L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO John Basilone, primo italoamericano decorato dal Congresso Usa con la medaglia d'onore E ra un inferno di fuoco, quello che accolse le trup- pe americane che avevano messo piede sulle spiagge lavi- che di una sconosciuta isola del- l'arcipelago delle Salomone, nell'Oceano Pacifico. Era il set- tembre del 1942 e l'inferno durò per trentasei giorni culmi- nando in una sanguinosa carnefi- cina che lasciò sul terreno migliaia di combattenti. La vit- toria 57 anni fa, nella battaglia più sanguinosa sostenuta dal Corpo dei Marines degli Stati Uniti, nei 168 anni della loro sto- ria: il nome di Guadalcanal, entrò a far parte delle pagine del- l'ultimo conflitto come il primo riscatto degli americani nei con- fronti della potenza bellica giap- ponese. Nei libri di storia americana entrò anche un ragazzo di nome John Basilone, americano natura- lizzato e figlio di emigranti ita- liani residenti a Raritan, cittadina del New Jersey. All'epoca aveva 29 anni ed era sergente. Divenne il primo militare americano decorato con la medaglia d'onore del Congresso Americano: tre anni più tardi fu decorato anche con la Navy Cross della Marina, ma quella che venne premiata fu soltanto una bara: il ragazzo era deceduto nella battaglia di Iwo Jima, il tracollo definitivo dell'e- sercito nipponico, prima delle devastanti bombe atomiche. La storia di John Basilone riassume forse meglio di altre lo spirito con cui tanti figli di emi- granti abbracciarono, durante l'ultimo conflitto, la causa ameri- cana. Nati da genitori che con fatica si erano integrati nella società nordamericana, avevano eredita- to l'intimo ringraziamento per l'occasione offerta e la certezza di combattere per una causa comunque giusta. Anche John era figlio dell'emigrazione mas- siccia nel Nuovo Mondo. Il padre, Salvatore, era nato a Benevento, in Campania, e si era portato dietro l'arte della sarto- ria; la madre, Dora Bencinvengo proveniva da una famiglia italo- americana originaria di Napoli e diede alla luce 10 figli. Tra que- sti John era il più dotato fisica- mente. Il ragazzo amava lo sport e si dedicò con successo a varie specialità. A 17 anni chiese ai genitori di svolgere il servizio militare nel corpo dei Marines e partì per un periodo di 3 anni alla volta delle Filippine. Nelle isole del Pacifico Basilone si distinse per l'abilità nella boxe, diventando campione della cate- goria ultraleggera della Golden Glove Boxing (il suo sopranno- me era Manila John). Tornato a casa si dedicò a vari lavori nella zona di Raritan, paese di residen- za, ma questo non gli impedì di tornare in divisa al momento dello scoppio della guerra con il GENEROSO D'AGNESE Giappone. Era il 1940 e gli ame- ricani avevano appena subito lo smacco di Pearl Harbor: nella gente c'era rabbia e voglia di riscatto e l'America cercava modelli per pubblicizzare lo spi- rito libertario e nazionale. Basilone, suo malgrado, si ritrovò ad essere il simbolo di quella nazione nel settembre del 1942. Nella fitta boscaglia tropi- cale di Guadalcanal, durante una tempesta, si ritrovò a dover fron- teggiare un improvviso attacco nipponico. Trovatosi solo e cir- condato da due compagni seria- mente feriti, Basilone affrontò con eccezionale coraggio gli attacchi di nemici in numero pre- ponderante riuscendo a respin- gerli da solo e portando in salvo i commilitoni. Il gesto passò rapi- damente di bocca in bocca tra- sformando il giovane italoameri- cano nell'incarnazione del mito nazionale. I giorni di John cam- biarono radicalmente. Accolto trionfalmente dal sindaco Fiorello La Guardia (altro figlio dell'emigrazione italiana) al suo arrivo nell'aeroporto di New York, il sergente dei marines divenne il mezzo principale della campagna di arruolamento volontario. Ammaliati dalle con- vincenti parole di Basilone tanti ragazzi corsero a vestire la divisa e a buttarsi nell'infernale calde- rone della guerra. Il ragazzo girò in lungo e in largo gli Stati Uniti, si mostrò sul palco in compagnia delle cele- brità cinematografiche, rilasciò fiumi di interviste, raccolse in favore del dipartimento della Difesa 1,5 milioni di dollari ma non cambiò il suo carattere schi- vo e riservato. Alla folla che lo acclamava eroe, ripeteva che solo una parte della medaglia d'onore gli apparteneva, e che la gran parte apparteneva ai ragazzi morti a Guadalcanal. In quei mesi di vita di rappresentanza John trovò anche il tempo di spo- sare Lena Riggi. Matrimonio consumato in fretta: poche setti- mane e il sergente era di nuovo in volo per partecipare alla fase conclusiva dell'avanzata ameri- cana nel Pacifico. Scese dal pie- distallo per rivestire i panni del semplice soldato e partecipò alla battaglia di Iwo Jima, la più san- guinosa di quelle combattute dal corpo dei Marines nei 170 anni della sua storia. La battaglia infuriò per 36 giorni e gli americani persero 7000 uomini. Basilone combatté fino all'ultimo con coraggio tro- vando la morte a causa dell'e- splosione di una mina. Tornò a casa decorato una volta di più, fu sepolto con i massimi onori nel cimitero di Arlington, a Washington come gli altri 11 ita- loamericani decorati con la medaglia d'onore del Congresso americano. Il Cimitero nazionale di Arlington (Ph © Worawat Dechatiwong | Dreamstime.com) dove è sepolto Basilone © R.Mosteller | Dreamstime.com

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