L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-30-2026

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GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO La travolgente simpatia degli Harlem Globetrotters ha invaso l'Italia, con una tappa speciale in Vaticano S port, spettacolo e una forte componente sociale. Gli Harlem Globetrotters non sono soltanto la più formidabile squadra di giocolieri della palla arancione. Le loro radici affon- dano nell'America segregazioni- sta ed è anche grazie al contribu- to che hanno dato, se col tempo l'Nba si è arricchita sempre di più di giocatori afroamericani. Oggi gli Harlem Globetrotters sono "una macchina di contagio- so divertimento" da 400 spetta- coli all'anno in 25 Stati. Tra que- sti, anche l'Italia, dove hanno appena terminato un tour di 10 tappe per celebrare a dovere il loro primo secolo di storia. Palleggi incredibili. Tiri impossi- bili. Passaggi dietro la schiena e gag con avversari e arbitri. Un concentrato "a spicchi" di gioia, emozioni e divertimento. Ogni partita degli i Harlem Globetrotters è uno show per tutte le età. Il nome è legato a una delle più grandi stelle dell'NBA, Wilt Chamberlain (1936-1999). Prima di passare professionista, indossò la mitica casacca a stelle e strisce facendo impazzire i palazzetti di tutta America e perfino quelli dell'allora Unione Sovietica, a Mosca, alla presenza del premier Nikita Chruščëv, il tutto in piena guerra fredda. Nel '59 Wil passò all'Nba, dando il via a delle epi- che sfide contro i Boston Celtics di Bill Russell e riuscendo a chiudere la carriera con due tito- li, nel 1967 con i Philadelphia 76ers e nel 1972 con i Los Angeles Lakers, oltre a una innu- merevole serie di record ancora oggi imbattuti, su tutti i 100 punti segnati contro i New York Knicks. Nel corso della loro lunga e coinvolgente storia, sono diven- tati membri onorari degli Harlem Globetrotters personalità di spic- co come il Premio Nobel per la Pace, Nelson Mandela; l'ex- Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, Henry Kissinger; i cestisti Kareem Abdul-Jabbar e Magic Johnson; il velocista Jesse Owens; Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco. E a proposito di "inquilini della Santa Sede", prima dell'inizio della tournée nel Bel Paese (9-19 aprile 2026), gli Harlem Globetrotters hanno avuto l'onore di essere ricevuti da Papa Leone XIV. Un incontro carico di significato e simboli- smo durante il quale la squadra ha donato al Pontefice una spe- ciale canotta commemorativa, realizzata per celebrare il cente- nario della franchigia. Il dono rappresenta non solo un traguar- do storico per i Globetrotters, ma anche un messaggio universale di inclusione, di pace e di dialo- go tra i popoli, valori che da sempre caratterizzano sia la mis- sione della squadra sia quella della Chiesa. Nel corso dell'u- dienza poi, i giocatori hanno condiviso con il Santo Padre alcune delle loro esperienze in giro per il mondo, sottolineando il potere dello sport come stru- mento di unione e comprensione reciproca. Papa Leone XIV ha espresso apprezzamento per l'impegno sociale della squadra e per la capacità di portare gioia e sorrisi a milioni di persone. A dispetto del nome, gli Harlem Globetrotters non sono LUCA FERRARI nale, giocando anche allo Stadio Olimpico di Berlino davanti a un pubblico di 75.000 spettatori. Di lì in poi la popolarità della squa- dra crebbe a dismisura grazie anche al già citato Chamberlain, e centrando un altro storico tra- guardo all'inizio del terzo mil- lennio. Nel 2002 ricevettero il massimo riconoscimento: l'in- gresso nella Naismith Basketball Hall of Fame. A oggi è l'unica squadra ad essere mai stata inse- rita nella Hall of Fame, oltre a 13 giocatori a pari merito, consoli- dandosi come una delle realtà cestistiche più influenti al mondo. No i Lakers dello Showtime. No i Bulls del trium- virato Jordan-Pippen-Rodman. No i Golden State di Curry & Durant. Ma loro sì. Per festeggiare il centenario di storia, gli inarrestabili show- man del parquet hanno portato il loro spettacolo in Italia, da sem- pre una delle tappe più amate dai Globetrotters, e impreziosito da una divisa firmata dallo storico stilista Jeff Hamilton (tra gli altri, ha realizzato giacche per Michael Jordan e Kobe Bryant, ndr). La leggendaria squadra ha fatto tappa in dieci delle più importanti città, toccando non solo i grandi centri ma anche luoghi dove il basket è una vera passione: Roma, Montecatini, la basket city per eccellenza, Bologna, Torino, Cividale, Venezia (al Palasport Taliercio, casa delle squadre maschili e femminili della Reyer), quindi Verona, Treviglio, Milano e Genova. E mentre il pallone con- tinua a danzare dimostrano ancora una volta che la magia più grande non è vincere la parti- ta, ma trasformare ogni azione in un ricordo memorabile. L'incontro memorabile con Papa Leone XIV (Ph courtesy Ufficio stampa Mishow-Harlem Globtrotters) nati a New York ma a Chicago, nel 1926. In principio infatti si chiamavano Savoy Big Five, in riferimento alla sala dove gioca- vano, per l'appunto la Savoy Ballroom di Chicago. Il termine "Harlem" venne scelto dal fon- datore e impresario Abraham "Abe" Saperstein per richiamare la cultura afroamericana di cui lo storico quartiere della Grande Mela era l'epicentro. In tempi dove l'integrazione razziale era ben lungi dall'essere anche solo pensata, è doveroso ricordare l'impegno di Saperstein non solo nel basket ma anche nel baseball afroameri- cano, dagli anni '20 agli anni '50. All'inizio della loro attività gli Harlem Globetrotters erano più competitivi che votati allo show e si tolsero parecchie soddisfa- zioni. Nel 1940 vinsero il World Basketball Championship, un torneo tra le squadre americane professioniste più forti dell'epo- ca mentre nel 1948 e nel 1949 sconfissero per due volte i cam- pioni Nba in carica dei Minneapolis Lakers. Questo suc- cesso fu un autentico punto di svolta per i giocatori afroameri- cani. Un anno dopo infatti, Nathaniel "Sweetwater" Clifton degli Harlem Globetrotters divenne il primo giocatore afroa- mericano a firmare un contratto Nba, unendosi ai famosi New York Knicks nel 1950. In contemporanea intraprese- ro il loro primo tour internazio-

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