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GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 32 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI A Terni riemerge la Domus dei mosaici: nuova stagione di conoscenza della storia romana I nuovi mosaici riemersi a Carsulae in Umbria (Ph courtesy Ufficio Stampa e Comunicazione MiC) L 'ultima campagna di ricer- ca nel sito archeologico di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri in provincia di Avellino, ha prodotto risultati di eccezio- nale rilievo sull'articolazione urbanistica dell'antica città romana, confermando il valore strategico dell'insediamento lungo la Via Appia, riconosciuta Patrimonio mondiale dell'uma- nità dall'Unesco. Il sito, identificato da alcuni studiosi con l'antica Forum Aemilii e risalente al II-I secolo a.C., rappresenta un tassello cru- ciale per comprendere il proces- so di romanizzazione dell'Irpinia. La sua importanza storica è legata alla presenza della Regina viarum e all'origine della Via Aemilia voluta dal con- sole Marco Emilio Lepido nel 126 a.C. Già negli anni Ottanta del Novecento, le indagini ave- vano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, attestando la presenza all'interno del centro di personaggi di rango elevato. La nuova campagna, diretta dal professor Giuseppe Ceraudo U na scoperta che riscrive la conoscenza di uno dei più importanti centri romani dell'Umbria e apre una nuova stagione di valorizzazio- ne. Nell'area archeologica di Carsulae, in provincia di Terni, sono emersi nuovi e raffinati pavimenti musivi pertinenti a una grande residenza romana affacciata sul foro, la cosiddetta "domus dei mosaici", oggetto delle recenti campagne di scavo. Le indagini archeologiche, avviate nel 2017, con il supporto economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e condotte dall'associazio- ne Astra Onlus nell'ambito di una concessione ministeriale, hanno portato alla scoperta di una vasta domus databile alla fine del I secolo a.C., con ambienti di rappresentanza, peri- stili, ninfei e un articolato settore termale privato. I mosaici, in bianco e nero e con decorazioni geometriche di straordinaria con- servazione, testimoniano l'alto livello architettonico e decorati- vo dell'edificio, indagato finora per circa metà della sua estensio- ne. Grazie all'ultima campagna di scavo dell'estate 2025, è stata inoltre individuata una seconda Sulla via Appia la tecnologia incontra l'archeologia: droni individuano Foro e Teatro nel sito romano di Fioccaglia Ortofoto dell'area (Ufficio Stampa e Comunicazione Mic-Unisalento) dell'Università del Salento, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le pro- vince di Salerno e Avellino e con l'Amministrazione comunale di Flumeri, ha permesso di indivi- duare con chiarezza l'impianto ortogonale della città, con assi stradali regolari e isolati pianifi- cati secondo il modello delle città di nuova fondazione. Di particolare rilievo è l'indi- viduazione del Foro, cuore civile e commerciale dell'abitato, con la vasta piazza centrale e il peri- metro degli edifici pubblici che vi si affacciavano, nonché la sco- perta di un teatro monumentale finora ignoto, elemento che atte- sta l'importanza sociale e cultu- rale del centro urbano. Le evi- denze confermano che Fioccaglia fosse una città struttu- rata e dotata di edifici pubblici monumentali, rafforzandone il ruolo storico e strategico nel sistema viario romano. Determinante il contributo delle tecnologie innovative, mette in risalto il Prof. Ceraudo: "la combinazione di prospezioni geofisiche e indagini telerilevate tramite droni equipaggiati con sensori termici e multispettrali ha consentito di ottenere una vera e propria radiografia del centro antico ancora sepolto, indivi- duando le strutture attraverso le variazioni nella crescita della vegetazione e nella composizione magnetica del sottosuolo". La Soprintendente per le pro- vince di Salerno e Avellino, Anna Onesti, ha sottolineato "come la sinergia tra ricerca accademica e tutela abbia prodot- to risultati fondamentali per l'ela- borazione di un nuovo piano di gestione e valorizzazione delle aree individuate". Per il funzio- nario archeologo Lorenzo Mancini: "l'area alla confluenza tra l'Ufita e il torrente Fiumarella si conferma tra i comprensori di maggiore interesse archeologico dell'Irpinia, anche in relazione alle indagini connesse alla realiz- zazione della Stazione Hirpinia dell'Alta Velocità". Per il Comune di Flumeri: "Questa sco- perta è un motivo di grande orgo- glio e un'opportunità di sviluppo per il nostro territorio e l'offerta storico-culturale della Campania interna". fase di vita della domus, caratte- rizzata dall'aggiunta di un com- plesso termale con frigidarium, tepidarium e calidarium dotati di ipocausto, nonché ulteriori ambienti abitativi con ampie superfici musive. Contestualmente, sono stati eseguiti interventi di consolida- mento e restauro dei pavimenti e dei materiali più significativi, oggi ricoperti per garantirne la corretta conservazione. Alla scoperta archeologica si affianca ora un importante inve- stimento per la valorizzazione del sito. Con un finanziamento complessivo di oltre 2.300.000 euro, è stata avviata la progetta- zione di un ampio piano che pre- vede la realizzazione di una copertura protettiva dei mosaici della domus e il completo rialle- stimento del Centro Visite. Ecce Homo ora 'a casa' I l Ministero della Cultura con- ferma l'acquisizione del qua- dro "Ecce Homo" di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d'aste Sotheby's. "È un'operazione di altissimo livello culturale. E' un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cit- tadini italiani e dei visitatori pro- venienti da tutto mondo". Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, confermando l'acquisizione, tramite la Direzione generale Musei, per 14,9 mln di dollari da Sotheby's di un eccezionale dipinto a tem- pera su tavola di Antonello da Messina. Si tratta di un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso "Ecce Homo", con Cristo coronato di spine, dall'altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata da tracce legate alla sua storia come oggetto di culto.
