti più attivi e incisivi della Serie A, ma anche un grande italoameri- cano: un self made man che è sembrato a lungo incarnare il sogno dell'immigrato di succes- so, nella terra delle possibilità. UN UOMO, UN SIMBOLO - Originario di Marina di Gioiosa Ionica (Calabria), Rocco era arri- vato negli Stati Uniti nel 1962, a dodici anni. Era sbarcato per rag- giungere il padre che, dopo la prigionia di guerra in Africa, aveva attraversato l'Oceano Atlantico nel 1956. Nel Nuovo Mondo (prima Pennsylvania, poi New York) si era fatto strada come in un film: talento, creati- vità, improvvisazione e musica (suonava la fisarmonica). Poi aveva cominciato a fare sul serio (anche con una borsa di studio legata al calcio: è stato vice-capi- tano della squadra di calcio della Columbia University) fino a una laurea (proprio alla Columbia) in ingegneria industriale, a cui aveva fatto seguire un master in economia. Autentico simbolo di riscatto sociale, la sua carriera è decollata con l'assunzione di incarichi sempre più prestigiosi - tra settore farmaceutico e settore bancario -, fino all'intuizione della svolta quando, nel 1995, ha inventato e fondato Mediacom, futuro colosso delle tv via Cavo. IL CALCIO NEL SANGUE - Il legame di Commisso con il calcio era intenso e passionale, come era lo stesso presidente. Oltre all'attività di campo ai tempi dell'università (legame duraturo, quello con la Columbia visto che il manager italoameri- cano è stato grande finanziatore del Soccer dell'ateneo, cofon- dando e dirigendo a lungo l'Associazione 'Friends of Columbia Soccer', contribuendo direttamente alla vittoria di ben 8 titoli consecutivi dell'Ivy League e raggiungendo anche le finali Ncaa: a riprova dei meriti di Commisso, nel 2013 la Columbia University ha intitola- to il proprio stadio di calcio al manager di origini calabresi), va ricordata la gestione dei Cosmos di New York (nel 2017). Dopo questo ingresso nel mondo del professionismo, Commisso era pronto per il gran- de salto: accostato al Milan ai tempi della confusa gestione di Jonghong Li, è sbarcato in Italia nel giugno 2019, acquistando la Fiorentina. UNO STILE UNICO - In Toscana, Commisso arriva con la solita abituale passione ("Io sono un tifoso, chiamatemi Rocco"), ma anche con le idee chiare: la Fiorentina dovrà cambiare status (per tornare 'grande') e dovrà investire nelle strutture (per sup- portare il business plan societa- rio). Il 'Viola Park' è il più rile- vante successo della sua presi- denza: con 22 ettari di superficie è il più grande centro sportivo italiano. Nelle sue avveniristiche strutture si allenano la prima squadra, quella femminile e tutte le giovanili viola. Il progetto dello stadio, invece, si è arenato nei meandri della burocrazia ita- liana e delle pressioni politiche (storture contro cui Rocco si è scagliato a più riprese, con la sua abituale schiettezza e il suo caratteristico ed espressivo stile di comunicazione), costringendo il magnate a doversi accontenta- re, al posto di un nuovo impianto (ultimamente ipotizzato forzosa- mente fuori Firenze), del resty- ling (non gestito, almeno inizial- mente, dalla Fiorentina) STEFANO CARNEVALI dell'Artemio Franchi. GIOIE E DOLORI SUL CAMPO - La Fiorentina di Commisso, dal punto di vista sportivo, ha vissuto stagioni di grandi entusiasmi, anche se non sempre premiate dai risultati. Se i Viola si sono rivelati estrema- mente performanti a livello gio- vanile (con 4 vittorie in Coppa Italia Primavera e due in Supercoppa Primavera), i risulta- ti della prima squadra non sono stati altrettanto convincenti. In Serie A, sono arrivati un 10º, un 13º, un 7º, due 8º consecutivi e un 6º posto e bruciano ancora tantissimo le tre finali perse in modo rocambolesco tra 2022/23 e 2023/24 (due di Conference League, una di Coppa Italia). La sensazione, però, è che, con Commisso, la Fiorentina fosse tornata ad essere una realtà credibile, anche dal punto di vista degli investimenti di calcio- mercato. Tanti gli acquisti importanti (Pulgar, Amrabat, Martinez Quarta, Bonaventura, Borja Valero, Callejon, Nico Gonazalez, Cabral, Jovic, Kean, Gosens, De Gea, Gudmundsson per citare i più rilevanti), i giova- ni valorizzati (Kayode, Comuzzo, Fortini su tutti) e le cessioni iper-remunerative (Vlahovic, Chiesa, Gonzalez le partenze principali). C'è poi da ricordare la tragedia di Joe Barone: il suo braccio destro in viola (quasi un plenipotenziario a Firenze) e un amico, stroncato da un infarto nel marzo 2024, alla vigilia della gara contro l'Atalanta. La perdita del Dg fu, per Commisso, un dolore enorme che lo spinse a impegnarsi anco- ra di più nella Fiorentina. L'ANNO DELLA PAURA - Con l'aggravarsi della malattia - a seguito di un'ultima operazio- ne, gli era anche stato vietato di prendere l'aereo - Commisso aveva alleggerito la presenza. Forzosamente lontano da Firenze era stato accusato di volersi disimpegnare dalla Fiorentina. Nulla di più falso, vista la grande campagna acquisti di questa esta- te e la scelta di un allenatore esperto (e costoso) come Pioli. In questa prima parte della stagione, però, a Firenze nulla è andato per il verso giusto e la squadra - con uno spogliatoio in fibrillazione - si è trovata incredibilmente coin- volta nella lotta per non retroce- dere. Con l'arrivo di Vanoli in panchina - e non senza fatiche - la Viola ha dato segnali di riscos- sa e chissà che, dopo la morte del suo patron - pianto da tutti, in particolare dai senatori che lo avevano conosciuto direttamente -, non troverà la forza per risolle- varsi definitivamente. Di certo, se Rocco fosse stato presente e in salute, avrebbe certamente trova- to gli stimoli giusti per guidare i suoi ragazzi alla riscossa. Addio al presidente della Fiorentina Rocco Commisso (© Agenzia LiveMedia | Dreamstime.com)
