L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 34 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT I Giochi di Los Angeles non sono lontani ma Sara Madera, energia azzurra, pensa ai Mondiali LUCA FERRARI " Il bello del nostro sport è che devi stare concentrata fino all'ultimo. Non puoi mollare mai. Un tiro, una palla persa e può cambiare tutto". Sara Madera non è solo una grande giocatrice di pallacanestro, tra le protagoniste del recente bronzo europeo azzurro. È una donna grintosa. Un'atleta combattiva, sempre pronta ad aiutare le com- pagne più giovani e decisa a "regalare" alla Molisana Magnolia Basket Campobasso il primo trofeo senior della sua sto- ria. Aperta ai microfoni de L'Italo-Americano, la cestista toscana classe 2000 ha voluto iniziare partendo proprio da quella che è la sua attuale casa a spicchi: "Campobasso ha fatto e sta facendo una crescita esponen- ziale. È una società molto solida che fa un passo alla volta, dando- ti la possibilità di vivere e assa- porare la tua crescita personale e collettiva. È partita dalla A2 nel 2017 e anno dopo anno si è sem- pre più rafforzata, imponendosi come una delle poche realtà capaci di intaccare il duopolio scledense-veneziano. Come gio- catrice e come parte della squa- dra, il mio obiettivo è migliorar- mi di stagione in stagione, vin- cendo un trofeo". Ala/Centro di 187 cm, Sara ha il numero 20 sulla schiena e il 14 in Nazionale. "Mi sono sempre piaciuti i numeri pari a due cifre. Il 20 mi ha sempre ispirato, ci ho iniziato con Livorno e poi è anche il giorno in cui è nato il mio fratellino (più giovane di otto anni, ndr). All'epoca della mia prima volta con la casacca azzurra invece, c'era meno scelta rispetto a ora. Il 20 era già occu- pato, per cui ho ripiegato sul 14, altro numero di mio gradimen- to". All'inizio della sua forma- zione con la palla arancione, il basket era un corpo estraneo a casa Madera. Sarà proprio lei a farlo scoprire alla sua famiglia. "All'inizio facevo ginnastica artistica, poi un collega di mio papà che allenava una squadra a Livorno, mi ha suggerito di pro- vare. È stato amore a prima vista e non ho più smesso da allora. Anche mio fratello adesso gioca, e fa l'arbitro. Non ho mai avuto particolari modelli. Mi piace guardare in generale e prendere qualcosa un po' da tutti, femmi- ne e maschi, magari studiando un particolare movimento. La gioca- trice che forse ammiro di più è la belga Emma Meesseman, una ragazza molto intelligente. Entrambe sappiamo stare in ogni posizione del campo". Emma e Sara si sono recente- mente incontrate e non è stata una sfida come le altre. Ai FIBA EuroBasket Women 2025 Italia e Belgio disputarono una partita al cardiopalma per un posto in fina- le: a spuntarla furono le Cats, 66- 64. La sconfitta sarà poi addolci- ta da una superlativa prova con- tro la Francia, vincendo così la medaglia di bronzo. Un match, quello contro le transalpine, dove Sara mise a segno 5 dei 69 punti totali. "Al di là della medaglia, il mio ricordo più bello di quell'Europeo è il match contro la Turchia (vinto in overtime, ndr). Nelle ultime edizioni c'era- vamo sempre fermate ai quarti di finale. Questa volta invece erava- mo più determinate che mai. Fin dalle prime partite della competi- zione siamo entrate con la giusta mentalità, decise più che mai a essere protagoniste. La partita con la Turchia è stata fondamen- tale per una sorta di svolta men- tale. Abbiamo capito quanto fos- simo forti e non vediamo l'ora di si stavano facendo valere due future colonne della Nazionale, oggi sue compagne azzurre, Francesca Pan e Lorela Cubaj. "Rifiutai tutte le proposte, una scelta che tutt'ora condivido. All'epoca ho sempre pensato: se riesco a giocare qua in Italia per- ché andare negli Usa? In America c'è un modo di giocare e di allenarsi molto diverso. Chiariamoci, il college è un'espe- rienza cestistica e di vita incredi- bile. Sono felice che tante nostre connazionali si stiano facendo valere sui parquet d'oltreoceano. Col senno di poi, magari sarei potuta andarci, però sono conten- ta del percorso che ho fatto e che sto facendo. Sto molto bene a ni. La partita più memorabile giocata finora, avvenne ai FIBA U17 Women's World Championship 2016 di Saragozza. In quell'occasione le Azzurre persero di appena 4 punti contro le fortissime ameri- cane, poi arrivate terze. L'Italia invece raggiunse la finale, scon- fitta dall'Australia. In quell'edi- zione Sara venne inserita nel miglior quintetto della rassegna iridata (All Tournament Team). "La squadra senior degli Stati Uniti può cambiare quintetti su quintetti. Per batterle, dovremo limitare i loro punti forti che ovviamente sono tanti, pensando anche a noi stesse e giocando la nostra migliore pallacanestro, passata la fiamma olimpica (invernale) di Milano-Cortina 2026 per Campobasso, è stato molto emozionante, facendomi però sentire anche il ricordo e il dolore della mia mancata parteci- pazione sul campo". Come molte sue connazionali, anche Sara ha un rapporto molto speciale con la maglia azzurra. Anno dopo anno, la cestista toscana è diventata sempre più forte, vincendo nel 2019 la medaglia d'oro ai Campionati Europei Under 20 femminili a Klatovy (Repubblica Ceca), manifestazione nella quale fu eletta MVP della competizione. Tra le sue compagne di squadra c'era anche Costanza Verona, playmaker del Famila Schio, eletta anch'essa nel miglior quin- tetto ideale della rassegna conti- nentale. Un risultato storico poi- ché fu il primo titolo europeo U20 vinto dall'Italia femminile, a oggi anche l'unico della speci- fica categoria. In attesa di festeggiare altri successi, il presente del basket femminile italiano racconta una realtà decisa e pronta per imporsi a livello nazionale, anche se c'è ancora molto su cui lavorare e non solo sul fronte societario. "I social media sono sicuramente un valido aiuto per promuovere la nostra disciplina, potendo ammirare una giocata e/o seguire una giocatrice. La medaglia di bronzo agli Europei è stata molto importante e l'aver trasmesso in chiaro tutte le nostre partite ci ha fatto guadagnare molta popola- rità. Nei prossimi anni sarà fon- damentale aumentare la visibilità del basket femminile e avere sempre più gente che ci segue. Federazione e Lega stanno lavo- rando nella giusta direzione. Poi ovviamente, dipenderà anche da noi e dalle nostre, si spera, future vittorie". Al giorno d'oggi le par- tite del campionato di basket femminile italiano si possono vedere solo a pagamento sulla piattaforma Flima.tv. Tutte le sfide di EuroLeague ed EuroCup invece, sono in chiaro su YouTube. Nonostante il basket sia uno degli sport più popolari in Italia, il corrispettivo femmini- le non gode dello stesso seguito come succede in Spagna, Francia e Turchia. A dispetto di un'ana- loga e forte tradizione calcistica, lì i palazzetti di basket femminile sono pieni. Sara Madera è nel pieno della sua carriera cestistica. "Al futuro non ci penso troppo" conclude, "Al momento non mi vedo fare l'allenatrice, però chi lo sa e comunque mi piacerebbe rimane- re nell'ambito della pallacanestro perché alla fine è la mia vita". Il presente chiama, la cestista è in campo. dimostrarlo ancora". Le occasio- ni non mancheranno di certo. Le Olimpiadi 2028 a Los Angeles non sono poi così lonta- ne. Sono ancora più vicini i Mondiali 2026 di Berlino. Per riuscire a parteciparvi, l'Italia se la dovrà vedere prima con la Spagna vice-campione d'Europa e poi (anche) contro le indiscusse regine del basket, gli Stati Uniti. Sara Madera non è mai stata negli USA, "nemmeno in vacan- za", scherza. Eppure, a ben guar- dare la sua vita, sembra che lei e gli States si rincorrano senza mai trovarsi… almeno fino a ora. Tutto è iniziato all'età di 17- 18 anni, quando le arrivarono le prime richieste dai college: Stanford, UConn, Washington e Georgia Tech, quest'ultima dove Campobasso e allo stesso tempo mi piacerebbe andare in WNBA, magari a fine carriera, così come fare un'altra esperienza euro- pea". Tra il biennio Seniores con la Reyer Venezia, la laurea in Design del Prodotto e della Moda e il neo-biennio molisano (in corso di svolgimento), lì nel mezzo c'è stata anche un'annata in Spagna, al Gernika Bizkaia (2023-24). Una stagione segnata da pesanti problemi societari. Un periodo comunque molto impor- tante, "perché l'esperienza estera ti forma molto. Perché vai a gio- care da straniera e non da italiana nel campionato italiano, quindi hai anche altre responsabilità". Nel corso della sua carriera Juniores, Sara ha affrontato gli Stati Uniti in differenti occasio- mettendole il più possibile in dif- ficoltà. Sarà una partita molto tosta ma per raggiungere certi risultati, devi affrontare le squa- dre migliori e ovviamente batter- le". Se Sara e l'Italia incroceran- no gli USA anche a Los Angeles 2028, lo scopriremo nei prossimi anni. "Partecipare ai Giochi Olimpici è il mio sogno più gran- de. La mia storia personale, pur- troppo, ha un conto in sospeso, o meglio, una ferita ancora aperta. Ero praticamente sulla scaletta delle Olimpiadi di Tokyo con la nazionale femminile di basket 3x3 quando, per motivi legati alle regole di eleggibilità della FIBA, differenti tra pre- Olimpico e Olimpiadi, fui esclu- sa. Quando lo scorso inverno è La cestista azzurra Sara Madera (Ph courtesy @italbasket.redazione@gmail.com)

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