L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-16-2026

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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 16 APRILE 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Acque, culti e santuari: Etruschi e Veneti s'incontrano tra gli antichi reperti in un dialogo millenario M ari, fiumi, sorgenti salu- tifere e acque termali furono gli ambienti pri- vilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luo- ghi per la crescita della colletti- vità, mete per il transito e per lo scambio culturale. È a Venezia la mostra "Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari" (fino al 29 settem- bre, Palazzo Ducale, sale dell'Appartamento del Doge), un racconto intorno al mondo delle pratiche religiose antiche in cui l'acqua assumeva un valore gene- rativo, terapeutico e identitario. L'esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valo- re, molti dei quali inediti e prove- nienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. "La mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari trae origine dalla volontà di affrontare un tema finora inedi- to, non tanto quello relativo al confronto tra la civiltà etrusca e quella veneta, già oggetto di rifles- sione scientifica e di aggiorna- mento delle conoscenze, bensì quello volto ad indagare il rappor- to con la sacralità delle acque nelle due civiltà, nel tentativo di metterne a fuoco affinità e specifi- cità. Il panorama che ne deriva - LUCA FERRARI Thesan/Leucotea da Pyrgi (Ph Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia) dice Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica Musei Civici di Venezia e co-curatrice dell'espo- sizione - risulta popolato da mol- teplici divinità, preposte chi alle acque salutifere, chi al guado di un grande fiume, chi ancora agli approdi marittimi, insediati cia- scuna all'interno di scenari parti- colari, siano essi sorgenti sananti o porti ospitali, di cui l'elemento- acqua costituiva il fulcro oltre che talora anche il potenziale oggetto di culto". Il percorso museale si apre con la sezione Gli Etruschi e il sacro, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, in prestito dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un'immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell'acqua come spazio sacro. Spazio poi alle due sale incentrate sui Sacri approdi dell'Etruria, Vulci e Pyrgi. Il capi- tolo Acque miracolose invece, conduce il visitatore nei grandi santuari salutari dell'Etruria inter- na, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protago- nista con un nucleo di bronzi pro- venienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell'antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomi- ci e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano. Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l'antica Kainua, con l'esposizione di preziose cerami- che di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del san- tuario Fontile. La sezione etrusca si chiude infine con Adria e Spina, porti dell'Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. La bussola museale ora vira più a nord con I Veneti e il sacro, concentrando l'attenzione sul mondo veneto antico e mettendo- ne in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l'ac- qua e un articolato sistema di luo- ghi sacri attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il per- corso ha inizio con l'esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l'orlo di lebete di Altino che con- serva incisa l'unica formula votiva nota in lingua venetica. Le acque sananti sono rappresentate rispetti- vamente dal santuario termale di Montegrotto e dal luogo di culto delle sorgenti terapeutiche di Lagole di Calalzo. Il primo è caratterizzato dalla presenza di numerosissime coppe e tazze miniaturistiche, di bronzetti di cavalieri ma anche di cavalli, a documentare come il potere saluti- fero delle acque venisse ricercato anche per gli animali. Ex voto peculiari di Lagole sono invece i simpula, attingitoio utilizzati per raccogliere l'acqua, ritualmente spezzati in due parti dopo l'uso rituale e spesso contraddistinti dalla presenza di iscrizioni votive. Del santuario fluviale di Pora Reitia a Este vengono messi in evidenza i diversi aspetti del culto, legati all'insegnamento della scrit- tura, documentato da stili e tavo- lette scrittorie, e alla tecnica della filatura e della tessitura, documen- tate da fusaiole, rocchetti e pesi da telaio. Il percorso narrativo si conclu- de con il santuario nord-adriatico di Altino, porto sacro dei Veneti aperto alle rotte adriatiche, medi- terranee ed endolagunari, centro di un culto volto ad accogliere e integrare comunità diverse, come attestano bronzetti provenienti dall'area etrusca, centro-italica e celtica, lamine figurate e monu- menti votivi di eccezionale rilievo. "Non c'è soltanto l'esposizione di reperti, ma è il racconto di un con- testo, di una storia, di una stratifi- cazione, che riporta l'archeologia nella sua dimensione più autenti- ca. Questa mostra sceglie la pro- spettiva della relazione: fa dialo- gare ciò che già anticamente era in dialogo: il mondo degli Etruschi e quello dei Veneti. Unendo il ver- sante tirrenico con quello adriati- co, gli Etruschi e i Veneti sono due idealtipi di un modo di abitare l'antico, il viaggio, il mare e il mondo in una dimensione di aper- tura" ha detto Alessandro Giuli,ministro della Cultura. Eracle da Contarina (Ph Museo Archeologico Nazionale di Adria) Bronzetto di Paride (Ph Museo Archeologico Nazionale di Altino). Per le foto in pagina Ph courtesy mostra "Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari"

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