L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-16-2026

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GIOVEDÌ 16 APRILE 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Nel suggestivo borgo medievale di Pescia il linguaggio colorato e vorace del visionario Tesi P escia è un suggestivo borgo medievale toscano in provincia di Pistoia, situato tra Lucca e Firenze, noto come il "capoluogo della Valdinievole". Divisa dal fiume omonimo, la città è rinomata per la floricoltura, il commercio dei fiori, la produzione di carta e la vicinanza a Collodi, il paese di Pinocchio. Il fiume Pescia separa il centro in due zone distinte: il nucleo religioso con la Cattedrale di Santa Maria Assunta sulla riva sinistra, e quello commerciale/politico sulla riva destra, dominato da Piazza Mazzini e dal Palazzo Comunale. Oltre al Duomo, da visitare la Chiesa di San Francesco con la pala di Bonaventura Berlinghieri, la Chiesa di Santa Chiara e la Gipsoteca Libero Andreotti. Nel settembre 2022 a Pescia è nata la Fondazione Poma Liberatutti, spazio polifunzionale dedicato alla cultura, all'arte e alla musica, voluto da Paolo Trinci e Rita Fantozzi, con labo- ratori e mostre per promuovere la creatività e il confronto. Fino al 24 maggio è aperta la mostra Visceralità primitiva di Paolo Tesi, che raccoglie ventisette opere inedite realizzate nel 2025 su carta, una serie a colori di dieci lavori a inchiostro e una serie monocroma di diciassette lavori realizzata con la tecnica del pastello a cera. Opere di grandi dimensioni, ampi spazi in cui l'artista racchiude e unisce il continuum di temi che si richia- mano tra loro. Al centro del pro- getto l'idea di una visceralità pri- mitiva. I soggetti nascono dal subconscio visionario dell'artista ed esplodono attraverso il segno e il colore. Nato a Pistoia nel 1945, Paolo Tesi si forma tra la sua città e Firenze, scegliendo fin dagli esordi un percorso di studi a indirizzo artistico. All'Accademia di Belle Arti affianca la frequenza alla Facoltà di Lettere dell'Università di Firenze, dove incontra figure determinanti per la sua formazio- ne intellettuale come Alessandro Parronchi e Luigi Baldacci. Pittore, incisore, illustratore, Tesi ha sempre attraversato i linguag- gi con una naturalezza che rifug- ge le categorie rigide, definendo- si non a caso «pittore con la ten- tazione di scrivere». Una tensio- ne che lo conduce a un'attività parallela di curatore e promotore culturale, fino alla fondazione della rivista di arte e letteratura Ombrone, e che accompagna per oltre quindici anni anche la sua esperienza di docente di disegno tra Italia e Germania. L'attività espositiva prende avvio nei primi anni Sessanta, con le prime partecipazioni a mostre collettive a partire dal 1962, mentre la prima personale risale al 1973, nella sua città natale. Da allora, Tesi ha svilup- pato un percorso personale costante e autonomo, con esposi- zioni in Italia e all'estero (questa è la sua settantesima!) che testi- moniano la solidità e la coerenza della sua ricerca. Come scrive lo stesso Tesi a proposito della mostra: "La superficie che utilizzo per lavo- rare, qualsiasi essa sia, non mi basta mai: vado sempre oltre. La mano traccia l'ennesimo segno che scompare inghiottito dall'al- FABRIZIO DEL BIMBO tra miriade di schizzi tracciati poco prima, per essere poi, tutti assieme, inghiottiti dal foglio' e ancora "Sono vorace" e poi "Quando nello studio inizio a disegnare, avverto un leggero disagio che si diffonde nell'aria, un'ansia mi pervade e mi spinge a fare. La mano si attiva e segno dopo segno lo spazio si riempie senza alcun indugio. Da un foglio passo a un altro, ma non mi sento appagato. Qualcosa di primitivo, inspiegabile e irrazio- nale, preme nelle mie viscere alla ricerca di un risultato che mi soddisfi, di un ideale forse irrag- giungibile". Questa voracità del segno, questa tensione incessante verso un altrove che sfugge, è ciò che dà forma e sostanza all'intero progetto espositivo. Visceralità primitiva non propone una narra- zione pacificata, ma espone il processo stesso del fare artistico come campo di conflitto, come necessità non mediabile. Visceralità primitiva di Paolo Tesi a Pescia (Ph courtesy Ufficio stampa Davis&Co)

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