L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-30-2026

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LIFE PERSONAGGI RECENSIONI ARTE 29 GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | I n che modo la natura p u ò i n s e g n a r c i a progettare edifici più efficienti? Come pos- sono, per esempio, materiali e colori migliorare la qualità delle nostre città? Le risposte a queste doman- de arrivano da un campo di ricerca sempre più centrale nell'architettura contempo- ranea: la biomimetica, l'idea di imparare dalla natura per risolvere problemi sull'am- biente costruito. "Già Leonardo da Vinci osservava la natura per pro- gettare le sue macchine. Stu- diava il volo degli uccelli per i m m a g i n a r e d i s p o s i t i v i capaci di volare. Questo è il principio della biomimeti- c a " . I l a r i a M a z z o l e n i , a r c h i t e t t a e d o c e n t e t r a Milano e Los Angeles, ha costruito il suo percorso pro- fessionale attorno a questa ricerca, intrecciando archi- tettura, sostenibilità e scien- ze naturali. "Il ventesimo secolo è stato il secolo della specializzazione; oggi abbia- mo bisogno di connessioni tra campi diversi: architettu- ra, biologia, arte, scienza", dice Mazzoleni. Dopo la laurea al Politec- nico di Milano e un master in Building Science alla Uni- versity of Southern Califor- nia, ha scelto di stabilirsi a Los Angeles, dove ha svilup- pato un lavoro che unisce progetto e ricerca scientifica. Nel 2016 ha fondato Nature, Art & Habitat Aps (NAHR), eco-laboratorio di pratiche multidisciplinari che ospita principalmente una residen- za internazionale riunendo artisti, architetti e scienziati per lavorare su temi legati alla natura e alla sostenibi- lità. Il programma si svolge tra la California del Sud e la Val Taleggio, in provincia di Bergamo, luogo d'origine della stessa Mazzoleni e ter- ritorio che oggi rappresenta il cuore fisico e concettuale del progetto. "È un territorio che conosco profondamente e che continuo a osservare a n c h e d a l o n t a n o . È u n a valle ancora molto verde e poco urbanizzata, dove la natura è estremamente pre- sente e leggibile". C o m e n a s c e i l s u o interesse per la biomi- metica? È un interesse che si è svi- l u p p a t o g r a d u a l m e n t e , anche attraverso l'insegna- mento. Ho sviluppato il mio primo corso di biomimetica nel 2005 mentre insegnavo a SCI-Arc di Los Angeles. Da lì è nato anche il mio primo libro, Architecture Follows Nature (CRC Press, 2013). Il filo conduttore del mio lavo- ro è sempre stato la sosteni- bilità, declinata attraverso il progetto. Già in Italia mi o c c u p a v o d i m a t e r i a l i , d i ciclo di vita degli edifici e di quella che oggi chiamiamo economia circolare. A USC ho continuato questa ricer- c a , c h e n e l t e m p o s i è ampliata verso la biomimeti- ca e il design bio-ispirato. Come si traduce oggi questo principio nell'ar- chitettura? L a b i o m i m e t i c a s t u d i a come gli organismi vivono, si adattano, regolano la tem- peratura, comunicano o si proteggono e coesistono con il loro habitat. Tutto questo può essere d'ispirazione per il progetto architettonico. Può farci un esempio concreto di questa tra- d u z i o n e d a l l a n a t u r a all'architettura? Un esempio semplice è quello della pelle degli ani- mali. La pelle animale (che comprende anche piume, pelliccia etc.) non è solo una protezione: è un organo che mette in comunicazione e relazione l'interno e l'ester- no, aiuta a termoregolarsi e molto altro. In architettura possiamo leggere le facciate degli edifici come una pelle: qualcosa che protegge, ma c h e a l l o s t e s s o t e m p o "comunica, respira" e ci rela- ziona con l'ambiente circo- stante. Così, studiando le varie 'pelli animali' possia- mo trarre ispirazione per progettare facciate che aiuti- no gli abitanti a proteggersi meglio dall'ambiente circo- stante, ma anche a sviluppa- re idee per materiali più eco- l o g i c i c h e a c c u m u l i n o i l calore del sole e lo rilascino negli ambienti interni, etc. U n a l t r o e s e m p i o m o l t o significativo sono i termitai. A l c u n e s p e c i e d i t e r m i t i costruiscono strutture com- p l e s s e c a p a c i d i r e g o l a r e naturalmente ventilazione e temperatura interna, senza sistemi meccanici. Alcuni e d i f i c i c o n t e m p o r a n e i s i sono ispirati a questi princi- pi per sviluppare strategie di raffrescamento naturale e ridurre il consumo energeti- co. Q u a l i a l t r i e l e m e n t i d e l l a n a t u r a p o s s o n o avere un peso in questo discorso? Il colore è parte di questo discorso. In natura non è mai decorativo: è funzionale e comunicativo. I fenicotteri diventano rosa per ciò che mangiano, mentre le farfalle hanno colori che derivano da strutture microscopiche. Questo ci insegna che anche in architettura il colore può a v e r e u n a f u n z i o n e p i ù profonda, non solo estetica. Q u e s t o a p p r o c c i o è alla base di Nature, Art & Habitat (NAHR)? Sì. NAHR è un ente non profit che ha base in Italia e un outpost in California. I partecipanti vengono sele- zionati tramite bando e lavo- rano sul progetto da loro proposto all'interno di un tema annuale. Non è una scuola, ma un luogo di ricer- ca applicata indipendente dove ognuno sviluppa un proprio lavoro, ma in dialo- go con altri. In California si svolge in un ranch per caval- li in pensione a Santa Ynez e il formato è più raccolto, quasi come un retreat. In Italia invece il gruppo è più ampio, la residenza si svolge da giungo ad agosto e il dia- logo interdisciplinare è più articolato e complesso. Che tipo di esperienza vivono i partecipanti? Arrivano con un'idea pro- gettuale e la sviluppano sul campo. C'è lavoro individua- le, ma anche un dialogo con- tinuo tra artisti, scienziati e designer. Spesso nascono collaborazioni inattese tra discipline molto diverse. Un esempio è quello di Danielle Stevenson, environmental toxicologist di Los Angeles che ha partecipato a NAHR e che oggi è diventata una delle figure di riferimento n e l l a r i c e r c a s u l l a m i c o - rimediazione dei suoli dan- neggiati dagli incendi del 2025. C o s a r e n d e l a V a l T a l e g g i o c o s ì a d a t t a a NAHR? È un luogo che permette un'immersione esperienziale diretta che porta velocemen- te a rapportarsi a paesaggio, economia e comunità. Un esempio chiaro è la filiera d e i f o r m a g g i D O P l o c a l i , come il Taleggio e lo Strachi- tunt: dai pascoli, agli anima- li, fino alla produzione, sta- gionatura e al consumo. È una forma concreta di eco- n o m i a c i r c o l a r e c h e p u ò essere vissuta a NAHR, ogni giorno. C o m ' è u n a g i o r n a t a tipo durante la residen- za? L e g i o r n a t e a l t e r n a n o momenti di ricerca indivi- duale a confronti informali. Può capitare, per esempio, che un artista coinvolga altri p a r t e c i p a n t i i n u n f i l m , oppure che si condividano tecniche e competenze. Il lavoro è molto legato al ter- ritorio. Si cammina, si osser- va, si incontrano le persone del posto, si cercano mate- riali e riferimenti diretta- mente sul campo. Non sem- p r e è f a c i l e : a v o l t e , p e r esempio, si vorrebbero visi- tare luoghi specifici come cave o siti di estrazione, ma non è possibile accedervi. A n c h e q u e s t e d i f f i c o l t à fanno parte del processo e a i u t a n o a c o m p r e n d e r e m e g l i o l e d i n a m i c h e ambientali, economiche e politiche di un luogo. Qual è l'obiettivo fina- le di NAHR? L'obiettivo è creare con- nessioni reali tra discipline diverse e costruire un rap- porto più consapevole con i luoghi. Oggi spesso viviamo i territori in modo superficia- le, quasi "consumandoli", mentre qui l'idea è opposta: fermarsi, osservare, capire anche i limiti di un ambien- te, non solo i suoi aspetti più attraenti. I partecipanti por- tano uno sguardo nuovo e chi vive sul territorio spesso si rivede attraverso quello sguardo. A volte le persone riscoprono la bellezza del proprio lavoro o del proprio paesaggio proprio grazie a questa interazione. In que- sto senso, la sostenibilità non è un concetto astratto, ma qualcosa che si costrui- sce attraverso l'esperienza diretta e il dialogo. Dalla Val Taleggio a Los Angeles: l'architettura impara dalla natura Baita e colazione all'Ecomuseo della Val Taleggio (Photo courtesy of Val Brembana Web); in basso a destra, parteci- panti al workshop NAHR nel progetto video "Life is H2O" (Photo courtesy of NAHR)

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